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Il Galateo dei Musei

Undici semplici ma fondamentali regole di bon ton per vivere l’esperienza museale in modo autentico e rispettoso, diffuse da «Libreriamo», il media digitale dedicato ai consumatori di cultura.

Visto che siamo ancora ad agosto, potremmo approfittare dello scampolo di residue ferie di cui forse possiamo godere per andare a visitare un museo. E per tante buone ragioni, la prima delle quali è, che guardando un’opera d’arte, ne guadagniamo sia a livello emotivo che cognitivo, dal momento che osservare con attenzione un quadro o una scultura può attivare i sensi, sviluppare l’immaginazione, smuovere le emozioni e farci stare bene pure a livello psicologico, diminuendo la carica di stress che normalmente ci portiamo addosso. A dirlo è stato uno studio (sviluppato all’interno del progetto ASBA, Anxiety, Stress, Brain-Friendly museum, Approach –Il museo alleato del cervello contro ansia e stress) reso noto lo scorso febbraio e coordinato dall’Università Bicocca di Milano, il quale ha dimostrato che un pomeriggio al museo ridurrebbe ansia e stress fino al 25%, se viene associato a pratiche di mindfulness, e del 20% in caso di una semplice visita guidata, visto che, come dicevamo all’inizio, l’arte influisce su cuore, sistema nervoso e frequenza del respiro.

Certo, è importante andare a vedere un’opera d’arte in modo consapevole, rifuggendo dalle logiche consumistiche che non solo stanno snaturando il nostro rapporto con l’arte (magari portandoci a preoccuparci più di fotografare e postare ciò che vediamo piuttosto che di godere dell’esperienza emotiva ed estetica), ma che rendono difficoltoso anche a chi guarda, per esempio un dipinto, con noi di godere dell’esperienza. Un disturbo concreto, almeno a giudicare dall’iniziativa lanciata lo scorso luglio da «Libreriamo», il media digitale dedicato ai consumatori di cultura, volta a promuovere comportamenti rispettosi e consapevoli all’interno dei luoghi di cultura, che ha portato alla diffusione di un vero e proprio «Galateo dei Musei». Si tratta di 11 semplici ma fondamentali regole di bon ton per vivere l’esperienza museale in modo autentico e rispettoso.

Vediamolo insieme.

Non andiamo al Museo con borse troppo piene: spesso le opere esposte sono collocate in luoghi piccoli e che non permettono grande libertà di movimento. Meglio quindi, prima di entrare, svuotare le borse del superfluo e lasciare quelle più grandi negli appositi armadietti all’ingresso.

Manteniamo un tono di voce basso: le gallerie dei musei non sono lo spazio ideale per dialogare, quindi, sarebbe opportuno scegliere altre location per questo ed evitare quel brusio di fondo che rompe il silenzio necessario per gustare un’opera d’arte.

Non consumiamo cibo e bevande: se ci viene un’improvvisa e irresistibile fame tra un’opera d’arte e l’altra, rechiamoci negli appositi bar messi a servizio nei musei. Il divieto di consumare bevande o cibo durante la mostra è già in vigore da anni per cercare di mantenere la pulizia e il decoro nell’ambiente.

Non rispondiamo al telefono: capita di ricevere delle telefonate mentre siamo intenti a guardare una mostra, ma rispondere al cellulare non solo disturba la concentrazione delle persone intorno a noi, bensì rovina anche la nostra esperienza. Meglio un messaggio che rimanda il dialogo all’uscita. D’altra parte, ci sono musei, come il Metropolitan di New York, che non consentono al pubblico di rispondere alle telefonate nemmeno nei corridoi.

Non sostiamo troppo tempo davanti un’opera d’arte: ricordiamoci sempre, mentre siamo dinanzi a un dipinto o a una scultura, che ci sono persone che attendono in coda dietro di noi il loro turno (e spesso, in caso di opere famose, con code lunghissime…). Inoltre, meglio evitare di camminare davanti ad altre persone mentre queste stanno osservando.

Non fotografiamo tutto: cerchiamo di guardare piuttosto che di fotografare ogni cosa. Meglio se ci concentriamo sull’opera fissando nella memoria l’istante della visita, un’emozione che resterà sempre con noi.

Non utilizziamo il flash: dovrebbe essere ormai assodato, ma capita spesso di vedere turisti che ancora lo utilizzano, nonostante il flash, proprio come un fulmine, rischi di danneggiare il materiale di cui è composto l’artefatto.

Evitiamo i bastoni dei selfie: anche questo dovrebbe essere assodato e invece… L’utilizzo dei bastoni è infatti pericoloso: in caso di ressa o se si perde l’equilibrio, si potrebbero urtare le opere d’arte.

Attenzione a dove camminiamo: ci sono infatti zone delimitate, cartelli di divieti o potrebbe esserci qualcosa a terra legato all’esposizione che non solo rischieremmo di perdere ma magari potrebbe farci perdere l’equilibrio andando a sbattere su qualche artefatto.

Non avviciniamoci troppo e non tocchiamo le opere esposte: anche questo dovrebbe essere ormai assodato. Eppure a volte la tentazione è talmente forte che c’è chi non resiste, facendo scattare, nella migliore delle ipotesi, gli allarmi, ma rischiando pure di danneggiare l’opera.

Non appoggiamoci alle pareti: le pareti servono per ospitare le opere esposte. Anche se dovessero esserci degli spazi vuoti, è buona regola non appoggiarsi con il proprio peso per evitare di urtare in qualche modo i quadri.

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Data di aggiornamento: 22 Agosto 2025