Il destino in un romanzo

Nata in Canada, laureata in Legge all’Università di Montréal, poliglotta, riesce a conciliare il talento letterario con la conduzione di un’azienda che dalla Puglia esporta vini in tutto il mondo.
19 Ottobre 2004 | di

Non sempre nella società  attuale si riesce a dare il giusto valore alle donne pur se, nel corso di tante battaglie, i valori dell";«altra metà  della luna» sono incominciati ad emergere dal groviglio di tante frustrazioni e incomprensioni per dare un nuovo equilibrio al vivere umano. Col passare degli anni ci sono state, e continuano ad esserci, sempre più donne che riescono ad affermarsi anche in quei campi in cui sembrava che senza l";uomo non si potesse progredire. E i casi di donne imprenditrici che mandano avanti aziende e si sono affermate sono parecchi. Tra questi va annoverato quello di Isabella Montwright La Riccia che ha saputo dare fiato e spessore alle sue due passioni: scrivere inventando storie, e produrre vini. Munita di una solida preparazione e di una fertile immaginazione ha cercato sempre di orientare il suo operato verso qualcosa di nuovo. Ha iniziato scrivendo i suoi racconti e i suoi libri proiettando le sue storie su sentieri che si muovono verso nuovi e inesplorati orizzonti. Poi, quando, tramite i suoi libri e una serie di circostanze, ha scoperto l";enologia, trovandosi a vivere in Puglia, dove il vino rappresenta uno dei più importanti prodotti di quella terra, ha creato un";azienda e con essa ha lanciato una gamma di nuovi vini che hanno già  incominciato a fare il giro del mondo.
Isabella Montwright, figlia di genitori italiani. È nata a Montréal, in Canada, dove ha compiuto i suoi studi e si è laureata in legge. Dopo aver esercitato la professione di avvocato per alcuni anni nel foro di Montréal, a 34 anni ha deciso di cambiare lavoro e, sempre come avvocato, è diventata capo nel contenzioso di un";azienda specializzata nell";importazione e distribuzione di bevande alcoliche, e di vino in particolare: un contesto risultato ben presto congeniale alla sua vocazione.
Nel corso di quegli anni passati in quell";azienda è maturato anche il suo primo romanzo, scritto in lingua inglese: A Scent In The Night (Profumo nella Notte), un thriller che parla di una donna molto bella ed enigmatica, Lorelei, una famosa sommelier, che si innamora di Gaelen, un giovane biondo d";origine irlandese che rappresenta una delle più grandi ditte di distribuzione di birra in tutta Europa. I due s";incontrano negli Stati Uniti nel corso di un concorso internazionale di enogastronomia dove Lorelei vince una medaglia d";oro.
Il libro non è casuale: da questo personaggio femminile è nata la sua passione per l";arte culinaria e l";enologia. E, guardacaso, di lì a poco, Isabella Montwright incontra l";uomo della sua vita, Giovanni Difino, anch";esso biondo e con negli occhi il colore del mare, un navigato ed affermato enologo, e la sua vita cambia radicalmente perché si trasferisce in Italia dove si crea una famiglia e, con il suo prezioso aiuto, Isabella entra nel mondo dei vini per il quale mostrava molto interesse.
Lari. Come nasce la collezione dei vini Duplessis?
Montwright La Riccia
. L";ispirazione viene dal personaggio principale del mio libro: Lorelei. Una donna che ha la passione per il mondo culinario ed enologico. Quando sbarcai a Foggia, in Puglia, considerata la culla dei grandi vigneti d";Italia, mi resi conto di due cose: che era una regione poco conosciuta, bella e misteriosa con le sue preziose e ammirevoli pietre antiche, fatte di castelli, cattedrali e trulli; e che era una terra fertile e ricca di uliveti e vigneti. Poiché in Canada ero stata a contatto col commercio dei vini, mi resi conto che i vini pugliesi erano poco conosciuti e sottovalutati. Quella esperienza mi spinse a cercare un rapporto più diretto con la realtà  che avevo intorno a me, una realtà  che mi invitava ad agire, aiutata e stimolata da Gianni Difino. Egli veniva dalla scuola enologica di Locorotondo e vantava una vasta esperienza per essere stato Commissario di degustazione presso il prestigioso Banco d";Assaggio di Forgiano. E con lui decisi di creare qualcosa di nuovo, che non fosse il solito vinello da uno o due euro, ma qualcosa di più consistente e prestigioso. Dopo accurate valutazioni è nata così la collezione Duplessis che oggi conta ben 15 prodotti diversi. Da essa ha preso piede l";Isabella Montwright Group che è quello che commercializza i prodotti.
Lei che cos";ha di Lorelei Duplessis?
Spero la sua forza, il suo coraggio e la sua convinzione di andare fino in fondo.
C";è un obiettivo preciso?
Il caso vuole che una parte di quella immaginazione raccontata nel romanzo, diventi realtà  anche nella mia vita. Sette anni dopo la pubblicazione del libro, il Gruppo Isabella Montwright, che è diventata un";azienda, partecipa nel maggio del 2003 ad un concorso vinicolo internazionale in California, al quale partecipano 800 produttori con 4 mila vini provenienti da tutto il mondo. Dei nove vini presentati, che facevano parte della collezione Duplessis, sette vengono premiati: uno, il Celestium, si aggiudica il Gran Premio Special Award per il miglior vino della categoria, premio destinato soltanto a nove partecipanti; altri due: il Galeone e Nicodemus ottengono le medaglie d";oro; altri tre: Amadeus, William Tell e Amergris, le medaglie d";argento e, infine, lo Spiritus Mundi la medaglia di bronzo.
Insomma, lei ci tiene più alla qualità  che alla quantità .
Con la nostra esperienza, poiché possediamo anche un vigneto, possiamo avere il controllo di tutte le fasi della produzione per seguire la vinificazione e l";affinamento successivo fino all";imbottigliamento. In questo modo riusciamo a mantenere alta la qualità  dei vini. E poi, io ripeto sempre che noi, prima di essere i più grandi, miriamo ad essere i migliori.
Migliori dei vini di Francia?
Una parte di me è anche francese. E i francesi sanno valorizzare l";arte di fare il vino. Contrariamente ai pugliesi che spesso non danno la loro importanza a quello che sanno fare. Essere competitivi serve a misurare le nostre capacità .
In altre parole, lei mira a portare i suoi vini fuori dai nostri confini.
Certamente. Siamo nell";era della globalizzazione, e i miei vini hanno tutte le caratteristiche per essere apprezzati non solo in Italia ma in tutto il mondo. Quindi occorre presentarli in modo che non solo gli italiani ma anche gli americani, i tedeschi, gli olandesi, i giapponesi e così via, riescano ad apprezzare il pregio del prodotto. I miei vini non sono fatti soltanto per deliziare il palato ma anche per essere vissuti con la mente.
Nonostante i grossi impegni che ha con la sua azienda, riesce ancora a coltivare la sua passione per la scrittura?
L";amore per le lettere mi ha accompagnata sin dall";adolescenza e mi ha portata, nel corso degli anni, ad immergermi nelle varie culture, studiando lingue diverse. Contemporaneamente ho incominciato a scrivere i primi racconti. Poi è giunto il romanzo in lingua inglese. Tre anni fa, ispirata da alcuni antichi cimeli messi in evidenza da alcune foto del fotografo Mimmo Attademo, scrissi quattro racconti, o meglio quattro favole: Il Padrone del Castello, Miranda, L";Aquila di Marilda e La Guaritrice che sono state pubblicate e pubblicizzate addirittura con vistosi manifesti dall";Ente del Turismo della Provincia di Foggia.
Come concilia i suoi impegni familiari e letterari con quelli aziendali che spesso la portano lontano da casa?
Io ho una bambina meravigliosa ed una suocera super meravigliosa. La bambina, Lorelei, già  frequenta una scuola materna privata, e nei giorni in cui io sono fuori casa, mia suocera, che si chiama anch";essa Isabella, si occupa di mia figlia e lo fa con lo scrupolo di una vera e propria mamma. Certo, io cerco di fare i miei viaggi, possibilmente sempre di corta durata perché, oltretutto, a me piace stare a casa, vicino ai fornelli, perché anche quella culinaria per me è un";arte. Cerco di ritagliare, quando è possibile, degli spazi per dedicarmi alla casa, alla famiglia, ai miei libri e ai miei racconti. E quegli spazi per me sono il premio che mi concedo per portare avanti un discorso di vita che mi inorgoglisce.
E in campo letterario cosa bolle in pentola?
La trilogia di Un Profumo nella Notte e la pubblicazione di un racconto, questa volta in inglese e italiano, che inizierà  una collana di 15 racconti, ognuno di essi ispirati ad uno dei vini che produciamo. Il vino Spiritus Mundi che, secondo me rappresenta la summa di tutti i vini, mi ha ispirata a scrivere Il Confessore che rappresenta la somma delle virtù e dei peccati di tutti gli uomini: è la storia di una donna che cerca il perdono e di un uomo che sente il bisogno di redimersi.

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017