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Dormiamo bene, viviamo meglio

Domani, 13 marzo, ricorre la XVI giornata mondiale del sonno.
| Sabina Fadel Caporedattrice

«Dormi bene, vivi meglio» è lo slogan della XVI Giornata mondiale del sonno, che in questo 2026 cadrà domani, 13 marzo (ricorre ogni anno nel secondo venerdì di marzo). A promuoverla, dal 2008, la Commissione della Giornata mondiale del sonno della World Association of Sleep Medicine (WASM), con l’obiettivo di ricordare ai cittadini l’importanza di un buon sonno ristoratore per mantenersi in salute e, al contempo, di richiamare l’attenzione sui disturbi che impediscono di dormire adeguatamente e che pare colpiscano il 45% della popolazione mondiale.

Non c’è, dicono gli esperti, un numero necessario di ore di sonno che vada bene per tutti: i bambini, in genere, dovrebbero dormire almeno 10 ore per notte, mentre agli adulti o agli anziani ne potrebbero bastare di meno, purché non siano disturbate. Ma non è una regola che vale per tutti. Di certo non bisognerebbe scendere sotto la soglia delle 6 ore per notte, per evitare di scatenare disturbi metabolici e di concentrazione, fame nervosa, e accelerare il normale processo di invecchiamento.

La carenza di sonno, infatti, va a incidere sull’equilibrio ormonale, aumentando la produzione di cortisolo (l’ormone dello stress) con ripercussioni, anche gravi, a carico del sistema cardiaco oltre che, come dicevamo, metabolico, inficiando pure i nostri tentativi di tenere il peso sotto controllo.

Secondo studi recenti in Italia sarebbero ben 13,4 milioni (quasi uno su 4) le persone che soffrono di insonnia cronica o disturbi del sonno, in prevalenza donne (60-70 % dei casi) tra 45 e 65 anni, e il fenomeno avrebbe un impatto economico stimato di oltre 14 miliardi di euro l'anno (pari allo 0,74% del PIL). Purtroppo, appena il 40% dei pazienti riceve una diagnosi e di questi solo il 21% è curato in modo adeguato.

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Data di aggiornamento: 12 Marzo 2026