Creati in Italia trenta parchi letterari. E mi sovvien l’eterno...

La scommessa di Stanislao Nievo: riscoprire i luoghi che hanno ispirato scrittori e poeti italiani. Un felice connubio tra cultura e turismo. Nuove occasioni di lavoro per i giovani.
03 Aprile 1999 | di

«Spesso mi perdo a immaginare la cornice o lo sfondo di tanti memorabili episodi che hanno segnato il corso della storia umana. Qual era, per esempio, tra pascoli, terra a coltura e foreste, lo scenario delle guerre puniche? O di quelle napoleoniche? Che aspetto aveva l";Italia all";interno della quale si svolgevano quegli eventi?». Con la ben nota sensibilità  e acutezza, si chiede Mario Luzi, uno dei nostri più grandi poeti viventi. E "; aggiungiamo noi "; come sarà  stata la Firenze descritta da Dante? La Venezia di Goldoni con le sue calli? La Sicilia narrata da Giovanni Verga? E la Sardegna, drammaticamente raccontata da Grazia Deledda? Come saranno stati i luoghi celebrati dai nostri poeti e scrittori?
Oggi è possibile rispondere a tutte queste domande, grazie ad una intuizione: quella di costituire dei veri e propri parchi letterari. Una intuizione geniale nella sua semplicità , venuta a Stanislao Nievo, pronipote di Ippolito (lo scrittore padovano de Le confessioni di un italiano), e scrittore lui stesso (Il prato in fondo al mare, Le isole del paradiso, Il sorriso degli dei, La balena azzurra).

Il teatro della vita

Secondo Stanislao Nievo è possibile individuare in quello straordinario giardino che è l";Italia, una serie pressoché infinita di singolari e inediti percorsi culturali attraverso i luoghi celebrati dalla letteratura italiana di tutti i tempi: un";occasione, quindi, per rivedere paesaggi noti o per scoprire angoli meno conosciuti d";Italia con gli occhi e i sentimenti di quegli autori che vi trassero ispirazione. Non solo: il parco letterario si fonda sull";idea che i luoghi raccontati dai nostri grandi letterati non solo debbano essere riscoperti e valorizzati, ma soprattutto conservati e tutelati.
«L";ambiente e il racconto sono il teatro della vita» "; suggerisce Stanislao Nievo, presidente della Fondazione Ippolito Nievo (piazza Trasimeno, 6 - 00198 Roma, tel. e fax 06-8841392) che, in collaborazione con il Touring Club Italiano (Corso Italia, 10 - 20122 Milano, tel. 02-8526489) e a Imprenditorialità  Giovanile (via Pietro Mascagni, 160 - 00199 Roma, tel. 06-883111) organizza e gestisce gli ormai trenta parchi letterari, sparsi un po"; ovunque in Italia.
Un";iniziativa nata nel 1992, quasi in sordina e che, nel giro di pochissimo tempo è esplosa in modo esponenziale. «L";Italia è ricchissima di luoghi, di angoli magici che hanno dato ispirazione ad autori e poeti, e che ancora esistono "; spiega Nievo ";. Sono luoghi non astratti, ma che, al contrario, hanno una loro storia, quella del posto, delle tradizioni, una scienza, magari una storia di emigrazione; hanno un loro ambiente con caratteristiche di flora e fauna ben precise; delle loro ricchezze artistiche, un castello, una casa, un dipinto».
Un parco diverso, quindi, nelle caratteristiche, da quelli a cui siamo soliti pensare. Un parco più mentale che materiale, capace di essere perennemente presente nei nostri pensieri.

Cultura & business

Stanislao Nievo ha saputo coniugare cultura ed economia, completando l";intuizione iniziale con una proposta foriera di interessanti prospettive per i giovani.
«Nella nostra idea di parco letterario non dobbiamo fermarci al passato o al presente "; osserva Nievo "; ma dobbiamo proiettarci verso il futuro: dobbiamo cogliere, al di là  delle notevoli suggestioni di carattere artistico-letterario, anche le enormi potenzialità  economiche dei parchi stessi. La proposta si rivolge particolarmente ai giovani, dotati di capacità  imprenditoriale, che sappiano gestire questa idea di economia culturale. Qualche esempio? Organizzando l";accoglienza dei visitatori del parco mediante attività  di intrattenimento, animazione e spettacolo, o addirittura gestendo l";attività  alberghiera con tutti gli annessi e i connessi; oppure organizzando e promuovendo attività  culturali: iniziative legate all";editoria; organizzazione di corsi, stage, festival sulle tradizioni culturali e teatrali locali, capaci di acquisire notorietà  e importanza al punto da divenire prodotti turistici; immergersi in un altro tempo, riviverne le usanze e l";atmosfera, attraverso la realizzazione di ambientazioni d";epoca con servizio in costume, menù storici, rappresentazioni teatrali e musicali dedicate a un tema specifico come ricostruzioni storiche, danze popolari.
«Si può pensare anche alla valorizzazione di attività  artigianali e prodotti gastronomici locali, organizzando corsi di cucina locale tradizionale (incredibile è la richiesta da parte dei giovani e degli stranieri), o alla gestione di servizi informativi del parco o alla sua salvaguardia ambientale».
Molte sono le possibilità  che i parchi letterari possono offrire ai giovani, aiutati in questo anche dalla legge 236/1993 dello Stato italiano dedicata alla creazione di nuove imprese giovanili.

Come nasce un parco letterario

Attualmente in Italia ci sono una trentina di parchi letterari dedicati ad alcuni tra i nostri maggiori letterati: Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Plinio, Elsa Morante, Carlo Levi, Alessandro Manzoni, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi, ecc., destinati a divenire ben cento, nelle intenzioni della Fondazione Ippolito Nievo: uno per ogni provincia d";Italia. L";Unesco dal 1995, riconoscendo validità  universale al progetto Parchi letterari, patrocina l";iniziativa e anche l";Unione Europea guarda con favore ai parchi intervenendo con i propri Fondi strutturali completati da Sovvenzioni Globali che hanno come obiettivo quello di «indurre nuove opportunità  di sviluppo nel Mezzogiorno sostenendo, in modo innovativo, la produzione turistica e culturale, attraverso la costituzione di Parchi Letterari e imprese ad essi collegate».
Quali caratteristiche deve avere un luogo per candidarsi a parco letterario? «I soggetti proponenti, che possono essere amministrazioni pubbliche, enti, soggetti a capitale privato, associazioni, società  miste, devono individuare un autore, delle opere ispirate al territorio e dei luoghi di ispirazione sul territorio di riferimento. Inoltre, l";autore deve essere preferibilmente italiano, non vivente, di comprovata notorietà , e nella sua opera devono essere rintracciabili forti legami con il territorio "; dice Nievo ";. Non dimenticando gli interventi che andrebbero fatti per valorizzare l";area in questione e per sfruttare al massimo le potenzialità  del territorio in esame. Una volta approvato il nuovo Parco, la Fondazione Ippolito Nievo mantiene il duplice ruolo di tutela e di controllo della qualità  delle iniziative e delle attività  proposte e realizzate all";interno del Parco».
Ecco il parco letterario: un";idea che desidera trasformarsi in economia culturale attraverso interventi e azioni collegate alla letteratura, alla conoscenza dei posti e all";etnografia più segreta.

Parchi da leggere

L";intuizione di individuare percorsi culturali attraverso i luoghi celebrati dalla letteratura italiana di tutti i tempi, si è concretizzata anche in una iniziativa editoriale grazie alla casa editrice veneziana Marsilio che ha appena pubblicato il volume Parchi letterari dell";Ottocento (pagine 308, lire 60.000, Marsilio - Marittima, Fabbricato 205 Venezia 30135 tel. 041-2406511), in collaborazione con la Fondazione Ippolito Nievo.
Il volume "; ricchissimo di notizie, anche culinarie, arricchito da fotografie e da una mappa con a fronte il testo originale che ha ricevuto ispirazione dal luogo descritto, oltre ad un confronto critico tra l";epoca attuale e quella «letteraria» "; presenta ben quattordici parchi, ovvero quattordici itinerari alla scoperta delle nostre radici culturali.
Una proposta intelligente per conoscere da vicino gli autori che abbiamo studiato sui banchi di scuola, e i luoghi che li ispirarono. Un viaggio, quindi, per comprendere dal di dentro i poeti e gli scrittori che continuano ad accompagnarci nella stimolante conoscenza della letteratura italiana.
Rigorosamente in ordine di presentazione abbiamo: la Torre di Aosta dove Xavier de Maistre rinchiuse il suo lebbroso; i colli Euganei, sottofondo poetico alle Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo; il santuario di San Celso a Milano dove Carlo Porta ambientò la sua Offerta a Dio; il colle di Recanati di Giacomo Leopardi, teatro delle sue liriche più belle; il lago di Como di Alessandro Manzoni e dei suoi Promessi sposi; la Roma di Campo Vaccino di quell";incredibile poeta che fu Gioacchino Belli.
E ancora: Ippolito Nievo e la cucina di Fratta; il monte Circeo (Circello) di Aleardo Aleardi; i cipressi in duplice filar di Bolgheri, cantati da Giosuè Carducci; i siciliani monti Iblei del Mastro don Gesualdo di Giovanni Verga; i vicoli di Napoli di Matilde Serao; gli inquieti colori del lago di Lugano, sfondo al Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro; le dannunziane gole del Sagittario, teatro del Piacere; e infine i luoghi domestici di San Mauro Pascoli, dove il poeta del fanciullino cantò i suoi drammi umani.

 


Dove rivive il clima dei Promessi sposi

«Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, fra un promontorio a destra, e un";ampia costiera dall";altra parte (...)».
Chi non ricorda l";inizio dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, romanzo-simbolo del romanticismo italiano? L";autore, con dovizia di particolari, narra e descrive l";ambiente dove si svolgeranno le vicende che si appresta a raccontare: sembra quasi di vederlo il ramo orientale del lago di Como, con la vicina Lecco, nei cui pressi viveva Lucia, e poi, giù giù, seguendo il corso dell";Adda, il castello dell";Innominato, quello di don Rodrigo; ecco apparire all";improvviso don Abbondio con il suo breviario... i bravi... Renzo. Sembra anche a noi di dire assieme a Lucia in fuga «addio monti, sorgenti dell";acque».
Grande la suggestione narrativa e l";impatto emotivo che, a distanza di quasi duecento anni dalla loro stesura, i Promessi sposi (scritti tra il 1825 e il 1827) riescono ancora ad avere sia in Italia che all";estero. Una suggestione che oggi "; grazie all";istituzione del parco letterario dedicato allo scrittore lombardo "; trova visibilità  proprio nei luoghi descritti nel romanzo. Un interessante percorso tra scoperte ambientali-naturalistiche (i laghi di Garlate e di Olginate, Brevio, Merate, il laghetto di Sartirana, il santuario della Madonna del Bosco, Imbersago, il passaggio dei Tre Corni, la torre di Trezzo, Vaprio), interconnesso con altre scoperte di significato più artistico-monumentale (Civate, Villa d";Adda, «La Rossera», Arlate, i resti della casa natale di Bartolomeo Colleoni a Solza, il castello di Medolago, il ponte in ferro, ferroviario e stradale, di Paderno, realizzato per superare il profondo avvallamento dell";Adda, Crespi d";Adda, villa Melzi a Vaprio, Cassano, Brignano, dove nacque nel 1576 Francesco Bernardino Visconti, l";Innominato manzoniano).

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017