Gesù, il Dio con noi

09 Novembre 2000 | di
   
   
L'AMORE DEI NEMICI      

 «A vete inteso che fu detto: 'Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico'; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
  «Siate perfetti come il Padre vostro» (Mt 5,43-48)

Al centro del primo discorso del vangelo di Matteo si trova la preghiera del «Padre nostro». Questo fa capire che i discepoli di Gesù sono chiamati a vivere come figli in relazione con il Padre. Il discorso inizia con nove beatitudini nelle quali Gesù proclama felici e fortunati i discepoli perché Dio Padre li ha scelti per dare ad essi la sua salvezza. Tra i destinatari del regno di Dio ci sono «quelli che hanno fame e sete della giustizia», cioè che si impegnano a fare la volontà  di Dio. Per questo essi devono essere disposti ad affrontare il rischio di essere perseguitati. A quanti si danno da fare per riportare la pace tra le persone, Gesù promette che «saranno chiamati figli di Dio». Il discorso del monte si conclude con un invito che rivela ai discepoli qual è il loro compito tra la gente. Essi devono essere sale della terra e luce del mondo. Gesù spiega questa seconda immagine dicendo che i discepoli con le loro «opere» devono fare vedere a tutti che sono figli del Padre che è nei cieli.
Dopo questa introduzione, Gesù traccia un programma di vita per i discepoli, figli del Padre celeste. In realtà , egli non fa altro che spiegare la legge data da Dio per mezzo di Mosè e dai profeti nella Bibbia. Perciò inizia il suo discorso dicendo: «Non pensate che sia venuto ad abolire la legge o i profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento». Gesù mostra quali sono le esigenze profonde ed essenziali della legge di Dio e invita i discepoli a metterle in pratica. In questo consiste la «giustizia più grande» che egli richiede come condizione per entrare nel regno Dio: compiere la volontà  del Padre che è nei cieli.
A conferma delle sue dichiarazioni programmatiche, Gesù porta sei esempi di compimento della legge di Dio. Il primo riguarda il comandamento «non uccidere». Gesù dice che l' omicidio ha le sue radici profonde nell' odio e nel disprezzo dell' altro non riconosciuto e accolto come figlio di Dio e fratello. Perciò egli invita a riconciliarsi con il fratello per poter incontrare Dio nella preghiera ed essere accolti alla fine come figli.
Gesù fa capire che tutti i comandamenti della Bibbia riguardano l' amore del prossimo. Egli, infatti, conclude la sua interpretazione della legge di Dio con queste parole: «Avete inteso che fu detto: 'Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico', ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori».
Gesù amplia la categoria di «prossimo» della tradizione biblica. Il prossimo da amare non è solo il fratello membro della propria comunità , ma comprende anche gli avversari che cercano di distruggerla.
Un momento prima Gesù ha invitato i discepoli a non resistere a chi fa loro del male, ma a rispondere alla malvagità  e alla violenza con un gesto di amore benevolo. Ma solo alla fine egli rivela qual è la ragione profonda di questo modo di agire paradossale richiesto ai suoi discepoli: «Perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti».
Gesù rivela qual è il modo di amare del Padre. Dio non solo è il creatore che benefica gratuitamente tutti i suoi figli, ma è il Padre che accoglie e perdona i peccatori. Perciò i discepoli, in quanto figli, devono riprodurre nel loro modo di amare quello del loro Padre celeste. Questo è il segno distintivo della loro comunità . Infatti, anche i pagani e i peccatori sanno amare quelli che li amano e li trattano bene. Invece i discepoli di Gesù sono chiamati ad amare in modo integro e perfetto come ama il loro Padre che è nei cieli. In breve, la «giustizia più grande» che Gesù richiede ai suoi discepoli non è altro che l' attuazione dell' amore del prossimo senza limiti. Prima di essere un nuovo comandamento, questo amore è un dono che Dio Padre fa a tutti quelli che con fiducia si mettono al seguito di Gesù.

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017