Cida, fede e concretezza

Originaria di Trento, la parlamentare dello Stato del Paranà appartiene a quella nuova classe politica che sta rendendo il Paese uno dei protagonisti del panorama internazionale.
16 Novembre 2009 | di

Curitiba
In un Paese come il Brasile che si sta sempre più imponendo all’attenzione mondiale e che certamente, a detta dei più accreditati economisti internazionali, sarà uno dei protagonisti dello scenario globale del prossimo decennio, il ruolo della classe politica è fondamentale.
Se il Brasile degli anni 2000 ha saputo compiere quel salto di qualità che era indispensabile per sfatare radicati cliché negativi (come, per esempio, quelli relativi alla corruzione diffusa e al malcostume politico) lo si deve a una nuova classe dirigente che, in maniera trasversale rispetto ai partiti, ha dimostrato di essere culturalmente preparata e soprattutto responsabile nei confronti del proprio Paese e del mandato elettorale ricevuto.
Migliaia di uomini e donne appartenenti alla generazione nata negli anni Cinquanta e Sessanta, ricoprono oggi ruoli chiave in seno al governo centrale, ma anche negli esecutivi e nelle assemblee legislative dei 26 Stati confederati e nelle amministrazioni di ogni singolo Comune.
Maria Aparecida Borghetti
Maria Aparecida Borghetti è una delle rappresentanti più influenti di questa nuova classe politica brasiliana nella quale, ancora una volta, la presenza di origine italiana è particolarmente pregnante.
È la stessa «Cida» a sottolineare questo importante fattore quando ci conferma il ruolo che l’emigrazione italiana ha avuto e continua ad avere, nel contesto economico, culturale, sociale e politico del Brasile: «Non sono solo i numeri – dice – a rendere fondamentale la presenza italiana nel Paese carioca. Lo sono molto di più il rispetto e la considerazione che i nostri nonni e bisnonni si sono conquistati, grazie a valori come la laboriosità, l’onestà, la famiglia, la solidarietà, la cultura e la fede religiosa, portati fin qui dalle loro terre d’origine».
Nata nello Stato di Santa Catarina da una famiglia di emigrati trentini – precisamente di Borghetto, nel Comune di Avio – Cida vive a Maringá, la terza città dello Stato del Paraná, nel Brasile meridionale, considerata una città modello per la qualità della vita e soprattutto per l’invidiabile percentuale di area verde a disposizione di ogni abitante. La sua passione per la politica nasce negli anni della gioventù, ispirata anche dall’esempio del papà Ivo, membro del direttivo del Partito democratico socialista del Paraná. Dal 1998 al 2000 guida – prima e unica donna a ricoprire l’incarico – l’ufficio di rappresentanza del Paraná a Brasilia. Successivamente si candida come sindaco. Non riesce a spuntarla sul suo avversario, ma ottiene comunque un risultato lusinghiero, considerando che nella storia della città nessuna donna era mai riuscita ad arrivare così vicina alla carica di primo cittadino.
Si rifà con gli interessi nel 2003, quando viene eletta deputata nell’assemblea legislativa dello Stato del Paraná, incarico riconfermato con le elezioni del 2008.
La priorità della famiglia
Nonostante sia una delle persone più in vista, più impegnate e influenti dello Stato, Cida Borghetti è una donna che non ha mai privilegiato la passione politica a quella che, secondo lei, è una priorità assoluta: la famiglia. Una famiglia totalmente coinvolta nella cosa pubblica, dal momento che il marito, Ricardo Barros, già sindaco di Maringá, dal 1995 è deputato al parlamento federale. Qui, peraltro, presiede il gruppo parlamentare Brasile-Italia, composto da 180 fra deputati e senatori di origine italiana.
«I nostri ritmi di vita sono molto diversi da quelli delle coppie che svolgono dei lavori “normali”, è inutile negarlo – ci confida Cida –. Mio marito Ricardo sta a Brasilia quasi tutta la settimana e per altrettanti giorni io sono impegnata a Curitiba, la capitale del Paraná. Io e Ricardo abbiamo una grande affinità ideologica e credo che sia proprio questa affinità a fare da “collante” in una coppia un po’ particolare come la nostra. In realtà il segreto è molto semplice ed è quello di stabilire delle priorità. Noi abbiamo scelto di mettere al primo posto la famiglia, che costituisce il punto cardine della nostra unione. Non c’è campagna elettorale, non c’è impegno politico che possa prevalere su una questione familiare, sia che riguardi uno di noi due, sia, soprattutto, che riguardi nostra figlia, che fra poco compirà 18 anni. Nonostante la politica sia un impegno che coinvolge totalmente, senza limiti di orario, senza soste, siamo sempre stati molto vicini a nostra figlia, attenti alla sua educazione, presenti e disponibili».
Sono ancora poche, in Brasile, le donne impegnate in politica. Eppure, secondo Cida, il contributo che l’universo femminile potrebbe dare allo sviluppo del suo Paese è immenso: «Nell’assemblea legislativa dello Stato del Paraná – spiega – su 54 deputati siamo solo quattro donne. E negli altri Stati della confederazione brasiliana le cose non vanno diversamente. Dunque, c’è ancora tanta strada da fare, anche perché sono convinta che il punto di vista femminile sia fondamentale soprattutto per affrontare quei temi sociali che devono far parte delle politiche di un Paese evoluto come il nostro. Mi riferisco alle questioni legate alla famiglia, all’educazione, alla salute, alla qualità della vita. Le donne hanno una maggiore forza di volontà rispetto agli uomini, ma anche una maggiore sensibilità. Non ne faccio una questione di discriminazione, né penso che le donne siano “superiori” agli uomini, ma è evidente che una donna che decide di offrire il proprio contributo alla vita pubblica deve sapersi organizzare, se vuole mantenere il proprio ruolo di madre e di moglie all’interno della famiglia. E non è affatto facile».
L’impegno sociale
Appena rientrata da un emozionante viaggio in Italia, dove, fra i vari incontri istituzionali, ha voluto inserire anche una visita alla Basilica del Santo di Padova, nei primi giorni di ottobre Cida Borghetti ha coordinato la terza giornata dedicata alla prevenzione del tumore al seno, riunendo nell’assemblea legislativa le mogli degli oltre 400 sindaci dei Comuni del Paraná.
«È una delle iniziative alle quali tengo di più, perché penso che la lotta ai tumori femminili debba passare attraverso queste campagne di sensibilizzazione. Nell’incontro di quest’anno abbiamo parlato soprattutto della legge federale che prevede la mammografia gratuita per tutte le donne brasiliane che hanno superato i 40 anni, un salto di qualità molto importante per il nostro Paese. Ma mi stanno a cuore anche altri temi che riguardano da vicino il mondo femminile, come per esempio la condizione delle carcerate, particolarmente di quelle che sono anche mamme».
Per una persona profondamente religiosa come Cida Borghetti, il periodo natalizio assume un valore particolare, come è la stessa deputata a confermarci: «Natale è una festività che tutta la nostra famiglia vive intensamente come periodo di riflessione sul dono della vita, sulla solidarietà e sui valori della famiglia e della casa. Viviamo gran parte del nostro tempo lontano da casa, in albergo o comunque in sistemazioni provvisorie. Eppure, potrà sembrare strano, ma per noi la casa rappresenta qualcosa di molto importante, è il fulcro della nostra vita. Ogniqualvolta vi facciamo ritorno, soprattutto durante i fine settimana o nei periodi di festa, ce ne riappropriamo con gioia. Ma c’è qualcosa di più, perché sia io che mio marito sentiamo il desiderio di aprire la nostra casa agli amici più intimi, fra i quali abbiamo il piacere di avere anche molti religiosi. Per loro le porte sono sempre spalancate».
Quanto alla nossa querida Italia (la «nostra cara Italia», è questo il modo con il quale la deputata Borghetti, al pari di tanti italo-brasiliani, chiama il nostro Paese), Cida è molto chiara: «Mi sento per metà brasiliana e per l’altra metà italiana. Cosa posso dire di più?».

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017