Federazione cattolica italiana d’Australia a congresso. Comunità in crescita

04 Aprile 1998 | di

           
I cattolici italoaustraliani guardano al 2000 come a un preciso punto di riferimento, uno spartiacque, un traguardo e una partenza. Sembra che da lì in poi tutto cambierà . Il significativo intervento di padre Graziano Tassello.

                                                                                                                                               Melbourne

La 'visione' del nuovo millennio, con le prospettive di rinnovamento in esso racchiuse, ha suggerito anche il tema del Congresso nazionale della Federazione cattolica italiana d'Australia: il 24mo nella breve storia di questa organizzazione di credenti attivi, giunti dall'Italia o comunque impregnati di cultura e religiosità  nello spirito della nostra tradizione cristiana.

'Il laico nella chiesa del 2000', questo il tema che ha fatto da guida a conferenze e dibattiti nell'accogliente St. Hilda's College dell'Università  di Melbourne. Ospite d'onore è stato il governatore del Victoria, sir James Gobbo che ha rivolto parole di saluto all'assemblea illustrando i vantaggi del multiculturalismo nella società  australiana.

Il raduno è stato impostato in modo da permettere ai 120 delegati delle 22 sezioni dei quattro maggiori stati d'Australia: Victoria, New South Wales, Queensland e Tasmania, non solo di approfondire argomenti religiosi ma anche di familiarizzare, scambiare esperienze di vita e gioire come comunità . Quando la distanza è tiranna, come nel continente australiano, è doveroso non aver fretta, e quattro giornate sono state appena sufficienti per assaporare la gioia di stare insieme.

Alcuni anni fa, in seno alla Fci si dibatteva una questione bruciante: 'Siamo in un Paese nuovo, parliamo un'altra lingua, apparteniamo a parrocchie multiculturali, i giovani non sentono la necessità  di aderire alla nostra organizzazione, e allora perché mantenere in piedi questa Federazione? Integriamoci e lavoriamo nelle parrocchie'.

Oggi si è più sereni nei giudizi e nelle prospettive. È evidente che tante forme di associazionismo possono convivere, esprimersi e crescere contemporaneamente. C'è spazio per tutti.

Al congresso ogni sezione ha presentato una relazione delle attività  svolte negli ultimi due anni. Quella del gruppo di Aspley-Geebung del Queensland potrebbe essere presa come esempio di una situazione comune. Ecco alcune considerazioni: 'La maggior parte dei membri è rappresentata da meno giovani e da coppie in pensione. La visione e organizzazione degli eventi rimane preoccupazione e impegno di un gruppo molto piccolo di membri. Declino di un solido supporto dei membri alle varie funzioni sociali e religiose. Bisogno di più membri impegnati, più gruppi d'azione ecc.'. Una situazione di malessere che tuttavia non ha compromesso l'ottimismo di fondo di tutti i partecipanti.

Il congresso di quest'anno ha spostato la visione sulle sfide che ci offre il futuro anche in terra d'emigrazione. D'accordo che si tratta di un'organizzazione - la Federazione cattolica italiana - che non offre sufficienti stimoli ai giovani nella sua dimensione socio-culturale, soprattutto perché ancorata a un concetto di 'etnia' (italianità ) che non attecchisce nei giovani nati in Australia; ma ha uno spazio aperto sempre attuale, quello di proclamare e vivere il messaggio del Vangelo. E questa è una sfida che i giovani d'oggi, bisognosi di spiritualità , sapranno apprezzare e seguire. La Federazione può essere vista come una corteccia secca e slabbrata, ma dentro c'è la linfa vitale di persone che vivono intensamente il cristianesimo; una linfa che trabocca, contagia, fa sbocciare arboscelli nuovi.

Nel suo rapporto annuale il presidente federale Francesco Longhi ha detto tra l'altro: 'Le attività  che avete svolto negli ultimi due anni sono esempio di una fede operante che riempie i nostri cuori di gioia e ci incoraggiano a proseguire il questo cammino'.

La Federazione cattolica italiana d'Australia va verso il secondo millennio con lo stesso nome, lo stesso presidente e Comitato federale, lo stesso numero di iscritti. Ma uno spirito nuovo, quello del 'giubileo' che spinge al rinnovamento e al ricupero delle origini. Senza paure e senza complessi.

Messaggeri di gioia

La Santa Messa di apertura del Congresso è stata celebrata dall'arcivescovo di Melbourne in ritiro, S.E. monsignor Francis Little. Nell'omelia ha ricordato: 'L'Italia è il Paese della musica, e voi siete venuti in Australia portando le vostre belle canzoni. Il messaggio di Cristo è una canzone la cui melodia si espande da un confine all'altro del mondo.

Gli ha fatto eco padre Graziano Tassello nella conferenza dal titolo 'Il laico in cammino verso il Giubileo': 'Una delle cose che caratterizzano il migrante è il suo senso di festa, nonostante difficoltà  e privazioni. Il migrante sa celebrare. Il cristiano che è parte di una minoranza, il cristiano che non conta, ha diritto di fare festa. Il nostro è davvero il viaggio della 'consolazione' come lo definisce il profeta Isaia. Lungo il viaggio, la tentazione dello scoraggiamento è normale, ma come credenti non possiamo non celebrare in quanto il Signore cammina al nostro fianco, egli è la nostra guida, egli è il nostro cibo, egli è l'Eucaristia per noi. Se siete qui è perché volete fare festa, perché Dio è sempre con noi, è risorto per noi. Se non fate festa, vuol dire che non credete nel Signore risorto. Se non fate festa vuol dire che il sacramento dell'amore si è trasformato in rassegnazione. Se non fate festa è perché non sapete invitare il Signore a casa vostra come Zaccheo, vuol dire che vi siete dimenticati che Dio è il Padre che vi attende'.

Scegliere il Vangelo

L'oratore principale del congresso è stato padre Graziano Tassello, consigliere generale della congregazione dei Padri Scalabriniani, venuto da Roma per questo specifico impegno. La scelta dell'oratore è stata validissima per due motivi: innanzitutto perché la Federazione cattolica italiana d'Australia è una creatura dei Padri Scalabriniani. Fondata nel 1960, è sempre esistita e ha prosperato nelle parrocchie gestite da questi missionari che hanno fatto da animatori spirituali degli iscritti. Poi, padre Tassello ha una conoscenza molto vasta dei problemi dell'emigrazione, che vede da una posizione privilegiata: dalla casa madre di Roma, documentatissima sull'emigrazione.

Sono state riflessioni profonde, quelle suggerite da padre Tassello, basate sulla Bibbia e che rispecchiano perfettamente il messaggio di Giovanni Paolo II nella 'Tertio Millennio Adveniente'.

Parlando della missione a cui sono chiamati i cristiani in un mondo sempre più secolarizzato, padre Tassello ha affermato: 'Siamo invitati a scegliere il Vangelo anche se sono pochi i compagni di viaggio disposti a capire e a condividere la passione della estraneità  nei confronti di questo mondo. Dobbiamo scegliere il Vangelo anche se, e soprattutto quando, ci pone in una condizione di 'irregolarità ' (termine attualissimo quando si parla di migranti clandestini). Siamo irregolari perché laddove tutti ammassano beni e pensano a se stessi, noi sappiamo essere uomini e donne della comunione e mettere in comune le nostre doti, le nostre possibilità , il nostro tempo, la nostra vita. C'è posto per la speranza? Certamente. Non camminiamo guardando sempre per terra, ma guardiamoci attorno e guardiamo in alto'.

Padre Tassello ha invitato i presenti a guardare i segni che testimoniano la presenza dello Spirito del Signore. Vi sono persone e gruppi che collaborano alle proposte e alle esperienze di cambiamento che già  sono in atto nel campo della giustizia e della cooperazione internazionale, della pace, della non violenza e dei diritti civili, della salvaguardia del creato e dello sviluppo 'sostenibile' della produzione mondiale.

Il prossimo congresso avrà  luogo fra due anni. Saremo nel 2000, anno del giubileo. Papa Giovanni Paolo II nel salutare un milione di giovani al parco dell'Eliseo di Parigi aveva detto: 'Vi do appuntamento a Roma nel 2000'. Un appuntamento non solo fisico, ma anche spirituale a cui parteciperanno, chi di persona e chi con il cuore, gli iscritti alla Federazione cattolica italiana d'Australia per ascoltare la voce del 'Bianco Padre' e attingere alla fonte viva della speranza.

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017