Nuova vita a Mvimwa

Portato a termine, in Tanzania, il progetto «Nascere in sicurezza e Riqualificazione del dispensario». Una realtà ospitata all’interno di un monastero benedettino e a servizio di oltre 20 mila persone di dieci differenti villaggi.
16 Dicembre 2020 | di

Un inno alla vita, sempre. Sin dal suo inizio, da quando la creatura vede la luce del mondo. È un’atmosfera piena di gioia quella che si vive nel dispensario di Mvimwa, provincia di Sumbawanga (Tanzania). Qui, quotidianamente, le donne con i propri bambini ricevono assistenza e cure, attorniate dal personale medico e paramedico. Il bacino di utenza è di oltre 20 mila persone, provenienti dai dieci villaggi limitrofi. Dovrebbe essere normalità, ma non è sempre così in zone come questa, piagate da fame ed estrema povertà.

Ad animare questo importante centro sanitario sono i monaci dell’abbazia benedettina di Mvimwa, al cui interno ha sede la struttura. In questo luogo di preghiera e di lavoro – nello spirito della Regola del fondatore san Benedetto, Ora et labora –, novantasei monaci hanno inserito nel loro impegno quotidiano quello della cura e dell’attenzione alla salute del prossimo.  E con la loro presenza svolgono un ruolo sociale di primaria importanza sul territorio. In questo esemplare contesto operano da tempo un medico monaco, un medico laico che vive con la propria famiglia all’interno del monastero, tre infermiere laiche specializzate, e sei persone di supporto. Un’équipe di specialisti e operatori sanitari che hanno fatto del proprio lavoro una vera e propria missione.

Il dispensario accoglie ogni giorno circa 200 persone: malati e familiari, pazienti per analisi e ritiro farmaci, vaccinazioni, parti, controlli della crescita, piccoli interventi chirurgici. «Qui le persone vivono in condizioni molto precarie – scriveva un anno fa il benedettino padre Lawrence Samson Ntiyakila, responsabile del progetto –. Nelle case mancano acqua e luce. La pavimentazione è inesistente». Una situazione resa ancor più difficile a causa del lockdown per il covid-19 imposto dalle autorità della Tanzania.

Per questo Caritas sant’Antonio, grazie al contributo di tanti generosi sostenitori, ha voluto portare il suo aiuto, finanziando, con 40 mila euro, parte del progetto «Nascere in sicurezza e Riqualificazione del dispensario». Costruito oltre vent’anni fa senza criteri di sicurezza sanitaria, il centro ospitato all’interno dell’abbazia benedettina risultava ormai inadeguato anche per numero di posti letto, mancanza di bagni e di una struttura mensa. I monaci hanno quindi deciso, con l’aiuto della popolazione locale, di mettere mano al vecchio complesso sanitario, per un ampliamento e una nuova organizzazione. La prima parte del nuovo dispensario, che ospita oggi il reparto di maternità, pediatria e neonatologia, è stata interamente costruita al grezzo dalla comunità monastica e da lavoratori locali.

La gioia delle donne

Con il contributo di Caritas sant’Antonio, il nuovo dispensario è stato successivamente completato ed è ora realtà. L’attuale struttura ha una superficie complessiva di circa 700 mq, di cui 500 occupati dal reparto maternità e 200 dal reparto pediatrico e di neonatologia. Otto nuovi letti saranno dedicati interamente alle partorienti. Allestite anche sale travaglio e parto, bagni e locali con doccia, lavanderia. E ancora: è stata avviata l’installazione di un sistema di pannelli solari, per assicurare energia elettrica per le attrezzature medico-sanitarie e acqua calda per le varie necessità. Realizzata, inoltre, un’aula didattica per insegnare alle neomamme le regole primarie dell’igiene e le modalità di nutrizione.

Un servizio alla vita nascente che diventa, in questo periodo natalizio, ancor più motivo di gioia per la popolazione locale e per quanti hanno contribuito alla sua realizzazione. «La separazione del reparto maternità dal dispensario esistente – spiega padre Lawrence − limiterà il rischio di contaminazione delle mamme e neonati con il resto dei pazienti, di disporre di un ambiente igienico-sanitario adatto alle partorienti e ai bambini e di allargare il numero di letti nel dispensario attuale».

Le donne che frequentano il nuovo dispensario ringraziano per i servizi offerti e l’assistenza ricevuta. E per l’attenzione riservata anche ai propri familiari. Solitamente le giovani mamme hanno al seguito la madre o le donne di famiglia, che rimangono con loro per tutto il tempo del ricovero. Cucinano, mangiano e dormono come possono, in situazioni precarie, per garantire supporto alla neo mamma.

«Con il nuovo reparto maternità abbiamo allestito una stanza del vecchio dispensario per dare alloggio ad almeno un parente, utilizzando i vecchi letti che si sono liberati – informa il responsabile del progetto −. Stiamo valutando anche alcune soluzioni per garantire il cibo ai parenti, offrendo loro un pasto da consumare seduti a piccoli tavoli in un locale ricavato vicino al dispensario».

«Nascere in sicurezza» non è solo il nome di un progetto, ma lo spirito nuovo con il quale vivere l’evento più importante per una donna, una famiglia, un’intera comunità. Perché ogni giorno si ripeta la gioia del Natale.

 

Segui il progetto su www.caritasantoniana.it

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Data di aggiornamento: 16 Dicembre 2020
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