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Lunga vita alle librerie indipendenti

Dal 25 maggio la Libreria Cortina di Milano è divenuta Bottega storica. Un riconoscimento importante in un momento in cui le librerie indipendenti sono in crisi.
| Sabina Fadel Caporedattrice

La notizia è di quelle che fanno ben sperare. La Libreria Cortina di Milano, dopo ottant’anni di attività (è stata fondata nel 1946 da Aldo Cortina), è diventata dal 25 maggio scorso Bottega storica milanese, ricevendo il riconoscimento che il comune meneghino attribuisce alle attività « che da almeno cinquant’anni mantengono continuità nel proprio settore e rappresentano un punto di riferimento nel tessuto culturale e commerciale della città».

Nata come libreria scientifica, nel corso degli anni «la Libreria Cortina – la cui sede storica si trova in Largo Richini – ha progressivamente ampliato la propria offerta, trasformandosi in una libreria polispecialistica capace di spaziare dalla letteratura alle discipline umanistiche, dalla psicologia alla medicina, dalla filosofia alle scienze sociali fino a costituire un punto di riferimento non soltanto per il pubblico milanese, ma per lettori, studiosi e professionisti provenienti da tutta Italia».

Una buona notizia, dicevamo, soprattutto perché arriva in un momento in cui le librerie indipendenti stanno soffrendo una forte crisi.

Secondo i dati dell’Osservatorio delle librerie, curato da Format Research per conto di Ali (Associazioni librai italiani), le librerie indipendenti negli ultimi anni si sono ritrovate a fare i conti con una importante contrazione di fatturato (nell'ordine dei 100 milioni). Una cifra importante, considerato che tali librerie in Italia sono 3.717 (-184 rispetto al 2012), per il 59,3% ditte individuali (spesso a conduzione familiare), con oltre 11mila addetti e coprono circa il 14% del mercato librario italiano (in passato raggiungevano il 60%).

Non solo. Esse rappresentano infatti un importante presidio culturale sul territorio (anche se la loro distribuzione non è uniforme: sono presenti, infatti, soprattutto al Nord: 42% circa), che va salvaguardato, perché grazie all’opera di animazione culturale che spesso esse svolgono (incontri con autori, gruppi di lettura, attività di animazione o di promozione della lettura per bambini), contribuiscono alla vitalità dei piccoli centri, garantendo momenti di socialità e confronto. Con la loro presenza, inoltre, sono spesso garanzia di pluralismo, dal momento che danno spazio anche a editori più piccoli, non di rado penalizzati dai grandi circuiti commerciali.

Data di aggiornamento: 05 Giugno 2026