Allenarsi per la vita

Un progetto per aiutare i disabili mentali a integrarsi nella società, anche attraverso l’attività sportiva. I giovani, al motto «Che io possa vincere, ma se non vincessi che possa tentare con tutte le mie forze», si candidano così a diventare vincenti.
14 Dicembre 2000 | di

È un movimento mondiale, sostenuto dalla «Fondazione Kennedy». Nel mondo è presente in 155 paesi e coinvolge un milione di «atleti speciali»: giovani con difficoltà  mentali.
È Special Olympics, nato con l' obiettivo di aiutare i disabili mentali ad abilitarsi e integrarsi nella società  civile, anche attraverso lo sport. «Le esperienze raccolte fino a oggi - spiega il professor Alessandro Palazzotti presidente di Special Olympics Italia  - sono tantissime e gratificanti. Sono i ragazzi a essere testimonial di loro stessi e attraverso questo processo di miglioramento che passa per lo port, hanno conquistato anche la possibilità  di lavorare, sia in strutture pubbliche sia private».
E non c' è solo Special Olympics a credere in questo nuovo modo di vivere. Un' importante azienda farmaceutica multinazionale, infatti, ha sostenuto il progetto Cometa. Si tratta di una favolosa imbarcazione che permetterà  di avviare all' uso della vela i ragazzi con disagi mentali. «Questo sostegno - aggiunge Palazzotti - permetterà  presto a moltissimi istruttori nei circoli di vela in giro per l' Italia di formare questi ragazzi a una disciplina considerata, fino a poco tempo fa, inadeguata per ragazzi con difficoltà  mentali. Special Olympics non sostiene lo sport in quanto tale, ma vuole diventare veicolo per lanciare un messaggio sociale molto più ampio: se questi ragazzi sanno sciare, nuotare, andare a cavallo, se sanno andare a vela, possono essere una risorsa anche nella vita produttiva». Non per nulla il giuramento di Special Olympics recita proprio: «Che io possa vincere, ma se io non vincessi che possa tentare con tutte le mie forze». Nello sport e anche nella vita.
Per saperne di più: 06/52246485.


   
   
RARO È BELLO      

A

ll' interno dell' ospedale Burlo Garofolo di Trieste, è stato creato un   Nuovo laboratorio per le malattie rare . La grande novità  di questo centro sta nel tentare di unire e di coordinare la ricerca di base all' attività  clinica. «La ricerca per queste malattie - afferma il dottor   Bruno Bembi , pediatra genetista e direttore del centro - è importante perché questa patologia, presa nel suo complesso, non è poi così infrequente. Le malattie rare sono circa 5 mila, il 10 per cento del carico sanitario nella popolazione».Purtroppo, una nota dolente in tutto il mondo è proprio la carenza cronica di ricerca, studio, coordinamento su questo tipo di malattie. E invece la possibilità  di far sapere che il problema del tuo bambino non è così unico, è basilare per ridurre i «viaggi della speranza» e, forse, anche per accrescere lo stimolo a superare le difficoltà . «Manca sì l' informazione - prosegue Bembi - , ma purtroppo anche la terapia. Fino ad ora queste patologie, per la gran parte di origine genetica, venivano spesso ritenute non solo inguaribili, ma anche incurabili. Oggi, per fortuna, le cose stanno cambiando: aumentano sia le terapie sia la sensibilità  verso queste problematiche. Grazie a un progetto di ricerca coordinato dall' Istituto superiore di sanità , attualmente è possibile ottenere una mappa che permette di capire dove sono i centri e quindi dove queste patologie possono essere curate».
Per saperne di più: Ospedale Burlo Garofolo di Trieste, tel. 040/3785111.

   
LA MUSICA A OCCHI CHIUSI      

I

l Centro internazionale del libro parlato , di Feltre, in provincia di Belluno, ancora una volta è riuscito ad affrontare e a risolvere una semplice necessità  di persone non vedenti afflitte anche dall' impossibilità  di gustare un brano musicale direttamente dallo spartito. Il Centro feltrino, diretto dal maestro Gualtiero Munerol , ora può, infatti, trascrivere in scrittura braille  qualsiasi brano musicale. Non solo, quindi, quelli già  pubblicati e venduti, ma anche composizioni di autori ciechi.
Per saperne di più: libro.parlato@feltrino.bl.it
Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017