Il Cuore dell’istruzione

A Ladner, nell’arcivescovado di Vancouver, ha aperto i battenti la nuova sede della Sacred Heart School. Qualità, disciplina e sicurezza la rendono ambita da cattolici e non.
06 Novembre 1999 | di

Delta, B.C.
Il villaggio di pescatori di Ladner fa parte con North Delta e Tsawwassen della vasta municipalità  di Delta, meno di centomila abitanti su un'area di 336 chilometri quadrati. A mezz'ora di strada dalla città  di Vancouver e a dieci minuti dal suo aeroporto internazionale, confina a sud con lo stato americano di Washington. Il nome Delta deriva dal delta del grande Fraser - il leggendario fiume dei cercatori d'oro - che qui sfocia dopo avere attraversato il territorio della British Columbia con un percorso di 1.200 chilometri: dalle Montagne Rocciose all'Oceano Pacifico.
  Come altrove nel mondo, settembre ha segnato, in British Columbia, il rientro a scuola di centinaia di migliaia di studenti, reduci dalla pausa delle vacanze estive. Tra questi, gli oltre diecimila tra i cinque e i dodici anni - l'età  della scuola «primaria», dal Kindergarten al settimo grado - che hanno ripopolato le ventiquattro scuole elementari del territorio di Delta, rimettendo in moto il processo educativo secondo gli schemi curricolari approvati dal governo provinciale. E riassestando il ruolino quotidiano di marcia delle famiglie con bambini in età  scolare, più o meno preoccupate dai fenomeni di violenza generalizzata che colpiscono sia scuola che società  civile, anche se localmente non sono così coinvolgenti.
 Positiva novità  vissuta dalla popolazione scolastica del villaggio di Ladner (21.000 abitanti) è stata l'apertura della nuova bella sede della «Sacred Heart School», scuola elementare cattolica nata nell'ormai lontano 1944 con appena 17 allievi nel locale monastero degli agostiniani. Una realtà  curata per decenni, con dedizione e sacrificio, dalle «School Sisters of Notre Dame», e sviluppatasi nel tempo fino a conseguire nel 1985 (grazie all'azione di lobby condotta dai cattolici delle diocesi britishcolumbiane) il riconoscimento ufficiale e il titolo di scuola pubblica indipendente. Oggi il corpo docente della SHS è composto esclusivamente da insegnanti laici cattolici e gli allievi sono 320 - come informa la preside Mary-Joy Derouin, in carica dal 1992 - . La capacità  di accoglienza del nuovo edificio scolastico è di 420 allievi - aggiunge - copribile a breve in considerazione della rapida crescita della popolazione scolastica e della domanda delle famiglie, anche non cattoliche.
L'edificio si sviluppa su due piani di complessivi diecimila metri quadrati. È disegnato in armonia con la vicina chiesa, quasi a formarne un complesso unico. Non concede nulla al superfluo ma è assolutamente funzionale alla vita delle quattordici classi (due per ogni grado) fornite di biblioteche, computers, servizi igienici e sportivi, tra i quali un'immensa palestra-auditorium. Ampie e modernamente attrezzate le aule, inserite nella natura circostante attraverso le larghe finestre panoramiche. Tutto intorno giardini fioriti e prati verdi confinanti con la vicina campagna: all'orizzonte l'oceano e il profilo delle montagne innevate che gli fanno corona.
La «Sacred Heart», come le altre scuole dell'arcidiocesi di Vancouver (una cinquantina tra elementari e secondarie), dà  la precedenza ai bambini della parrocchia, ma è aperta ad accogliere, sia pure in percentuale ridotta, anche nuovi arrivati in zona, indipendentemente dalla fede religiosa. Poiché si tratta di scuola pubblica operante in un contesto multiculturale, è essenziale la sua disponibilità  verso l'intera comunità , non solo quindi verso la minoranza cattolica largamente inferiore al 20%, e che proprio per essere tale avverte ancor più seriamente il dovere di presenza, di servizio e di testimonianza: cioè di missionarietà . Quest'impegno è ripagato con grande considerazione da parte dei cittadini: infatti non sarebbe stato possibile realizzare il nuovo complesso (quattro milioni di dollari canadesi, circa cinque miliardi di lire) senza lo sforzo congiunto della parrocchia, delle famiglie degli allievi ma anche dei benefattori di altre fedi che hanno generosamente dato, e continuano a dare, durante le iniziative di raccolta fondi. Nessun contributo è venuto da istituzioni pubbliche, non dal governo della British Columbia, che però agevola la gestione della scuola cattolica indipendente con contributi pari al 50% di quelli riconosciuti per ogni studente delle scuole pubbliche non confessionali.
Occorre sfatare un diffuso pregiudizio secondo cui la scuola cattolica sarebbe riservata ai privilegiati. Alla SHS la quota di iscrizione è di circa centomila lire, sulle centoventi la retta mensile. I genitori si impegnano però a coprire nell'arco dell'anno scolastico cinquanta ore di volontariato. Chi non lo fa, paga il doppio. Nei casi di difficoltà  o indigenza, supplisce la parrocchia: è cristianesimo in atto. Secondo gli stessi criteri ispiratori operano le scuole cattoliche dell'arcidiocesi, tra cui quelle a più numerosa percentuale di allievi di origine italiana, come le elementari di «Sant'Elena» e «Holy Cross in Burnaby», «San Francesco» e «Our Lady of Sorrows» a Vancouver. Nella sua composita realtà  etnica, il comune di Delta sta registrando una crescente anche se relativa presenza di nuclei familiari di origine italiana.
Al parroco della chiesa del Sacro Cuore in Ladner, l'agostiniano padre Michael Martell, chiedo le ragioni per cui la «Sacred Heart School» è tanto ambita anche dai non cattolici. «Qualità , disciplina e sicurezza», mi dice sorridente. È fiero della sua scuola, della professionalità  del corpo docente, della crescita cristiana dei bambini e delle loro famiglie, del sostegno costante e generoso dei parrocchiani. Sulla qualità  non ci sono dubbi: è riconosciuta a tutti i livelli. Sul fattore «sicurezza», psicologica e pratica, insiste perfino mio nipote Etienne, quarta elementare. Nella sua scuola si sente protetto e sicuro. Ne aveva invece contestato, entrando a cinque anni nel Kindergarten, le «troppe regole». (Nell'ordinamento della società  canadese c'è la tendenza a far prevalere la libertà  individuale al limite dell'anarchia anche del bambino in formazione, insistendo più sui diritti individuali che sui doveri). Oggi, come i suoi compagni e soprattutto i loro genitori, ha imparato ad accettare e ad apprezzare lo spirito e la disciplina della «sua» scuola.
Sulle copertine delle pagelle, a sintetizzare la filosofia dell'educazione cattolica in British Columbia, è citato San Paolo laddove usa una metafora per descrivere i cristiani come «edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo lo stesso Cristo Gesù come pietra d'angolo. In lui tutta la costruzione cresce ben compaginata, per essere tempio santo nel Signore. Anche voi partecipate con gli altri a questo edificio per diventare abitazione di Dio nello Spirito» (Efesini 2:20-22). Questo ideale, vi è affermato, ispira anche la scuola cattolica e tutti coloro che vi insegnano e insieme imparano. Traguardo è l'affermazione del valore individuale di ogni bambino affinché possa sviluppare le sue potenzialità  secondo il piano di Dio.

 

   
   
Nella British Columbia 79 scuole cattoliche per 18.500 studenti      

La prima scuola cattolica della British Columbia era nata a Victoria, a metà  dell'Ottocento, con l'apertura della «St. Ann Academy», a cura delle Sisters of St. Ann. Oggi le scuole sono 79 (il dato si riferisce complessivamente all'arcidiocesi di Vancouver e alle diocesi di Kamloops, Victoria, Nelson e Prince George), vi operano oltre 1.300 insegnanti che servono più di 18.500 studenti. Nell'arcidiocesi di Vancouver vi sono anche nove secondarie. Un grande salto in avanti nel campo dell'educazione a livello post-secondario è stato compiuto proprio in questi giorni con l'apertura del «Corpus Christi College» alla UBC (University of British Columbia) e del «Redeemer Pacific College» alla «Trinity Western University» di Langley, associato quest'ultimo all'«Università  Francescana» di Steubenville in Ohio, Stati Uniti.  

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017