Chi è di scena?

02 Gennaio 2000 | di

Le origini del teatro italiano: da Jacopone da Todi a Pirandello. La scuola veneziana e quella napoletana. Dove studiare recitazione. I gruppi amatoriali. I corsi per stranieri.

 

La recente assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a Dario Fo ha prepotentemente riportato alla ribalta mondiale il teatro italiano.

Ma Fo è solo uno dei tanti protagonisti della nostra arte drammatica. Luigi Pirandello, Carlo Goldoni, Gabriele D";Annunzio, Eduardo De Filippo, Diego Fabbri sono solo alcuni degli autori che hanno reso celebre il teatro italiano nel mondo.

Tuttavia il nostro teatro non vive solo per grandi personalità  (attori, registi, autori) poiché la sua storia è stata scritta da un esteso tessuto drammaturgico in cui anche autori, attori e naturalmente registi cosiddetti 'medi' (ovvero quelli che non hanno riscosso un grandissimo successo di pubblico e di critica) hanno un ruolo altrettanto importante nel costituire e nel poter offrire un repertorio singolarmente ricco.

 

Un po"; di storia
dietro le quinte

Le origini del teatro italiano sono incerte. Convenzionalmente si fanno risalire a 'Il pianto della Madonna' di Jacopone da Todi, scritto nel XII secolo. Ma lo sviluppo del teatro ebbe vita difficile perché fu severamente osteggiato dalla chiesa, anche se poi, in piena contraddizione con i divieti ufficiali, fu utilizzato dall";istituzione religiosa come mezzo di comunicazione assai efficace, capace di coinvolgere decine di migliaia di cristiani, particolarmente in età  medioevale.

L";epoca d";oro del teatro fu il Rinascimento che segna l";avvio del teatro moderno. Ed è l";Italia la patria di quella civiltà  teatrale che a poco a poco fu capace di estendersi all";intera Europa. Un teatro che conosce generi precisi: comincia a farsi strada la distinzione tra commedia, tragedia, tragicommedia, dramma pastorale, melodramma. Distinzione che esercitò un";influenza determinante su tutta la drammaturgia europea del secolo e di quello successivo, per arrivare alla metà  del Settecento, quando il veneziano Carlo Goldoni riuscì a creare un 'teatro nuovo', capace di costituire un";autentica cesura con la Commedia dell";Arte, giocata sull";invenzione mimica e gestuale dell";interprete, a 'danno' della parola e del testo scritto, e che rappresentò il cavallo di battaglia del teatro rinascimentale.

Goldoni inventò una lingua per il teatro assolutamente originale, lontana dagli stereotipi della Commedia dell";Arte e dall";astrattezza di autori come Giovan Battista Fagioli. E portò sulla scena una città , Venezia "; autentica protagonista della sua intera produzione "; con le sue manie, le sue debolezze, i suoi pregi.

Arriviamo infine all";Ottocento, secolo del Romanticismo. Sono poche le presenze significative: Alessandro Manzoni con il 'Conte di Carmagnola' e l";'Adelchi', opera di grande respiro storico e di notevole dignità  poetica, ma con fortuna scenica assai limitata (non entrarono né all";epoca né sono entrate oggi nel repertorio dei maggiori interpreti). Va ricordato poi Giuseppe Giacosa, il nostro maggiore autore verista, con la sua opera teatrale più significativa: 'Le foglie morte'.

 

Novecento
sul palcoscenico

Il secolo che sta avviandosi alla conclusione ha conosciuto una ripresa della creatività  drammaturgica. Luigi Pirandello, siciliano di Agrigento, è solo uno dei nomi più significativi che lo hanno caratterizzato. Anche se, a dire il vero, la drammaturgia italiana è particolarmente ricca e variegata, soprattutto fino agli anni Trenta dove si concentrano esperienze teatrali profondamente originali come il 'teatro di poesia' di Gabriele D";Annunzio; il 'teatro d";avanguardia' di Filippo Tommaso Marinetti e dei futuristi; la 'rivoluzione' di Luigi Pirandello; il 'realismo magico' di Massimo Bontempelli; il teatro graffiante e assurdo di Ettore Petrolini; l";umorismo elegante ma affatto frivolo di Achille Campanile. È anche il momento delle grandi interpreti femminili: Eleonora Duse per le opere di D";Annunzio, e Marta Abba, attrice prediletta di Pirandello.

Napoli diventa protagonista della scena italiana prima, e mondiale poi, grazie al talento di Eduardo De Filippo capace di scrivere e fare teatro con il pudore e la discrezione del poeta. E, poi, ancora Diego Fabbri ('Processo a Gesù'), Giovanni Testori, Italo Alighiero Chiusano, Ignazio Silone, Natalia Ginzburg che si sono imposti all";attenzione della critica e al gradimento del pubblico per i forti messaggi dei loro testi.

Non si può parlare di teatro italiano senza ricordarne gli interpreti, capaci di dare voce e volto ai testi scritti dagli autori; e i registi che, con originalità  o fedeltà  all";autore rendono possibile la messa in scena. Due nomi per tutti: Vittorio Gassman per gli attori, e Giorgio Strehler, scomparso recentemente, per i registi. Mattatore il primo, ha imposto con la sua recitazione, il teatro italiano nel mondo. Sognatore e idealista il secondo, ha regalato agli spettatori di ogni latitudine interpretazioni originali dei capolavori di autori italiani e non. Dietro e dopo di loro una moltitudine di talenti.

       
'D";Amico', fucina di stelle
Imparare a recitare all";Accademia
     

I         n quasi ogni città  italiana vi sono scuole o accademie di arte drammatica con corsi di diversa durata: da 3 mesi ad alcuni anni. Vengono insegnate le basi della recitazione, l";uso del corpo e l";impostazione della voce, affrontando vari generi: dal classico al contemporaneo, dall";avanguardia al comico-brillante.

     

                            Nel panorama delle scuole, dal 1936 brilla la stella dell";Accademia nazionale d";arte drammatica 'Silvio D";Amico': istituto statale che si occupa della formazione di attori e registi di teatro. L";ammissione all";Accademia è regolata da un bando di concorso, pubblicato ogni anno dal ministero della Pubblica istruzione. La selezione è molto       severa: ogni anno vengono ammessi solo 20 allievi. Possono partecipare anche cittadini non italiani, con l";unica condizione della conoscenza della lingua italiana. I candidati devono avere un";età  compresa tra i 18 e i 25 anni (con alcune deroghe per il corso di regia) e un perfetto e documentato stato di salute psico-fisica. Sezioni particolari di concorso riguardano i 'liberi allievi stranieri' e gli 'osservatori'. Il bando può essere richiesto con una lettera indirizzata alla Segreteria. I corsi distinti in recitazione e in regia durano tre anni più un anno di perfezionamento; la frequenza è obbligatoria. L";anno accademico inizia a novembre e si conclude a giugno. Da luglio a ottobre gli allievi sono impegnati in una serie di attività  speciali.

     

    Dalla sua fondazione ad oggi, l";Accademia ha inciso profondamente sulla realtà  del teatro e del cinema italiani: l";80 per cento degli attori e dei registi italiani si sono diplomati all";Accademia.

     

   Per ulteriori informazioni: Accademia nazionale d";arte drammatica 'Silvio D";Amico', via Vincenzo Bellini 16 - 00198 Roma. Telefono 06-8543680; fax 06-8542505.

 

       
  Teatro amatoriale
Le attività  di Fita e Uilt
     

I            n Italia non esistono solo compagnie teatrali professionistiche. Numerosissimi sono gli esempi di filodrammatiche amatoriali composte da attori, registi e tecnici che       svolgono altre professioni ma che condividono la passione per il palcoscenico. Sono riunite in due grandi federazioni: Fita (Federazione italiana teatro amatoriale) e Uilt (Unione italiana libero teatro) suddivise in sezioni regionali. Entrambe organizzano rassegne in collaborazione con i vari assessorati comunali e con le Pro loco, cercando sempre di privilegiare l";aspetto culturale e sociale.

     

             Queste compagnie partecipano spesso a festival internazionali e portano il teatro italiano all";estero grazie a scambi culturali con altre città , particolarmente in virtù di gemellaggi e con l";appoggio degli istituti italiani di cultura all";estero. Inoltre organizzano corsi di formazione per attori, registi e tecnici, aperti sia ai cittadini italiani che a quelli di altre nazionalità . Per informazioni: Fita del Veneto (la più attiva tra tutte le sezioni regionali): sig. Aldo Zordan, contrà  San Gaetano 14 - 36100 Vicenza; telefono 0444-323837; fax 0444-324907.

     

    Uilp, segreteria nazionale: sig. Giuseppe Stefano Cavedon, via dei Fabbri 4 - 06019 Umbertide (Perugia); telefono e fax 075-9412562.

 

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017