SONIA: NIPOTE O FIGLIA

Sonia ha quattro genitori. Ragiona come un’adulta. Giudica gli adulti, ma non ha ancora vissuto l’esperienza di figlia. Nonostante le apparenze, il futuro non sarà facile.
08 Ottobre 1996 | di

Sonia ha otto anni. Sono pochi, è ancora una bambina. Ma sono anche tanti, perché ha percorso esperienze difficili per una bambina. Quando è arrivata, la sua mamma aveva appena sedici anni: un'adolescenza tormentata da impulsi di ribellione e bisogni di sentirsi protetta.
Di Sonia si sono subito entusiasmati i nonni materni, che avevano riaccolto in casa la figlia che se n'era andata sbattendo la porta per fuggire con un ragazzo inquieto come lei, entrambi finiti nella droga. Poi la coppia si era sciolta, impreparata a una gravidanza che imponeva responsabilità  e decisioni. La giovane mamma era rientrata dai genitori.
Di Sonia si sono prima di tutto occupati i nonni. Quando era neonata e piangeva per essere nutrita o cambiata, era nonna Lucia ad accorrere, mentre Anna, la mamma, continuava a dormire, a telefonare alle amiche o a guardare la televisione. Era chiaro che Anna era inesperta; nonna Lucia, invece, aveva allevato quattro figli, con i bambini ci sapeva fare. Quando si trattava della passeggiata, nonno Mario era sempre disponibile, orgoglioso della nipotina, bella e vivace. Per Sonia, uscire con il nonno era sempre una festa: un gelato, un dolcino, un giocattolo si possono sempre ottenere.
Lentamente nella famiglia si è creata una nuova rete di ruoli. All'inizio, quando Sonia stava per nascere, i nonni hanno fatto ad Anna discorsi gravi sulle nuove responsabilità : «Devi mettere la testa a posto... non puoi continuare a fare la bambina... ti troverai un lavoro e diventerai indipendente», ma sono rimasti discorsi. Da sempre, Anna è stata una delusione per i genitori.
Quando l'adolescente ribelle si è trasformata in una giovane donna apatica e indifferente alle nuove responsabilità , prima l'hanno rimproverata, poi sostituita. I nonni sono diventati i genitori di Sonia. Sonia è la figlia che hanno sempre desiderato e che Anna non è mai stata.
E Anna? Da molto tempo ormai Sonia non la chiama più «mamma»: la chiama per nome; ripete quanto sente dire dai nonni: «Anna non capisce niente... Anna è una scansafatiche... Anna non sa giocare con i bambini».
Sonia sa che Anna è la sua mamma, che l'ha fatta nascere, ma non ha esperienza della sua tenerezza e della sua protezione. Ha imparato, invece, che tutti i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue fantasie, possono essere soddisfatti dai nonni.
E il padre? Lo vede qualche volta, la viene a trovare a casa, ma sono sempre liti con i nonni, per via dei soldi. Mantenere un bambino costa, ma suo padre di soldi non ne ha mai: i nonni glielo rinfacciano e suo padre si arrabbia ogni volta.
Mamma Lucia e papà  Mario sono senza dubbio più contenti quando «quel delinquente di tuo padre» non si fa vedere. Dei suoi genitori Sonia ha un'immagine negativa, non sono per lei né una protezione, né una sicurezza.
Sui nonni Sonia ha un grande potere, ottiene tutto quello che vuole. Ha capito che deve consolarli perché la mamma li ha delusi. Sonia ha quattro genitori, ragiona come una adulta, giudica gli adulti, ma forse non ha ancora vissuto l'esperienza di figlia.

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017