Noi siamo i tempi
La Chiesa cattolica osservata attraverso il passaggio da papa Francesco a papa Leone XIV. Questo è il nucleo dell’ultimo volume di Marco Damilano Noi siamo i tempi, con quel titolo che prende spunto proprio da una frase di sant’Agostino, citata dal Pontefice agostiniano il 12 maggio 2025, nel corso di un incontro con i comunicatori giunti a Roma per il Conclave: «Sono tempi cattivi, tempi penosi!” si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi» (Agostino, Discorsi). Una frase che racconta e,sattamente il punto di vista dell’autore, che osserva una comunità alle prese con un mondo profondamente mutato, nel quale le certezze si sono indebolite, le divisioni accentuate e il dialogo pare dover soccombere continuamente a mere logiche contrappositive.
E così, leggiamo nel libro, se Francesco è stato l’emblema di una stagione caratterizzata dall’attenzione alle periferie, dalla ricerca di una Chiesa in uscita, meno ripiegata su se stessa, dalla denuncia delle ingiustizie che tolgono dignità all’essere umano, con Leone XIV si è aperta una nuova fase – delicata, perché chiamata a misurarsi con una eredità «pesante» e con processi e interrogativi che non si possono risolvere semplicemente attraverso una lettura di continuità o discontinuità con il recente passato –, altrettanto decisiva per il ruolo che la Chiesa può continuare ad avere nella società contemporanea ferita da guerre, nazionalismi, disuguaglianze, crisi della solidarietà, odio sociale, fragilità delle democrazie, logica del più forte. Una fase in cui non basta richiamare ai valori da sempre cari alla cattolicità (e all’umanità nel senso più profondo del termine) come pace, solidarietà, fratellanza, giustizia, ma nella quale occorre interrogarsi sulle condizioni che possono renderli oggi realizzabili e sulle responsabilità che ne impediscono l’attuazione.
Mai come oggi la Chiesa può tornare ad avere quel ruolo di coscienza critica che può davvero aiutare a costruire un futuro diverso, basato sul dialogo, sull’ascolto, sul rispetto della dignità umana, sulla rinnovata consapevolezza che il mondo è il frutto di scelte, decisioni, omissioni e coraggio di ciascuno di noi, pare volerci dire Damilano, in questo suo racconto/reportage che sa mettere insieme in modo brillante analisi politica, testimonianze inedite e riflessioni sulla missione di un cattolicesimo impegnato, oggi più che mai, nella costruzione di un mondo migliore per tutti.
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