LA MIA AFRICA

Raggiunto il Sudafrica nel 1971, Antonio Varalda si conquista la fiducia dei connazionali, divenendo ben presto presidente del Comites di Johannesburg. In questa intervista ci guida alla scoperta della comunità italiana.
09 Marzo 1997 | di

Johannesburg

Antonio Varalda vive in Sudafrica da 26 anni, ma è nato a Costanzana, in provincia di Vercelli. Dopo aver frequentato l'istituto allievi Fiat, viene assunto dalla grande impresa torinese. Fin dalla prima giovinezza, aveva però nell'animo un forte desiderio di conoscere il mondo. Lo attirò il Sudafrica e così, nel 1971, si trasferì a Johannesburg dove, grazie alla preparazione professionale ricevuta presso la scuola e gli stabilimenti della Fiat, divenne proprietario di due officine meccaniche.

In Sudafrica risiedono attualmente più di ottantamila italiani, di cui quarantamila registrati presso l'anagrafe consolare e altrettanti, di generazioni precedenti, non registrati. 'La mia esperienza migratoria si differenzia da quella di tanti altri amici - sottolinea Varalda - , in quanto io ho lasciato l'Italia per una scelta professionale. Una volta stabilitomi a Johannesburg, è stata la mia passione sportiva a motivare il mio inserimento nella comunità  italiana locale. Infatti, una volta venuto a conoscenza del club tennistico, ne divenni socio e subito dopo presidente; successivamente dovetti accettare la presidenza sportiva di tutte le attività  del club italiano. Sono state delle cariche, ma anche delle occasioni, che hanno favorito la conoscenza di tanti amici e membri di numerose associazioni della locale comunità  italiana'.

Varalda doveva essere molto apprezzato se, non appena sorsero i Comites, i Comitati degli italiani all'estero, venne eletto primo presidente di questo importante organismo partecipativo. Sono già  trascorsi dieci anni dal primo conferimento di questa carica. Nel prossimo giugno avranno luogo a Johannesburg, come negli altri paesi del mondo, le elezioni dei nuovi Comitati degli italiani all'estero, con nuovi compiti e ruoli. Antonio Varalda spera di potercisi impegnare ancora con passione ed energia, rispondendo alle attese della comunità  italiana, che ormai fa parte integrante della sua vita. Da qualche anno, ha venduto le sue due officine meccaniche e ha potuto realizzare, ad Auckland Park, uno studio di produzione televisiva, che gli permette di preparare dei programmi settimanali in lingua italiana per la televisione nazionale del Sudafrica.

Msa. Quali sono stati gli impegni e le principali iniziative del Comites di Johannesburg?

Varalda. Tenendo presente la situazione benestante della comunità  italiana, il nostro impegno come Comites non è stato di carattere assistenziale, come prevedeva la vecchia legge. I nostri connazionali residenti in Sudafrica stanno generalmente tutti bene: hanno un lavoro redditizio e possono assicurare un avvenire ai loro figli. A Johannesburg ci siamo posti come primo obiettivo la costruzione di una scuola materna per i nostri figli. Questo moderno asilo è in funzione da sei anni: può accogliere sessantacinque bambini, assistiti da maestre italiane, e costituisce il vanto di tutta la comunità , che ha sostenuto i costi per la sua realizzazione. Ci siamo posti anche un secondo obiettivo: la costruzione e la gestione di una scuola italiana.

Devo ricordare, tra le altre iniziative attuate dalla comunità  italiana, 'Casa Serena' che ospita tanti anziani italiani di Johannesburg. Penso che sia una delle più belle case per anziani esistenti al mondo. L'istituto ha ancora la fortuna di avere un sacerdote italiano per l'assistenza spirituale dei nostri anziani, e sono numerose le iniziative che animano la vita degli ospiti in occasione delle più belle feste liturgiche e di alcune significative ricorrenze civili. Un altro punto di riferimento per le associazioni, per la nostra comunità  e per tanti amici di Johannesburg è il 'Circolo italiano'. È un centro polivalente, realizzato su un area di circa quarantaseimila metri quadrati e comprende: due campi da calcio, sei campi di bocce, sei campi da tennis, una piscina olimpionica, due saloni di trecentocinquanta metri quadrati adibiti agli incontri comunitari.

Che ruolo ha la cultura italiana in Sudafrica?

Se ci riferiamo all'insegnamento della lingua italiana in Sudafrica, è doveroso ricordare innanzitutto l'impegno della 'Società  Dante Alighieri'. Grazie all'interessamento di questa benemerita associazione, sostenuta dalle autorità  consolari, nelle scuole di Johannesburg, di Città  del Capo, di Pretoria e di Durbans, si continua a insegnare l'italiano ai figli dei nostri connazionali fino al liceo. Inoltre, la lingua e la cultura italiane sono materia di insegnamento nelle sedi della Dante Alighieri, per studenti e per persone adulte di altre etnie. Tre anni fa è stato fondato a Johannesburg un 'Centro culturale italiano', che rivolge la sua attenzione alla divulgazione della cultura italiana: nell'arco di ogni anno organizza concerti, rappresentazioni teatrali, mostre di pittura e incontri con artisti e scrittori italiani o di origine italiana. Tra l'altro in Sudafrica risiedono alcuni artisti di fama mondiale, come il pittore Armando Baldinelli, che vinse due premi alla Biennale di Venezia, lo scultore Edoardo Villa e tanti altri artisti.

Quali sono gli strumenti di informazione e di collegamento con l'Italia?

Innanzitutto devo ricordare il nostro settimanale 'La Voce', diretto da Piero Porciani. Molto seguita è anche la rubrica settimanale 'Canale Italia'. È un'ora di trasmissione, presentata da Debora Boscarino, preparata nel mio studio con i programmi forniti da 'Rai International' e integrati dagli avvenimenti locali, che la rete nazionale Sbs trasmette, non solo per la comunità  italiana ma per tutta la popolazione del Sudafrica e dei Paesi vicini. Gli italiani hanno un costante bisogno di essere informati sulle realtà  sociali, politiche e religiose che riguardano l'Italia; hanno soprattutto un forte interesse per i momenti e gli eventi culturali.

Il nostro programma può essere definito: 'Sessanta minuti di italianità ', e molti sono i connazionali che si congratulano per questa trasmissione, attraverso la quale possono essere aggiornati sui maggiori avvenimenti legati alla più bella immagine dell'Italia nel mondo: dalle mostre di pittura e scultura, agli incontri letterari; dai concerti della Scala a quelli dell'Opera di Roma o del San Carlo di Napoli; dalle sfilate di moda italiana, alle partite di calcio o agli altri avvenimenti sportivi. È interessante notare che il programma è seguito da molti cittadini del Sudafrica non italiani: è dunque un'occasione per promuovere la nostra lingua e la nostra cultura.

Che cosa l'ha colpita di più del recente convegno mondiale dell'informazione a Milano?

A Milano, più di un intervento si è soffermato sull'informazione di ritorno: l'informazione, cioè, che dalle comunità  italiane all'estero si dirige verso l'Italia. Posso confermare, anche dalla mia esperienza, che gli italiani residenti nella penisola, non conoscono e tanto meno seguono fatti e avvenimenti che coinvolgono milioni di connazionali residenti nel mondo. Quello dell''altra Italia' è un potenziale non conosciuto e non valorizzato, di rapporti umani, fonte di informazione e di contatti a ogni livello. Sembra che all'Italia non interessi che tanti suoi figli all'estero le facciano onore!

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017