In una foto

a cura di Andrea Semplici

Dedicato a Mario Dondero

La fotografia è un racconto. È una maniera per avvicinarsi alla gente. È una necessità: mostrare la vita. «Più di mille parole», diceva Walter Benjamin, anche se io penso che le parole siano più che necessarie. È attenzione, curiosità, relazione. È contraddizione perché dovrebbe essere lenta e ingenua in questo modo sempre connesso di selfie e velocità. Il fotografo dovrebbe andare a piedi, e come Mario Dondero, non avere patente.

Correva il 1996 a Baghdad. In visita all’ospedale pediatrico, fui avvicinato da una giovane madre. Mi supplicò di entrare nella stanza dove era ricoverato il figlio e di fargli una fotografia.

25 Aprile 2022 | di

Il carcere si può frequentare per tanto tempo e, a un certo punto, si può pensare persino di conoscerlo. Non è così, non si capirà mai quel mondo, se non ci si è dentro.

10 Aprile 2022 | di

Nel 1988, in una di quelle fredde mattine di gennaio, a lato dell’ingresso della panetteria notai un bambino seduto sulla soglia in pietra di un vecchio portone…

24 Marzo 2022 | di

Patty era una cacciatrice di sorrisi: non metteva mai a fuoco il degrado, non era nelle sue corde usare il mezzo fotografico come strumento di denuncia. La sua missione artistica era quella di abbellire il mondo.

13 Marzo 2022 | di

Ci addentrammo nei reparti con discrezione, la maggior parte dei letti era occupata da bambini, quasi tutti affetti da malaria in stadio avanzato. Per molti di loro non c’erano cure...

25 Febbraio 2022 | di

Se la fotografia è memoria, quale posto migliore di un album per essere conservata e consultata nella nostra casa o nel mondo che sentiamo nostro?

09 Febbraio 2022 | di

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