Gli oriundi diventano business angels

Occhi puntati sui più giovani. A loro andrà più della metà degli 800 mila euro stanziati in totale per corsi di formazione e borse di studio.
16 Ottobre 2009 | di

Siena
Ottocento mila euro per i toscani all’estero, oltre la metà dei quali destinati ai giovani. È un bilancio brillante quello tracciato da Lorenzo Murgia, durante la sesta edizione della Giornata dei toscani all’estero, tenutasi nella suggestiva cornice di Montepulciano. Il vicepresidente vicario dell’associazione ha specificato che la parte più consistente degli impegni finanziari, che ammonta a circa 320 mila euro, verrà dedicata ai corsi di formazione linguistica e culturale. Attività che permettono ai giovani discendenti dei toscani all’estero di tornare in regione e restarci. Il tutto per recuperare le proprie radici, imparando la lingua italiana o migliorandone la conoscenza.
«Dal 2001 – spiega Lorenzo Murgia – sono stati circa 800 i giovani che ne hanno usufruito. Mentre altri hanno potuto frequentare stage in aziende e studi professionali, grazie alle borse di studio “Mario Olla”».
Organizzato con la fattiva collaborazione del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e della Regione Emilia Romagna, il progetto «Orizzonti Circolari – Ambasciatori del terzo millennio» ha portato, invece, un altro gruppo di giovani nel territorio del Parco. Un’opportunità in più, che si affianca agli stage organizzati in provincia di Siena, in favore di quei ragazzi che vogliano saperne di più sulla promozione e sulla commercializzazione dei prodotti agroalimentari toscani.
Accolti dal presidente della Regione Claudio Martini, dal presidente della Provincia di Siena Simone Bezzini, dal sindaco Andrea Rossi e da rappresentanti del Consiglio regionale e di altri Comuni limitrofi, i giovani toscani hanno dato vita a una kermesse di lavori, che ha avuto come epicentro la promozione del prodotto Toscana, attraverso gli ambasciatori regionali residenti nel mondo.
«Vorremmo trasformare i nostri giovani conterranei in business angels – ha spiegato Stefano Giovannelli, direttore di Toscana Promozione –. La Toscana rappresenta uno straordinario equilibrio di sviluppo economico, coesione sociale e tutela dell’ambiente. Ma ogni sistema ha bisogno di relazioni. I giovani all’estero rappresentano il trait d’union tra la nostra realtà e le aree in cui possiamo promuovere i nostri prodotti. Daremo la possibilità ai giovani toscani all’estero di frequentare specifici corsi in Toscana, affinché possano diventare imprenditori in prima persona o supportare gli imprenditori italiani che vogliano investire all’estero».
«Agroalimentare, abbigliamento e innovazione – spiega il direttore della fondazione “Sistema Toscana”, Paolo Chiappini – sono i settori scelti per indirizzare le nuove generazioni verso il Festival della creatività, da noi promosso. Un progetto sviluppato grazie alle nuove tecnologie e alla comunicazione via internet».
Aperta e conclusa dal governatore Martini, la sesta Giornata dei toscani all’estero ha visto arrivare nella capitale regionale del comparto vinicolo, giovani provenienti dalle 103 associazioni sparse per il mondo. Ben 29 di queste sono formate esclusivamente da rappresentanti della terza e quarta generazione, gli under 40, cui è chiesto di dare impulso al cambio generazionale.
«In passato – ha commentato Martini – i nostri emigrati viaggiavano portandosi dietro la nostalgia. Oggi si deve guardare al futuro. C’è bisogno di investire sui giovani e sulla conoscenza, non solo della lingua italiana, ma anche della realtà toscana. I ragazzi devono conoscere il nostro patrimonio di valori storici e la nostra capacità di creare innovazione».
Il primo risultato di questo significativo cambio gestionale sta nell’articolo 34, introdotto all’interno della legge regionale dedicata ai toscani all’estero. La nuova normativa conferisce un nuovo e più importante ruolo all’Assemblea dei toscani all’estero, organismo che sostituirà l’attuale Consiglio dei toscani all’estero. «Oggi il mondo è più veloce – spiega Martini – e ci sono opportunità nuove per sviluppare rapporti economici, culturali e formativi. Tutto questo deve essere presente nella borsa dei giovani, che saranno i nostri ambasciatori, in un futuro non troppo lontano».

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017