Natività per tutte le stagioni

L’autore ha costruito, anno dopo anno, una città immaginaria popolata da mille personaggi, rendendola viva e attuale.
18 Novembre 2003 | di

FOGGIA
È stato soltanto il caso e l";amore per la ricerca di cose e sensazioni nuove e inedite che mi ha fatto imbattere in un personaggio senza dubbio fuori dal comune come Michele Clima. Si tratta di un artista dalle tante sfaccettature che crea personaggi legati a certi avvenimenti e alla storia, e che ama ricreare dal nulla scene di vita che illustrano un mondo ricco di ricordi, tradizioni e valori. Egli è riuscito a ricreare, nei minimi particolari, angoli caratteristici e dimenticati di stradine abbandonate, piazze, vicoli, negozi, insegne dove tutti parlano il linguaggio di un passato proiettato nel presente. Su tutte le sue realizzazioni, domina una delle scene che oltre a rappresentare il grande evento della «Natività Â», tocca il cuore dell";uomo: il presepe.
Michele Clima è un giovane avvocato di successo che vive a Foggia, in Puglia, e coltiva l";hobby della creazione e realizzazione dei presepi. E i presepi li colloca nelle grotte, nei vicoli, o addirittura nelle piazze dove si svolge la vita cittadina arricchendo quelle scenografie con personaggi, oggetti o rudimentali mezzi di trasporto, insomma tutti gli ingredienti che caratterizzano un paese d";altri tempi. Egli costruisce tutto in miniatura. Ha già  esposto i suoi presepi che fanno parte di ampie scenografie, in varie città , riportando sempre grandi successi.
È un accorto studioso della rappresentazione della Natività , soprattutto della grande tradizione presepistica napoletana. È socio fondatore dell";Associazione Presepistica «Daunio», e socio dell";Associazione Italiana Amici del Presepio.
Scorrendo insieme a lui oltre un centinaio di diapositive che illustravano eloquentemente il suo decennale lavoro speso a creare presepi, piazze e personaggi d";ogni specie, ho potuto constatare che dietro alle sue innate capacità  di vero artista, c";è una lunga ricerca e un accurato studio per abbinare il Natale alle vicissitudini della sua terra.
Msa. Come percepisce il Natale?
Clima. Il Natale oltre ad essere un avvenimento alla base della nostra religione, è il simbolo di una grande aggregazione sociale. Il Natale rappresenta la famiglia che è al centro del vivere umano. Io penso che il Natale, collocato in una certa stagione dell";anno, cammina di pari passo con le stagioni dell";uomo.
Che valore ha il dicembre natalizio nel grande palcoscenico della vita?
Dicembre è il mese dell";introspezione dell";uomo che, davanti alla santità  del Natale, fa il suo esame di coscienza; ma è anche il mese dell";aggregazione: la famiglia si riunisce per ritrovarsi e per rinnovare i sentimenti che uniscono i vari membri; farsi coraggio per vincere le tante paure.
Quali paure?
L";uomo è rincorso da tante paure che sono antiche e nuove connaturate con la sua esistenza. Parliamo di solitudine, di abbandoni, del buio dei sensi e del buio dell";anima. E l";uomo si raccoglie intorno al presepe per superare, con la visione dell";uomo-Dio che viene sulla terra, tutte queste paure. Il presepe, in questa visione laica del vivere umano, aggrega e conferisce luce al nostro universo di vita in comune. Una luce che inizia con la festa di Santa Lucia, patrona della luce, e continua con i fuochi dell";Immacolata Concezione per raggiungere il suo apice col Natale. E questa luce continua a brillare con l";Epifania e addirittura con la Candelora.
Che cosa rappresenta per lei il presepio?
Il presepio è la ricerca di un";espressione creativa che mira a scoprire, a mostrare e a confermare certi importanti valori che sono parte dell";umanità  dell";uomo. Il mio è un presepio alla napoletana che non si esaurisce con il Natale ma si trasferisce in tutte le stagioni della vita perché conferisce validi spunti in tutte le stagioni della vita. Esso trova ispirazione nella realtà  di tutti i giorni ma alcune volte è anche il contrario: è la realtà  che si ispira alla rappresentazione del presepio.
Nelle sue opere, lei ha cercato sempre degli spunti per unire il presepio alla storia. Come mai questo connubio?
Il presepio, come noi lo intendiamo oggi, è storicizzato perché impone una visione del mondo antico, ossia dei tempi di Gesù, che ha il suo fascino. Se la storia è maestra di vita il presepio rappresenta un valido pretesto per conoscere la storia dei costumi, delle credenze,delle usanze e anche del senso d";appartenenza.
Come le è venuta in mentre l";idea di costruire e rappresentare il presepio nelle sue varie forme e dimensioni?
Allestire i presepi era una tradizione di famiglia. Poi, il gusto della rappresentazione, della scenografia, insieme ad una certa maturità  culturale, mi ha portato a creare qualcosa di diverso, ed è nata in me l";idea della città  incantata.
In che cosa consiste questa città  incantata?
Si tratta di una città  immaginaria, con le sue strade, le sue piazze, i suoi vicoli, che sotto molti aspetti ha dei riferimenti con la mia città  natale ma che ha un unico denominatore: la rappresentazione del presepio che io colloco in varie parti di essa; una volta in una piazza, ora in un vicolo, un";altra volta su un carretto, e così via.
E perché la chiama «città  incantata»?
Quello che mostro sono visioni che, come un incanto, rivivono nella mia immaginazione, e io le uso nel tentativo di ricostruire una città  scomparsa non solo nei luoghi ma anche nei suoi protagonisti. Poiché esse sono accompagnate anche da un certo spessore emotivo, danno vita a quella specie di incantesimo che si riconosce attraverso le varie scene rappresentate. In quest";ottica ho ambientato la Natività  che è un concetto universale che appare ora in un borgo antico, ora su di un carro itinerante e ora nel cuore della vecchia città  che si specchia nell";incanto di quella luce. E attraverso di essa sono sempre andato alla ricerca dell";uomo.
Il presepio è nato per la prima volta da una visione di San Francesco, e ha rappresentato sempre una fonte d";ispirazione per tutti coloro che hanno creduto e credono nella venuta di Cristo sulla terra. E come tale, da sempre, è stato rappresentato in vari modi e sotto varie denominazioni consolidando, negli anni, il suo fascino che, al di là  del suo valore sacrale, rappresenta un punto di partenza e d";aggregazione per la famiglia.
Quanti presepi ha costruito fino ad ora?
Almeno sette di ampie dimensioni che occupano sempre spazi più ampi e consistenti. E sono stati sempre esposti.
Quali sono le prospettive per il futuro?
Per il futuro ho tanti progetti da realizzare sempre con l";obiettivo di migliorare la mia arte. Continuo sempre a ricercare nuove soluzioni per completare un panorama appena iniziato. Penso che nella mia città  c";è ancora tanta storia da scoprire e tanti presepi da costruire.        
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Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017