Dio non ama i burattini

11 Maggio 2000 | di
   
   
Tutto sta qui, nel decidersi. Smettere di piagnucolare sui nostri guai e capire che il grande dolore è che l`€™amore non sia amato: lo diceva san Francesco.

Carissimo lettore, ti ho lasciato in alto! Ho sbirciato verso il sesto piolo della nostra lunga scala che ci serve in novembre per la raccolta delle olive. Personalmente, avrei già  le vertigini. Però, sei nelle braccia di Gesù. L`€™amabile Signore è felice che tu sia in questa situazione nella quale percepisci la sua vicinanza, la certezza che Egli ti aiuta e conforta anche se la terra è già  un po`€™ lontana e il cielo più vicino!
Hai già  imparato a confidare in Lui e sai benissimo che da solo non puoi concludere niente di buono. Hai capito che tutto ciò che possiedi lo hai ricevuto e che tu sei un bel nulla, ma un nulla che può essere riempito di Lui. Già  ti è capitato di avvertire in te la presenza dello Spirito Santo, umile, tenero e veritiero. Con tua grande sorpresa sei riuscito a perdonare un`€™offesa, cosa che non facevi mai. Non ti senti più assillato dalle preoccupazioni quotidiane, il respiro s`€™è fatto più ampio.
Sei divenuto capace di discernere ciò che ti porta alla gioia e alla pace e hai capito che sentenze di maghi e sproloqui di fattucchiere ti rovinano la vita a l`€™anima. Tu guardi alla Madonna non più come a un idolo, ma come a una vera mamma, una mamma che ti vuole cresciuto, adulto, evangelico.
Insomma, ben riparato nelle braccia di Gesù, al quale hai dato il tuo essere, ti senti uomo vero, donna vera capace di soffrire e gioire, guardando il cielo. In pace.
È allora che il tuo Signore, dal quale ormai ricevi ogni consolazione, ti fa una proposta che è un invito a salire fino agli ultimi gradini della scala d`€™oro: «Vuoi essere me? Vuoi capire che in me sei figlio adottivo di Dio? Vuoi condividere i miei sentimenti? Vuoi soffrire con me per tutti fratelli e le sorelle che hanno bisogno di conversione. Vuoi darmi anime?».
No, tu non vuoi. Perché vuoi stare in pace, al riparo delle sue braccia e capisci che se gli dici di sì succederà  che tu sarai un adulto che dovrà  di nuovo fare da solo e assumere la sofferenza redentrice. Non è un discorso facile. È il discorso della santità , che non si fa a nostra insaputa ma ha bisogno del nostro accordo profondo.
Dio non ama i burattini, ma avere di fronte a se un cuore che si decide. Tutto sta qui, nel decidersi. Smettere di piagnucolare sui nostri guai e capire che il grande dolore è che l`€™amore non sia amato: lo diceva san Francesco. Questo sì che è un dolore grande quanto la tua angustia quotidiana che tu consideri come il guaio più grande e il più importante perché, come me, sei normale, umano: al dolore reagiamo tutti cosi.
Ci preoccupiamo che i nostri figli abbiano abbastanza cibo nel piatto, magari troppo, ma non pensiamo che a qualche chilometro, altri bambini sopravvivono con un pugno di riso al giorno. La preoccupazione per i nostri figli ci occupa interamente. Però, se prendiamo confidenza con il modo di fare di Dio, sentiremo il nostro cuore allargarsi, gli occhi aprirsi. Dio ha per abitudine di toglierci il cuore di pietra per regalarci un cuore di carne, come dice Ezechiele al capitolo 36 del suo libro, nei versetti 26 e 27. Questo è il segno che è passato veramente nella mia vita. Se non c`€™è in me questo cambiamento non sono una (o uno) che ha incontrato il Gesù vero. Sono praticante di una religione, con tanti riti e obblighi, giudizi e prescrizioni, ma il mio cuore non ha mai fatto posto all`€™amore.
Invece, se sono di Gesù, la mia coscienza
non può più sentirsi a posto perché faccio cose che credo giuste. Diviene una questione urgente nella mia vita quotidiana e cerco di fare il meglio per condividere con Cristo ciò che ho.
Siamo nel tempo tra la Pasqua e la Pentecoste, festa delle feste! Fra poco, sarà  la festa dello Spirito Santo, lo sposo dell`€™anima. Te ne rendi conto? Oppure, nel tuo modo di pregare, non adori la Santa Trinità , ma un Dio... privato di uno dei suoi membri, se cosi si può dire.
Non è una domanda vana. Sono convinta che sia molto importante. È lo Spirito che prega in noi, verso un Padre che per noi ha consegnato il Figlio a subire la dolorosa passione che abbiamo celebrato prima della Pasqua. Ma se non do allo Spirito Santo l`€™onore dovuto, come faccio a ricevere l`€™amore che solo lui può dare?
Mi sono sempre incantata leggendo le preghiere infiammate di san Francesco: innamorato di Gesù, conformato a lui, pregava con sospiri e gemiti il padre, mosso dallo Spirito.
Tutti noi dobbiamo sollecitare la carità  di Dio di mandarci lo stesso amore, alla nostra dimensione, s`€™intende. Sicuramente sarà  una sorpresa per noi. Dove ci porterà  questo fiammeggiante amore? Non è meglio ardere la propria vita, che essere così come siamo, tiepidi, molli, senza niente in noi che porta all`€™assoluto?

 

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017