La tv dei cattolici

È partita volutamente in sordina, perché non vuole promettere più di quel che può dare e vuole crescere dal basso, ma l’emittente è una realtà ricca di avvenire. Lo afferma Dino Boffo, direttore del telegiornale.
07 Giugno 1998 | di

È già  tempo di bilanci per 'Sat 2000', la nuova tv via satellite dei cattolici italiani partita il 9 febbraio scorso. Questi primi mesi di attività  sono stati molto intensi, ricchi di progetti e di sperimentazioni. Con un solo obiettivo: proporre una televisione 'diversa', fuori dal coro, che punti tutto sulla qualità  e sui valori.

Ne parliamo con Dino Boffo, direttore di 'Tg 2000', il notiziario dell'emittente. Incarico che ricopre insieme a quello di direttore di 'Avvenire', il quotidiano nazionale promosso - come la stessa 'Sat 2000' - dalla Conferenza episcopale italiana.

 

Msa. Direttore, in Italia sono ancora molto poche le case dove si guarda la tv via satellite. Secondo gli esperti, sarà  questo il futuro della televisione, ma non le sembra che 'Sat 2000' abbia voluto anticipare un po' troppo i tempi?

Boffo. I vescovi italiani si sono fatti interpreti di un sogno antico: una tv di ispirazione cattolica, al servizio della comunità  ecclesiale e dell'intera società . Oggi, questo sogno è stato reso possibile grazie alla tecnologia satellitare e digitale, che ha costi minori rispetto a quella via etere e analogica. Questo dobbiamo dirlo forte: oggi i cattolici hanno una tv che li esprime, ma soprattutto che dà  diritto di cittadinanza nel mondo dell'informazione a quegli aspetti della realtà  e dell'attualità  che le logiche di mercato tagliano fuori perché non funzionali a interessi economici e politici.

È così che 'Sat 2000' si propone come una tv davvero nuova. Prima di tutto per il suo carattere sovranazionale: il segnale può essere captato in tutta Europa e in tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. C'è persino una tv cattolica libanese che ritrasmette il nostro Tg con i sottotitoli. Penso anche agli italiani all'estero, ai missionari, ai professionisti che viaggiano continuamente. Quindi è una tv al servizio di una visione realmente 'cattolica', universale, della vita. Inoltre, come lei ha ricordato, il satellite abbinato al linguaggio digitale è ormai il futuro delle telecomunicazioni: gli esperti ci dicono che in 10-15 anni le attuali antenne terrestri saranno sostituite da antenne satellitari. È, quindi, una tecnologia con il vento in poppa.

 

A parte 'Avvenire', non le sembra che la programmazione di 'Sat 2000' non sia molto seguita e pubblicizzata dagli altri organi d'informazione cattolici?

La comunità  cattolica italiana si è lanciata in questa nuova straordinaria avventura televisiva con grande spirito di umiltà  e di austerità . Non vogliamo imporci dall'alto ma crescere dal basso. Non ci interessa una pubblicizzazione sopra le righe, strombazzata. Ci interessa crescere giorno per giorno, consapevoli che delle risorse impegnate in questo progetto dobbiamo rendere conto a un'opinione pubblica giustamente esigente. Credo che l'interesse della stampa cattolica e di tutta la chiesa sia comunque forte, se penso che in pochi mesi hanno chiesto di ritrasmettere parte della nostra programmazione oltre 80 emittenti tv via etere. Dalle lettere ai settimanali diocesani e dalle tante telefonate che riceviamo al nostro numero verde [vedi nel riquadro, ndr] ci rendiamo conto che c'è un pubblico affezionato, attento, maturo. E che segnala le eventuali 'incompatibilità ', avanza proposte, segnala qualche limite. Un controllo dal basso, spontaneo, di cui teniamo molto conto.

Alcune trasmissioni si sono attirate l'accusa di essere troppo lunghe e seriose. Crede che si debba correggere il tiro?

All'inizio e alla fine delle trasmissioni quotidiane, ci teniamo a precisare che queste sono 'sperimentali'. In questa prospettiva, stiamo mettendo a punto una nuova formula, anzi un nuovo genere, quello dello 'spettacolo culturale'. È ovvio che occorre del tempo per trovare il punto di equilibrio fra esigenze diverse: cultura e intrattenimento, parola e immagine, ritmo e approfondimento. Lo stiamo facendo, tenendo fermo un punto che per noi è fondamentale: siamo alternativi ma non concorrenziali. La battaglia dell'audience non ci sfiora minimamente. Non siamo mossi da logiche commerciali, di mercato. Vogliamo una tv di qualità , un tv di valori. Una tv-oasi, dove una famiglia può trascorrere una serata diversa, ma non una tv-nicchia, dove i cattolici si arroccano sulle loro certezze. Una tv che fa respirare l'anima ma non è bacchettona. È quello che tentiamo soprattutto con il notiziario. Secondo la nota legge dei mass media un fatto esiste solo se ne parla la televisione. Ebbene, ci sono fatti - sociali, culturali, ecclesiali, internazionali - che noi ci incarichiamo di far 'esistere': la solidarietà , la vita delle missioni, l'inquietudine religiosa dei giovani... e gli esempi potrebbero continuare all'infinito.

 

'Sat 2000' ha bisogno di crescere e di farsi conoscere. Vuole rivolgere un 'appello' al mondo cattolico?

Non credo di avere titoli per lanciare appelli. Posso solo dire che secondo me è necessario vivere la nostra condizione di minoranza come una chance, un opportunità  ricca di sviluppi e di promesse. Siamo lanciati su una nuova frontiera: domani, ogni parrocchia, ogni condominio, ogni punto di aggregazione avrà  un'antenna

Passa per il satellite il futuro delle telecomunicazioni mondiali. Sarà  grazie a lui che potremo navigare su Internet davanti al computer e avere a disposizione una scelta incredibile di canali davanti al nostro televisore. Grazie, infatti, alla compressione numerica del linguaggio digitale (dall'inglese digit, cifra), al posto di un solo canale possono oggi viaggiarne otto. In futuro addirittura 32. Avremo a disposizione, in un domani ormai non lontano, un'offerta televisiva senza precedenti: reti nazionali e internazionali, canali generalisti e tematici. La scommessa della tv satellitare si gioca, oltre che sulla qualità  delle immagini, proprio su questa ricchezza contenutistica: canali all news e cartoni animati, sport e istruzione universitaria, informazioni meteo e film. Ognuno di noi potrà  scegliere di seguire il palinsesto di una tv generalista oppure crearselo da solo, in base ai propri gusti e alle proprie esigenze.

Per questo 'Sat 2000' ha chiamato a collaborare professionisti di prim'ordine, a cominciare dal direttore dei programmi, Emanuele Milano, con una lunga esperienza alle spalle, prima alla Rai poi a Tmc. Ma anche Pupi Avati, Sergio Zavoli, Ermanno Olmi, Luigi Accattoli, Giovanni Minoli, Luca Goldoni, Michele Santoro. Il direttore di produzione è Gianfranco Mugerli.

Nel palinsesto della tv satellitare cattolica c'è una chicca assoluta: il primo rotocalco d'informazione televisiva 'firmato' dal Vaticano. Si chiama 'Octava dies' ed è realizzato dal Ctv (Centro televisivo vaticano). Va in onda il sabato pomeriggio e la domenica dopo l'Angelus papale, ritrasmesso poi dalle altre emittenti via etere. 'Mezz'ora di notizie e commenti sull'attività  del papa e della chiesa nel mondo - ci ha detto il direttore del Ctv, don Ugo Moretto - con l'occhio attento a quell' 'ottavo giorno' della risurrezione che per i cristiani è l'unico, vero punto di vista dal quale analizzare e giudicare la cronaca di tutti gli altri sette giorni'.

Per seguire i programmi di 'Sat 2000' è necessario possedere un'antenna parabolica orientata su Eutelsat 13° Est. Si potranno vedere, oltre a 'Sat 2000', che è offerta gratuitamente, i programmi della Rai, di Mediaset e di Tmc, oltre ai tre canali satellitari del servizio pubblico (RaiSat1, 2 e 3 e i programmi universitari del corsorzio Nettuno: tutti a canone zero), più alcune emittenti internazionali (i canali satellitari di Telepiù sono a pagamento e hanno necessità  di un decodificatore per essere visti).

Per chi abita in un condominio o in un centro storico la soluzione più conveniente (sia per ridurre le spese che per evitare il fenomeno di 'parabola selvaggia' che deturpa l'ambiente) è l'impianto centralizzato. Da qualche mese la Rai sta portando avanti una vasta campagna in questo senso, con l'appoggio tra l'altro delle associazioni nazionali dei comuni e degli amministratori condiminiali. Ogni condomino dovrà , poi, avere in casa un apposito ricevitore che traduce il linguaggio digitale (fatto di bit, come per il computer) al televisore, che conosce solo quello analogico.

Finora le 'famiglie digitali' in Italia sono 350 mila (dato riferito ad aprile 1998), ma il loro numero aumenta in modo impressionante. Chi non ha la parabola, può comunque seguire almeno una parte dei programmi di 'Sat 2000' grazie alle emittenti che li ritrasmettono via etere, cioè grazie alla comune antenna. Sono più di 80, secondo i dati di aprile, ma in questo mese di giugno sono diventate sicuramente molte di più; lo stesso discorso vale per le oltre 170 emittenti che, invece, ritrasmetteno alcuni segmenti del palinsesto della radio satellitare 'Blu Sat 2000'. Sono emittenti cattoliche o, comunque, a diffusione territoriale. Per queste ultime l'unica 'condizione' posta è la compatibilità  dell'ispirazione cristiana con il resto del palinsesto. Fra le principali ricordiamo: Telechiara, Telepace e Telenova. Ad esempio, Telepace ritrasmette ogni giorno il contenitore '120 minuti', dalle 10 alle 12, e ogni sera in diretta, dalle 19,45 alle 20,30, il 'Tg 2000', condotto da Monica Di Loreto e Amerigo Vecchiarelli, e seguito dalla rubrica 'Punto di vista'.

Per maggiori informazioni, si può chiamare, dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì, il numero verde: 1678/48011.

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017