Irlandiani bella gente

Doveva essere un portale con l'obiettivo di aiutare a trovare lavoro ai tanti giovani italiani trasferitisi in Irlanda negli ultimi anni. Oggi il sito www.irlandiani.com fa informazione all'avanguardia.
16 Ottobre 2009 | di

Dublino
Quando lo si incontra per la prima volta, Francesco Dominoni restituisce subito l’espressione più autentica di quello che l’italianità è e sarà. Ugandese nel Dna, ma nell’indole l’intraprendenza dell’italiano, cresciuto a Montebelluna. Infine, «irlandiano» d’adozione. Già, perché è proprio a Dominoni che si deve l’apertura del maggiore portale di informazione giornalistica per gli italiani d’Irlanda. Parliamo di www.irlandiani.com, per l’appunto.
Mastromatteo. E chi sono questi «irlandiani»?
Dominoni
. Gli «irlandiani» non sono altro che quella generazione di italiani emigrati in Irlanda a cavallo tra la fine degli anni Novanta e il Duemila, inseguendo il boom economico della cosiddetta Tigre Celtica. Si tratta in larga parte di ragazzi. Questi giovani hanno visto l’Irlanda come una terra promessa, perché offriva loro del lavoro.
Lavoro di che tipo?
Sono state soprattutto le grandi multinazionali americane a dare una professione a tanti italiani. Basti pensare a marchi internazionali come Google, Yahoo, eBay, Intel e Wikipedia. Ognuno ha aperto una sede in Irlanda.
E perché proprio in Irlanda?
Le ragioni sono tante. Perché l’Irlanda è un’isola all’interno dell’Europa, perché parla la lingua internazionale che è l’inglese, perché geograficamente è posta a ovest, quindi è la terra europea più vicina agli Stati Uniti. E poi la cosa più importante: c’è l’euro.
Quindi, in un tale contesto, è nata l’idea del sito…
È stato quattro anni fa che, quasi per gioco, grazie alle piccolissime nozioni di Html che avevo, mi sono cimentato nel disegnare le prime pagine web. Avevo una media di venti contatti al giorno. Oggi ne abbiamo circa 60 mila al mese. L’evoluzione è avvenuta anche perché ho cercato di applicare quello che avevo imparato nelle mie diverse esperienze professionali.
Le multinazionali di cui si parlava prima?
Sì. Ho lavorato per Ibm e per eBay e questo mi è servito per acquisire dimestichezza con le nuove tecnologie. Ma in più c’è l’esperienza giornalistica, dato che ho collaborato per diversi anni con il quotidiano «La Tribuna di Treviso». Ecco, cercando di mettere insieme queste due discipline è uscito fuori questo prodotto, che cerca di aiutare gli italiani che vogliono recarsi in Irlanda.
Che tipo di aiuto fornite?
C’è una database nella sezione lavoro in cui ci sono posizioni di lavoro per italiani. Noi abbiamo dei filtri che tramite particolari motori di ricerca permettono di ottenere delle risposte mirate.
Solo che ora la Celtic tiger sembra aver smesso di ruggire…
Adesso la situazione storica è un po’ cambiata e la situazione lavorativa è più critica, certamente, rispetto al passato. Però Irlandiani.com continua ad aiutare centinaia di italiani a trovare lavoro e casa in Irlanda.
Che cosa proponete ai ragazzi che in questo momento resistono in Irlanda?
Gli eventi sono diversi. Un anno fa, per esempio, abbiamo organizzato l’«Italian generation party», una festa grazie alla quale siamo riusciti a unire insieme le diverse generazioni di italiani che vivono in Irlanda. A gennaio, poi, c’è stato il ballo, cui hanno preso parte 360 italiani della vecchia generazione.
Esiste anche una vecchia generazione?
Per vecchia intendo la prima generazione che è emigrata in Irlanda agli inizi del Secolo. Le altre sono giunte dopo. Questi italiani, però, hanno una storia che è completamente diversa da quella degli «irlandiani». L’abbiamo raccontata in un libro.
Di che si tratta?
È un percorso che vede la collaborazione di nove persone, che sono parte della redazione. Attraverso ricerche bibliografiche e negli archivi abbiamo catalogato delle storie uniche. Le vicende di alcuni italiani che sono andati in Irlanda a trovare la fortuna all’inizio del secolo scorso, quando il Paese era tra i più arretrati d’Europa.
E come hanno fatto?     
Con la loro proverbiale arte di arrangiarsi e… con la cucina. Hanno avuto la genialità di prendere i due prodotti che agricoltura e pesca fornivano a buon mercato: le patata e il pesce. Li hanno fritti insieme e hanno creato il piatto tipico irlandese, il Fish and Chips. Forse alcuni lettori strabuzzeranno gli occhi, ma è davvero così: il Fish and Chips è un prodotto made in Italy. E gli irlandesi lo sanno benissimo. Addirittura alcuni di loro pensano che in Italia sia pieno di Fish and Chips invece che di pizzerie.
E gli «irlandiani», invece, cosa pensano dell’Italia vedendola dall’estero?
Pensano che l’Italia abbia delle potenzialità incredibili, delle risorse che nessun altro Paese possiede. Penso, per esempio alla natura, all’arte, alla cultura e, perché no, alla Chiesa cattolica. Una persona su cinque nel mondo, se deve scegliere un posto dove rivolgere lo sguardo sceglie Roma, sceglie l’Italia, sceglie le nostre bellezze architettoniche. Per non parlare del cibo, della creatività e delle automobili. Certo, l’interrogativo resta: è possibile che abbiamo tutta questa ricchezza e non la sappiamo sfruttare?
Irlandiani.com oggi è anche una scuola di giornalismo. Da cosa nasce questa idea?
Dalla voglia di aggregare l’italianità in Irlanda. É stata dettata, suggerita e portata in essere grazie al costante lavoro che abbiamo dedicato al sito, ma soprattutto grazie agli accordi che ho stipulato con cinque differenti atenei italiani, per costruire una squadra di comunicatori, oserei dire evangelizzatori del «sistema Italia» in Irlanda.
Vi stanno dando fiducia?
Devo dire di sì. A questo progetto si è interessato anche il ministero degli Esteri. L’anno scorso mi sono recato a Roma, presso la Farnesina, per presentarlo. Alla fine è stato preso come modello dal ministero stesso. Quindi ne vado fiero.

 IL LIBRO

Da Marconi alla Tigre Celtica

Riscoprire la nuova e la vecchia Irlanda degli italiani attraverso un libro. Da Marconi alla Tigre Celtica. Italians in Ireland: Storie, successi e personaggi di un popolo in movimento. Questo il nuovo libro che racconta gli italiani in Irlanda. Una produzione unica nel suo genere. Si tratta di un volume storico inedito, presentato sabato 24 ottobre 2009 presso l’Istituto italiano di cultura in Fitzwilliam Square a Dublino 2, in occasione della «Settimana della lingua italiana», durante una serata che ha visto protagonista anche la gastronomia, con le prelibatezze italiane del popolare locale «Taste of Emilia». Patrocinato dalla Presidenza della Repubblica italiana e dal Ministero degli Esteri e sponsorizzato da Unicredit, il testo è ricco di ricerche bibliografiche e fotografiche sul campo. La realizzazione del volume vede la partecipazione di dodici ricercatori e sette Università italiane. Interviste e approfondimenti che tracciano la storia dell’italianità nel Paese del trifoglio. Oltre al direttore del portale Francesco Dominoni, al progetto hanno partecipato Marco Biasi, Letizia Brunetto, Concetto La Malfa, Silvia Guaiani, Rosa Piccolantonio, Silvia Baldini, Martina Andreoni, Maddalena D’Urso, Donato Altobelli, Daniela Ascione ed Eleonora Caselli.





 

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017