Il segreto della pace

La tutela dei diritti umani si annuncia decisiva per il prossimo millennio. E la chiesa è impegnata in prima linea come hanno dimostrato, in questi ultimi mesi, un fervore di iniziative e lo stesso magistero del papa.
06 Ottobre 1998 | di

L'appuntamento epocale con il Duemila non può essere ridotto o banalizzato nei confini della progressiva globalizzazione economica e finanziaria, né tantomeno in quelli della scienza e della tecnologia i cui impetuosi sviluppi, soprattutto in campo genetico, pongono, tra l'altro, pressanti interrogativi sul rispetto dell'uomo.

Nei cinquant'anni trascorsi dalla proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, diversi strumenti giuridici internazionali hanno certamente reso più vincolante il loro rispetto, ma oggi occorre chiedersi se non vadano ridefinite le categorie dei diritti da promuovere in quest'epoca di sfide radicali sul futuro dell'umanità . Per non fermarsi a semplici per quanto nobili enunciati teorici, dobbiamo rispondere, ciascuno nei suoi campi e per le sue competenze, a domande chiare ed essenziali. Dove si pone il confine tra diritti e doveri? Come assicurare efficacemente l'integrità  della persona umana dal concepimento alla fine naturale della vita? Dalle risposte dipendono, in gran parte, la pace e lo sviluppo nel mondo.

Significativamente, il tema scelto da Giovanni Paolo II per la XXXII Giornata Mondiale della Pace che si celebrerà  il 1° gennaio prossimo, è proprio 'Nel rispetto dei diritti umani il segreto della vera pace'. In questo senso, la comunità  ecclesiale è chiamata a operare nella formazione delle coscienze. Non a caso, nel luglio scorso, il Pontificio Consiglio Iustitia et Pax ha organizzato un convegno mondiale che ha posto l'accento sulla pastorale dei diritti umani, sottolineando lo stretto legame che unisce la missione evangelizzatrice della chiesa all'attività  per la difesa e per la promozione dei diritti umani.

In Italia la coscienza di questa priorità  è ben presente nella comunità  ecclesiale e nelle famiglie, cellule prime e insostituibili di ogni società  ordinata secondo il progetto che Dio ha voluto per gli uomini. Tutelare l'uomo significa infatti difendere e proteggere i 'luoghi' suoi propri, il suo essere figlio, il suo essere genitore, il suo essere fratello, il suo essere congiunto ad altri con vincoli che precedono e che superano ogni altro legame sociale. L'ha ricordato proprio il papa, ricevendo il Forum delle associazioni familiari cattoliche italiane. Le parole di Giovanni Paolo II sono state inequivocabili, tanto nel sottolineare 'l'incalcolabile contributo che le famiglie danno alla vita sociale, facendosi carico di gravi difficoltà  quali la diffusa disoccupazione giovanile, e le carenze del sistema previdenziale e sanitario', quanto nel denunciare come la famiglia sia oggi 'ben poco aiutata per la debolezza e l'aleatorietà  delle politiche' e come sia 'preoccupante l'attacco all'istituto familiare, che si sta sviluppando sia a livello culturale che nell'ambito politico, legislativo e amministrativo', mentre si assiste a 'tentativi di dare dignità  di legge a forme di procreazione che prescindono dal vincolo coniugale e che non tutelano sufficientemente gli embrioni'.

Quello del papa, che per la verità  ha trovato ascoltatori attenti anche tra gli eredi di quelle forze politiche storicamente meno vicine alla chiesa, è un monito severo e non sottovalutatile per il nostro Paese. Tuttavia, un osservatorio privilegiato quale il Messaggero di sant'Antonio consente di registrare, accanto alle preoccupazioni, motivi di concreta speranza. L'umanesimo cristiano al quale fanno riferimento anche gli ultimi documenti della Conferenza episcopale, nutre ancora e profondamente gran parte della nostra gente, nella madrepatria e nelle tante nuove patrie dove l'hanno spinta le secolari migrazioni. Ancora oggi, i valori dell'Italia cristiana e umanista sono semi che i venti della storia fanno germogliare in tutti i continenti e in tutte le condizioni politiche. Ce lo dimostrano i nostri lettori, i nostri interlocutori, tutti gli amici del Messaggero di sant'Antonio che vivono in tanti Paesi del mondo, attraverso il loro stretto rapporto con questa rivista che vuole essere espressione della fraternità  universale.

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017