Dialogare per convivere

La scelta del dialogo per la Chiesa cattolica non è legata a un periodo o a una tattica: è uno dei modi di vivere la propria missione in mezzo alle genti.
05 Luglio 2002 | di

Sono convinto che la questione centrale in questo secolo è la convivenza tra gente diversa. Di fronte al decomporsi di tante situazioni di convivenza, di fronte al loro logorarsi, il pessimismo trova motivi. In questa stagione, tanti entusiasti del dialogo fra le religioni conoscono un tempo di delusione. Gli anni Ottanta e Novanta hanno segnato una forte ripresa di senso di identità  da parte dei mondi religiosi che, talvolta, rasenta il fondamentalismo. Come vivere insieme? Come dialogare? Quali risultati ha il dialogo? Gli interrogativi e le incertezze si addensano.

La scelta del dialogo per la Chiesa cattolica non è legata a un periodo o a una tattica: è uno dei modi di vivere la propria missione in mezzo alle genti. È la via di una Chiesa che, però, non rinuncia a comunicare a tutti il Vangelo. Paolo VI, nell`€™Ecclesiam Suam, ha scritto : «La Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere. La Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio». È un modo di essere della Chiesa nel mondo contemporaneo, nel quadro di una convivenza molteplice, sulle frontiere di un mondo globalizzato.

La condizione dei cristiani, anche laddove costituiscono consistenti comunità , è ormai vivere in un mondo pluralista da un punto di vista religioso. Questo pluralismo, talvolta, viene a creare quasi un mercato delle religioni e del religioso. È una conseguenza della globalizzazione e delle comunicazioni del mondo contemporaneo.

 

Una sfida interiore

Ma il dialogo interreligioso è, prima di tutto, una sfida interiore e spirituale alle Chiese e ai cristiani stessi. Il pluralismo religioso sospinge e invita il credente a una maggiore consapevolezza della propria fede, se vuole essere fedele e se vuole veramente incontrare l`€™altro. Il concilio Vaticano II, che ha aperto alla via del dialogo interreligioso, è tutto un invito all`€™approfondimento della coscienza di fede ed ecclesiologica. Non c`€™è autentico dialogo che non parta da un approfondimento della propria identità .

Non si possono negare, però, i problemi concreti. La reislamizzazione delle società  arabe e i fondamentalismi sembrano orientati nel senso di costruire società  omogenee, in cui non c`€™è spazio per l`€™altro, da un punto di vista religioso, o c`€™è uno spazio ridotto e discriminato. Tuttavia, la costruzione di società  omogenee rappresenta un`€™utopia tragica, quella della pulizia etnica e dell`€™eliminazione delle minoranze.

Il dialogo aiuta a costruire la possibilità  di vivere insieme, che non è solo un`€™eredità  della storia, ma è una realtà  che va rinnovata e ristrutturata. Si potrà  vivere insieme? Lo spostamento di popolazioni `€“ si pensi all`€™emigrazione in Europa `€“ ha creato nuove convivenze tra cristiani e non cristiani. Il dialogo costituisce un servizio che i cristiani compiono a se stessi, ai credenti di altre religioni, ma anche alla qualità  stessa della convivenza civile. Dialogo è anche una solidarietà  civile sui valori dello Stato democratico, del bene comune, della libertà  religiosa.

 

Il dialogo della vita

Troppo spesso il dialogo interreligioso è stato identificato solo con quello intellettuale. Il dialogo deve coinvolgere i popoli nel creare uno spirito di collaborazione e di convivialità . Deve educare, perché, fin da piccoli, i bambini apprendano a vivere insieme. Il dialogo nella vita quotidiana, nel lavoro, nelle relazioni familiari, nell`€™incontro tra credenti e responsabili, ha un suo grande valore. Esiste, poi, il dialogo religioso, su cui è rilevante investire per una migliore conoscenza dell`€™altro, per una più profonda comprensione del mistero della fede.

Investire sul dialogo, come comunità  cristiane, contrasta l`€™inclinazione al conflitto e le previsioni pessimistiche degli analisti, prepara tempi differenti, testimonia un modo originale dei cristiani di essere nella storia e nelle situazioni. Assume il valore di una testimonianza religiosa che non può non suscitare echi nel cuore di altri credenti; ma rappresenta anche un contributo civile e morale di grande valore perché le società  umane si avviino al progresso nella libertà  e in quel pluralismo che è sempre più iscritto nella loro natura e nella loro realtà .                                                                                      

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017