I MERITI DELL’ANFE

Inserimento nel Paese d’arrivo; barriere linguistiche e culturali; invecchiamento della comunità italiana. Testimone di una trasformazione epocale, l’Anfe è sempre stata vicina ai nostri connazionali.
04 Novembre 1997 | di

L'Anfe, associazione nazionale famiglie emigrate, è nata nel 1947 per volontà  di Maria Federici, nel difficile periodo del secondo dopoguerra, quando l'emigrazione divenne ancora una volta, per tantissimi connazionali, una costrizione e nello stesso tempo una possibilità  di trovare all'estero ciò che l'Italia non poteva garantire. L'obiettivo prioritario dell'Anfe fu di aiutare le famiglie degli emigrati, rendendo la loro vita più serena anche con un'adeguata informazione, e di porsi a fianco di chi lasciava l'Italia, aiutandolo a inserirsi nella nuova patria e a trovare un lavoro, senza rompere i rapporti con i familiari e la terra d'origine. Erano anni difficili, in cui non c'era nessuna attenzione da parte delle istituzioni italiane, incapaci di organizzare qualsiasi forma di assistenza. I nostri connazionali scappavano dalle loro case e dalle loro terre, ma per i politici era solo 'un modo per decongestionare la disoccupazione'.

L'onorevole Federici, che negli anni dell'Assemblea Costituente si era fortemente impegnata affinché nella Costituzione della Repubblica italiana fosse riconosciuto il valore della donna e della famiglia, volle che l'Anfe rivolgesse una particolare attenzione alle donne emigrate, che troppo spesso lasciavano l'Italia senza nessuna preparazione. Fin dai primi anni di attività , essa rivolse una forte attenzione anche al problema della scolarizzazione, per sottrarre i figli degli emigrati alle classi differenziate; organizzò diversi voli charter per facilitare le vacanze in Italia dei nostri connazionali o le visite dei loro familiari: tutto per mantenere unite le famiglie e gettare ponti di collaborazione tra l'Italia e i Paesi d'accoglienza. L'iniziativa fu però ostacolata dal governo italiano, che sosteneva solo i 'voli di bandiera'.

Una volta raggiunta l'Australia, per gli italiani era difficile trovare subito un'abitazione e un lavoro. Erano completamente spaesati, non sapendo quello che dovevano fare, né in quale settore lavorativo inserirsi. Accanto a loro accorsero per primi i missionari italiani che si dedicarono alla loro assistenza spirituale e sociale. Poi, dall'inizio degli anni Sessanta, nacquero le prime associazioni.

Come responsabili dell'Anfe, cercavamo di aiutare le famiglie fin dal momento della partenza dei loro membri. Gli uomini erano costretti dal bisogno a lasciare in Italia mogli e figli, e noi dovevamo intraprendere delle lunghe lotte per ottenere dalle autorità  italiane la soluzione positiva delle pratiche d'emigrazione e, da quelle australiane, i tanto desiderati permessi d'entrata, che concedevano con difficoltà . Il ricongiungimento delle famiglie fu certamente uno dei risultati più positivi che, come Anfe, siamo riusciti a raggiungere.

Con il passare degli anni, una particolare attenzione è stata rivolta agli anziani e ai bambini. Se per gli anziani abbiamo cercato di lottare contro la loro solitudine, tante volte dovuta alla 'barriera' della lingua inglese che li emarginava dalla società  australiana, per aiutare i bambini delle famiglie italiane abbiamo promosso la costruzione di scuole materne. A Perth, capitale dell'Australia occidentale, funziona da anni un moderno asilo e, da ventinove anni, la prima domenica di dicembre, organizziamo la 'Festa dell'anziano', cui partecipano più di cinquecento connazionali che hanno compiuto sessantacinque anni. Questi incontri associativi hanno lo scopo di facilitare il dialogo e promuovere i rapporti tra i nostri anziani. L'Anfe è presente anche in altre città  australiane, come a Fremantle, Brisbane e Adelaide; ma se in passato siamo riusciti a mantenere viva la nostra memoria storica e l'idealità  delle radici, ora, guardando al futuro, le prospettive sono in mano ai nostri figli e discendenti ai quali abbiamo dedicato molte energie per mantenerli legati alla famiglia italiana.

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017