LA CITTÀ DEI SASSI

Il capoluogo lucano vanta un’eccezionale offerta culturale, ma soprattutto antichi rioni dal fascino arcaico: una struttura urbana unica al mondo.
03 Settembre 1997 | di

Matera è una città  antichissima. Per alcuni il suo nome trae origine da mater, madre; per altri da meteoron, cielo stellato; per altri ancora dal greco metaios olos, tutto vuoto, per l'esistenza di numerose grotte, cavità  e spelonche nei famosi Sassi, il caratteristico centro storico. Secondo gli studiosi, i primi insediamenti nell'area avvennero più di 9 mila anni fa, quando la città  non c'era e gli abitanti vivevano in grotte naturali. In un clima così arido dove non c'erano né fiumi né sorgive, la raccolta dell'acqua, preziosa più dell'oro, rappresentava il primo segno dell'insediamento.

Il cammino percorso da questa civiltà  è oggi esposto nelle sale del Museo Domenico Ridola. Molti dei reperti del Paleolitico e del Neolitico sono stati raccolti nei villaggi trincerati sulla Murgia materana, mentre i materiali di età  storica sono stati rinvenuti nelle campagne di scavo effettuate nei pressi del medio corso dei fiumi Basento, Bradano, e Cavone-Salandrella. Osservando la ricca collezione di vasi, utensili e oggetti, talvolta sorprendenti per la loro raffinatezza, si capisce come gli abitanti considerino la loro città  la capitale della civiltà  contadina. Inoltre, Matera fu un importante punto di confluenza di un intenso fenomeno monastico a partire dall'VIII secolo, quando gruppi di monaci, perseguitati prima dal furore iconoclasta di Leone l'Isaurico e poi dagli arabi, fuggirono dalla Siria e dalla Cappadocia.

Nella particolare natura e conformazione del suolo dell'altopiano murgico, i monaci basiliani individuarono le condizioni ideali per le loro esigenze ascetiche. Più di 130 chiese rupestri sono presenti nel territorio; alcune esclusivamente ipogee; altre nelle quali la parte scavata si integra con una costruzione all'esterno. Sono luoghi di culto particolarmente suggestivi, ricchi di preziosi affreschi di fattura bizantina e latina, ancora oggi capaci di sprigionare un'atmosfera carica di religiosità .

Le ricerche archeologiche hanno dimostrato che la Civita, il nucleo più antico del complesso, è stata uno degli insediamenti preistorici dell'area materana. Quando le tribù dei villaggi trincerati della Murgia oltrepassarono il torrente Gravina stabilendosi, per maggior sicurezza e difesa, nella Civita, nacque il primo vero nucleo di Matera, successivamente fortificato con una cinta muraria. In seguito, come conseguenza dell'incremento della popolazione, fu necessario occupare anche i siti posti al di fuori delle mura, dando vita al caratteristico paesaggio dei Sassi.

Questo tessuto urbano, suddiviso tra Sasso Barisano e Sasso Caveoso, fu oggetto fino alla fine del XVIII secolo di lodi, citazioni e versi per la sua bellezza: 'Magnifico e splendido', sono le parole usate nel XII secolo dal geografo El Idrisi, per definire lo spettacolo scenografico che si mostrava ai suoi occhi.

Un giorno il destino volle cambiare questo mondo, considerato arcaico da una società  sempre più industrializzata. Furono modificate le strutture che regolavano il sistema basato sulle leggi semplici della natura: ad esempio, si sostituirono fosse, cisterne e giardini utilizzati fino a quel momento per la raccolta dell'acqua, con il più moderno acquedotto. Il delicato sistema non sopportò l'urto, reso ancora più violento da un'impennata della crescita demografica. Gli abitanti invasero ogni luogo, dai rifugi degli animali, ai granai, fino alle cisterne oramai vuote d'acqua. Matera era diventata quell'inferno dantesco descritto drammaticamente da Carlo Levi nelle pagine di Cristo si è fermato a Eboli.

Negli anni Cinquanta, una legge speciale ordinò lo svuotamento dei rioni per ragioni igienico-sanitarie. La vergogna era stata rimossa: dopo sette millenni di ininterrotto insediamento, i Sassi si trasformarono in un luogo disabitato, in un'enorme necropoli. Ma un nuovo vento soffiò su quelle grotte di tufo e il destino ritornò amico. La consapevolezza che si stava perdendo un patrimonio architettonico appartenente all'umanità  intera, produsse nel 1986 una nuova legge per salvare dal degrado i Sassi. Ora la gente si sta lentamente riappropriando dell'antico centro, in un comune cammino verso la rinascita.

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Matera a tavola

Anche la gastronomia ha risentito della storia della regione. L'arte di saper ottenere buoni sapori con ingredienti umili e dimenticati è una prerogativa della cucina lucana. I suoi piatti, sfruttando le usanze dei pastori e dei contadini, hanno sapori forti e tenaci e il profumo delle erbe selvatiche. La fama dei salumi lucani ha origini lontane, quando Varrone e Marziale ne lodavano le qualità  nell'antica Roma. Ancora oggi, in molte regioni d'Italia la salsiccia viene chiamata luganega per la semplice ragione che è una specialità  dei lucani da tempo immemorabile.

Tra i piatti tipici vanno ricordati lagane e fagioli , che la gente per devozione a san Giuseppe prepara in grande quantità  per offrirla a tutti i poveri. Lagane e ceci è un altro piatto tipico che viene comunemente chiamato dalla fantasia popolare piatto del brigante: a causa della loro ingordigia, i briganti che infestavano i boschi nella seconda metà  del XIX secolo venivano chiamati scolalagane. Per ultimo il pane, l'antico segno di una cultura contadina. Come dicono qui: 'Non c'è niente di così buono, nulla di più gradito per un materano, dovunque egli sia nel mondo, del caratteristico pane della sua città '.

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Con le numerose e vantaggiose proposte della compagnia di bandiera italiana Alitalia è possibile raggiungere facilmente, e in modo economico, numerose città  dell'Italia meridionale: Matera è velocemente raggiungibile in auto o in treno dal vicino aeroporto di Bari, il quale è collegato con comode coincidenze da Roma e da Milano, ai voli internazionali e intercontinentali dell'Alitalia.

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tel. 9247-1308

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Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017