Altruismo senza tempo

Attivissima nella pastorale comunitaria e nell’assistenza ai meno fortunati, Rosaria Saggiomo da oltre un decennio dedica la sua vita alla comunità italiana in Turgovia.
13 Febbraio 2012 | di

Care amiche, Rosaria Saggiomo è una colonna portante della Missione cattolica italiana di Kreuzlingen, in Svizzera. Da dieci anni è responsabile, a tempo pieno, del segretariato dell’unità pastorale e collaboratrice pastorale del missionario don Francesco Diodati, che lei affianca come volontaria. A Frauenfeld, l’altra Missione della Turgovia con cui collabora, c’è padre Valerio Viola. Rosaria segue personalmente le attività tipiche rivolte all’emigrazione italiana: anima le sante Messe in lingua italiana, affianca il sacerdote nella liturgia, segue la formazione di giovani coppie incamminate verso il matrimonio, si prende cura delle giovani famiglie, cerca di alleviare i numerosi problemi della terza età, visita le case di riposo e porta la comunione ai fedeli. Quest’anno ha concluso con un recital i dieci anni di attività dei «gruppi del sabato» rivolti a tutti. Quando, undici anni fa, le chiesero di lavorare alla Missione cattolica italiana di Kreuzlingen, lei era impiegata in una farmacia di Costanza, in Germania. Rosaria lasciò un posto sicuro, «per passare dalla cura del corpo a quella delle anime, senza sapere a che cosa andavo incontro», ricorda oggi. Lavorando a tempo pieno, studiava di notte. Dopo il diploma in Farmacia, ha conseguito anche quello in Teologia, e ora insegna religione, in lingua tedesca, nella scuola svizzera frequentata da allievi di varie regioni.

Msa. Che cosa l’ha spinta a realizzare tante attività di assistenza sociale, religiosa e umana?
Saggiomo. Non sono né suora né consacrata. Sono semplicemente una cristiana battezzata, che si sente responsabile nei confronti dei fratelli e delle sorelle meno fortunati. Dieci anni fa ho fatto una scelta difficile perché in farmacia avevo un lavoro importante e, lasciandolo, non sapevo che cosa mi aspettasse. Ho studiato con spirito di servizio perché ho capito che per aiutare gli altri dovevo prima e formarmi e qualificarmi, senza pensare troppo, né dire «non ho tempo». Ho confidato nella Provvidenza e ho messo tutto il cuore in quello che ho fatto. Forse c’è stato un progetto di Dio su di me o, come diceva madre Teresa di Calcutta, sono «una matita nelle mani di Dio».

Come potrebbe raccontare la sua storia personale? Lei è nata a Napoli, e poi?
A 19 anni ho dovuto cercare lavoro all’estero per aiutare la mia famiglia. La morte di mio padre era stata come un terremoto. Poi la famiglia si è ingrandita: ora è universale e arriva fino ai confini del mondo. In questi anni ho voluto conoscere da vicino i progetti che sosteniamo alla Missione: andare sul luogo, incontrare le persone e condividere un po’ della loro vita, nel bene e nel male. Ho girato il mondo e, quest’anno, se nostro Signore vuole, andrò a mie spese anche in India e in Madagascar. Come volontaria seguo da vent’anni i progetti di don Mazzi, che sosteniamo attraverso la distribuzione di farmaci e in varie attività. Inoltre sono impegnata anche nella diffusione della sua agendina Tremenda voglia di vivere. Sinceramente sono tante cose, e non so nemmeno come riesco a farle tutte. Semplicemente, non guardo l’orologio.

La Missione cattolica italiana di Kreuzlingen festeggia quest’anno i suoi cinquant’anni di vita. Come celebrerete la ricorrenza?
A febbraio, l’11 e il 12, abbiamo organizzato una tavola rotonda, e festeggiato la Madonna di Lourdes con una santa Messa, la processione e un concerto. Per tutto il 2012, poi, sarà attiva una mostra fotografica itinerante. Concluderemo i festeggiamenti a luglio, con una grande celebrazione bilingue assieme ai nostri fratelli svizzeri. Per l’occasione ci stiamo preparando con la stampa e la diffusione di un libro. Tutto questo, senza mai guardare l’orologio!
  

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017