13 giugno, festa del Santo

01 Giugno 2002 | di

La Basilica del Santo accoglierà  anche quest";anno migliaia di pellegrini che verranno a Padova, in concomitanza con il mese antoniano, da ogni regione d";Italia e da ogni Paese del mondo, per vivere accanto alla Tomba di sant";Antonio un";esperienza di fede e di rinnovamento spirituale. Quest";anno, però, in cui l";umanità  si trova ancora una volta provata da gravi tensioni sociali e da guerre che stanno dilaniando interi popoli, ricordando gli interventi del Santo per difendere i perseguitati e promuovere riconciliazione e concordia, lo invochiamo affinché interceda da Dio un futuro di pace al mondo.

La ragione dell";universale devozione per sant";Antonio più che alla lunga serie di prodigi, penso sia dovuta al fatto che egli con il suo stile di vita e con i suoi interventi si sia messo dalla parte dei poveri e dei perseguitati. C";era un motivo non sentimentale né sociologico per denunciare con tanta forza i potenti per il loro egoismo e le loro prevaricazioni: essi rompevano la solidarietà  cristiana fondata sul battesimo, che ci rende membri di un";unica famiglia, senza privilegi o differenze che ci separino solo perché di razza o cultura diversa. L";attenzione del Santo era rivolta ai diritti e alla dignità  dell";uomo, contro ogni prevaricazione e ogni egoismo: e tra gli uomini, il suo amore era rivolto innanzitutto agli ultimi: sono i poveri, i semplici "; scrive il Santo "; gli illetterati, i contadini, le vecchierelle che hanno sete di Dio. Chi è pieno di Spirito Santo parla diverse lingue. Le diverse lingue sono le varie testimonianze su Cristo: così parliamo agli altri di umiltà , povertà , pazienza e obbedienza, quando le mostriamo presenti in noi stessi; quando cioè parlano le opere. Cessino, ve ne prego, le parole, parlino le opere.

Antonio sceglie uno stile di vita che aiuta a capire gli altri e lo rende amico di quanti egli chiama i poveri di Cristo, i fratelli di Cristo povero. Antonio era membro di una ricca e nobile famiglia di Lisbona; aveva tutte le possibilità  per vivere in una posizione di privilegio nella società  del suo tempo. Invece preferì divenire discepolo di Francesco d";Assisi e in tutta la vita, soprattutto negli ultimi dieci anni d";apostolato, divenire difensore dei poveri. In alcuni suoi interventi e in diversi passi dei suoi Sermoni, ha parole d";una durezza sorprendente contro i ricchi, contro i prepotenti e contro gli usurai. L";Europa stava passando in quegli anni da un";era feudale "; fondata sulla forza della nobiltà , dell";eredità  e delle strutture precostituite "; a un";Europa della libertà  e dei comuni, in cui acquistava nuova forza il denaro: fonte di nuovi modelli di potere, ma anche di prepotenza e d";oppressione dei più deboli. E il Santo prende appunto le parti di questi ultimi. L";autore della Vita prima così scrive: Faceva restituire ciò che era stato tolto con l";usura e con la violenza. Si giunse a tanto che, avendo ipotecato case e terreni, se ne poneva il prezzo ai piedi di lui e, per suo consiglio, quanto era stato tolto veniva restituito rimborsandone il valore o supplicandone il condono. E fra Giovanni de la Rochelle, frate minore morto nel 1245, attesta: Nel nostro tempo mai abbiamo udito un consolatore così dolce dei poveri e un così aspro accusatore dei potenti.

Come si comporterebbe oggi sant";Antonio nei confronti delle costanti violazioni della dignità  della persona e contro ogni prevaricazione? Si comporterebbe certo con modalità  d";interventi conformi all";ideale di vita che hanno caratterizzato il suo apostolato. La scelta preferenziale dei poveri, la libertà  e la franchezza di fronte al potere, la preoccupazione per il bene spirituale dell";uomo in stato di bisogno, fanno di Antonio un maestro incomparabile, un Santo attuale: Riconduceva a pace fraterna i discordi; ridava libertà  ai detenuti, faceva restituire ciò che era stato rapito con l";usura e con la violenza, scrive il suo primo biografo (Assidua 13,11). Amava gli infelici che andava a visitare nelle carceri e di cui cercava di mitigare le sofferenze; amava i suoi penitenti e gli ascoltatori, che si stringevano intorno al suo confessionale e al suo pulpito; amava gli ammalati anche perché la sua breve vita fu provata dalla sofferenza; amava la natura e gli animali con lo stesso spirito di Francesco d";Assisi. Amava e ne fu ricambiato. Come i primi confratelli l";accolsero con stupore e affetto; come le folle ascoltarono la sua parola e vedere i tanti prodigi da lui operati, anche noi oggi lo sentiamo maestro e amico. Sant";Antonio continua infatti ad essere manifestazione della misericordia e della bontà  di Dio, che anche attraverso i Santi, ci invita a divenire testimoni del vangelo, operatori di carità  e di giustizia nel mondo.

 

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017