Competenti e affidabili

Comunicazione e rapporti istituzionali ma non solo. La presenza italiana nel mondo va rafforzata «facendo sistema» tra enti e imprenditori, tra Camere di commercio italiane in patria e all’estero.
03 Luglio 2000 | di

 Msa. Presidente, come si è inserita l'Italia nel gruppo dei Paesi più industrializzati?
Longhi.
Si è inserita grazie a un'imprenditoria molto agguerrita e innovativa che ha saputo mettere a frutto le doti degli italiani come l'inventiva, la creatività . Anche se i mass media italiani ne mettono in evidenza gli aspetti negativi, l'Italia è conosciuta nel mondo per la moda, il gusto, la qualità  dei suoi prodotti. Oggi essa partecipa quasi con il 5 per cento di tutto l'export mondiale.

Nell'ultima Convention delle 62 Camere di commercio italiane all'estero, lei ha affermato di puntare sulla collaborazione con quanti rappresentano il nostro Paese nel mondo. Quali sinergie si possono sviluppare tra le «due Italie»?
Le Camere di commercio italiane all'estero sono alla base della grande espansione dell'economia nel mondo. Esportiamo in tutti i Paesi la moda, la tecnologia e i prodotti dell'agroalimentare. Non si spiega, infatti, come esportiamo i nostri prodotti tipici in Australia o in America latina i nostri prodotti se non grazie alla presenza all'estero delle comunità  italiane. Una presenza questa, ormai consolidata: i connazionali e i loro discendenti sono divenuti classe dirigente imprenditoriale dei Paesi che guardano all'Italia con sempre maggiore interesse, per la «nostalgia dei sapori» e per il riconoscimento della qualità  del made in Italy.

Quali sono le maggiori risorse (enti pubblici e privati, università , imprese, ecc.) che vanno utilizzate, per mettere in rete questo patrimonio?
L'espansione italiana è avvenuta per l'individualismo dell'imprenditoria più che per il sostegno complessivo del nostro Paese. L'Italia conta sui mercati internazionali. Non siamo un «sistema» com'è per i tedeschi o i francesi; è in Italia che si gioca gran parte della fortuna e dell'espansione dell'economia italiana nel mondo, attraverso un patto di comune impegno. Il federalismo competitivo deve vedere coinvolti gli enti locali, le università , le Camere di commercio insieme col mondo imprenditoriale per fare «sistema».

Qual è il ruolo dei mass media italiani nel nostro Paese e nel mondo?
La comunicazione sta diventando il motore della globalizzazione che non è solo fatta di economia, ma anche di cultura, di rapporti umani. Gli italiani nel mondo si esprimono attraverso i mass media e una miriade di giornali ed emittenti televisive e radiofoniche. Internet è una modalità  straordinaria di collegamento, ma lo sono tutte queste nostre realtà  per conservare una tradizione, una storia, una cultura, che gli italiani hanno portato nel mondo.

Quali strategie pensa di promuovere come presidente dell'Unioncamere e delle Camere di commercio italiane all'estero?
Innanzitutto creare una rete interattiva tra le Camere di commercio italiane e quelle all'estero, che operi condividendo esperienze, informazioni e collegando le piccole e medie imprese che hanno grandi problemi di visibilità  e di reperibilità . All'estero si conoscono Fiat, Pirelli, Alitalia, le grandi strutture multinazionali. È più difficile trovare l'artigiano con un prodotto specifico. Ci stiamo muovendo per creare questa rete non solo telematica e virtuale, ma fatta anche di persone in grado di utilizzarla.

Le Camere di commercio italiane all'estero riescono a mantenere dei rapporti con le associazioni che operano per i nostri connazionali?
Siccome l'italiano all'estero è anche un consumatore che parla la stessa lingua, il primo referente delle Camere di commercio italiane all'estero sono proprio i nostri connazionali e i loro discendenti. Il rapporto è istituzionale ma anche umano. Ci sono moltissime esperienze positive, soprattutto in America Latina, dove le Camere di commercio sono nate proprio dall'emigrazione. In altre realtà  sono nate per trasferimento fisiologico di imprenditori attivi a Pechino, a Hong Kong o in Giappone. Le Camere di più antica tradizione, come quelle dell'America Latina o dell'Europa, rappresentano momenti di fortissima integrazione. Partecipano all'attività  di varie associazioni assicurando nel territorio un legame e un servizio informativo con la madre patria.

Nella sua veste di presidente della Vicentini nel mondo, ha la sensazione che le nuove generazioni continueranno ad animare la vita associazionistica delle comunità  italiane all'estero?
Come associazioni favoriamo moltissimo le giovani generazioni che intendono riprendere i contatti col nostro Paese. Promuoviamo corsi di economia, di lingua italiana, di architettura, di arte e cultura imprenditoriale. Cerchiamo di trasferire nei giovani le nostre tradizioni, la nostra storia, la nostra cultura, e loro sono interessatissimi a questo. Lavorano presso imprese italiane o che hanno rapporti con l'Italia. E questo è uno degli aspetti della globalizzazione.

In queste sue parole colgo il futuro dell italianità  nel mondo...
Oggi c è una presa di coscienza nuova. Lo avverto a livello delle nostre rappresentanze diplomatiche, a quello delle realtà  locali dei sindaci, del mondo della cultura, del mondo sindacale, del mondo della chiesa. C è un rinnovato orgoglio per questa espansione dell italianità  nel mondo, e questo non può che essere un fatto positivo

Che rapporto ha l Ente Vicentini nel mondo con il fenomeno emergente dell immigrazione?
Abbiamo modificato il nostro statuto impegnandoci ad assistere non solo i nostri corregionali, ma anche gli immigrati. Non vogliamo che gli immigrati che vengono oggi in Italia, abbiano lo stesso trattamento e le stesse difficoltà  di inserimento nella realtà  locale che hanno avuto in passato una parte dei nostri connazionali all estero.

   
   
Una vita       nelle Camere       di commercio      

Danilo Longhi, dirigente       d azienda, è presidente della Camera di       commercio di Vicenza. Dal novembre del 99 è presidente dell Associazione       delle Camere di commercio italiane all estero.
Dal 1992 è presidente       dell Unione italiana delle Camere di commercio. Nel 1998 è stato nominato       vice presidente di Eurochambres, organismo che raggruppa 1.300 Camere di       commercio di 34 Paesi europei. È anche presidente di Tecno Holding,       società  che controlla le partecipazioni del sistema camerale italiano. È       consigliere di Infocamere, Cerved, Italrating e della Fondazione       Censis.
Dal 1983 ha promosso numerose iniziative nell ambito degli       organismi collegati all ente camerale vicentino come la Fondazione G.       Rumor Centro veneto per la produttività , l Ente Vicentini nel mondo,       l Azienda speciale Vicenza qualità , di cui è presidente.
È stato       presidente del Centro estero delle Camere di commercio del Veneto,       dell Ente Fiera di Vicenza, del Centro internazionale di studi di       Architettura Andrea Palladio, e del Consorzio per la Promozione turistica       «Vicenza È».

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017