O tedeschi o stranieri

Svanita l’attesa legge sulla doppia cittadinanza, il legislatore ne ha varata un’altra che non soddisfa le comunità etniche. Ecco le conseguenza della nuova normativa.
03 Luglio 1999 | di

Il primo gennaio prossimo entrerà  in vigore nella Repubblica Federale Tedesca il nuovo diritto di cittadinanza. Il principio sul quale tale diritto si basa è il cosiddetto Jus Soli, o diritto di suolo. Esso prevede che un bambino nato in territorio tedesco possa ottenere la cittadinanza del Paese di nascita anche se proviene da una famiglia di stranieri. Il principio sostituisce il vecchio Jus Sanguini  , secondo cui solo chi proviene da una famiglia tedesca (cioè da sangue tedesco) può avere la cittadinanza tedesca. Secondo la nuova legge, quindi, un bambino nato da genitori stranieri ha il diritto di avere - se vuole - la cittadinanza tedesca se uno dei genitori è residente da almeno otto anni in Germania, e se lo stesso genitore è in possesso da almeno tre anni di regolare permesso di soggiorno a scadenza illimitata, oppure se è in possesso del «diritto» al soggiorno. Non può avere, però, tutte e due le cittadinanze. Allo scadere del ventitreesimo anno di età , infatti, il ragazzo o la ragazza devono scegliere, perché scatta il cosiddetto obbligo di opzione. Il giovane o la giovane devono cioè optare o per la cittadinanza di origine o per quella tedesca. L'una esclude l'altra. La legge non prevede la doppia cittadinanza oltre il ventitreesimo anno di età , che avrebbe permesso ai cittadini stranieri qui residenti di votare sia in Germania che nel loro Paese di origine. È una cosa buona questa o no? E quali sono i vantaggi e gli svantaggi? Cominciamo con i vantaggi. La nuova legge proteggerà  i giovani che scelgono il passaporto tedesco dal rischio di espulsioni coatte, che stanno diventando in Germania molto frequenti, sia per ciò che riguarda i carcerati, sia per ciò che riguarda coloro che vivono di sostegno sociale o che hanno pochi mezzi. Con la nuova legge, poi, i giovani avranno il diritto di votare nel Paese in cui sono nati. E questo è senz'altro un passo verso la democrazia e la partecipazione.

Contropartita è che gli stessi giovani debbano rinunciare alla cittadinanza dei genitori. Qui entriamo piuttosto nella categoria degli svantaggi, che vogliamo enucleare. Non diminuiranno, temiamo, i problemi ormai strutturali dei giovani stranieri qui in Germania; problemi legati in particolare a nodi non sciolti per quello che riguarda la questione dell'identità . Ci riferiamo all'insuccesso scolastico, all'alto abbandono scolastico, alla insufficiente formazione professionale, e quindi all'alta disoccupazione. Temiamo non saranno risolti i nodi del pendolarismo scolastico. Chi va male nella scuola tedesca verrà  mandato ancora in Italia dai nonni per il diploma di terza media, con il risultato che il ragazzo non riuscirà  a inserirsi bene in nessuno dei due ambienti. Tutte queste cose con ogni probabilità  rimarranno. Non saranno però più «tipiche» dei giovani stranieri. Quei dati saranno probabilmente annegati nei dati generali dei giovani tedeschi, alla lunga non esisterà  più, o quasi, la categoria del «giovane straniero». Non solo: il giovane straniero avrà  sempre più l'impressione che la sua identità , la sua lingua, la sua cultura di origine siano un impedimento o almeno un ostacolo alla sua «integrazione» in Germania, quindi tenderà  sempre più a vergognarsene.

 Per ciò che riguarda gli adulti stranieri nella Repubblica Federale, le cose rimarranno più o meno come prima: costoro non voteranno né per il Parlamento federale, né per i Parlamenti regionali tedeschi, nei quali vengono elaborate molte delle nuove leggi soprattutto per quello che riguarda la scuola e l'istruzione. E fino a quando non si voterà  in Italia, questa gente rimane politicamente invisibile nel senso letterale del termine. La comunità  italiana in Germania viaggia ora verso le 640.000 unità ; è l'unica comunità  italiana nel mondo con una tendenza alla crescita e con nuovi arrivi dall'Italia. Questa situazione di non rappresentanza politica né in Italia né in Germania diventa quindi sempre più intollerabile.

Anche gli adulti stranieri possono ottenere il passaporto tedesco, rinunciando a quello italiano. Sono esclusi dalla cittadinanza, però, i fruitori di sostegno sociale e coloro che hanno avuto condanne. Questo era noto già  nell'accordo di coalizione firmato il 20 ottobre 1998. C'è però un'altra novità  spiacevole: l'introduzione di una soglia obbligata di conoscenza della lingua. E anche questo penalizza gli sfavoriti. Non sappiamo ancora come verranno strutturate le prove d'esame. Dubitiamo, in ogni caso, che chi ha imparato il tedesco sulla strada, al negozio, in fabbrica, come è per gran parte dei vecchi emigrati, possa superare una qualsiasi prova codificata, pur avendo, magari, anche un vocabolario molto ricco. Quello della lingua è un grande problema in Germania per chi non ha frequentato le scuole in questo Paese, e su quella soglia, il governo federale ha voluto fermare quei vecchi emigrati i quali, per un motivo o per l'altro desideravano la cittadinanza tedesca.

Dicevamo che la legge non ha accontentato nessuno, a parte forse i liberali, i quali, pur non facendo parte del governo, hanno visto premiare gran parte della loro proposta di legge, a causa delle alchimie politiche del Parlamento. Non sono contenti anzitutto gli stranieri. Infatti si stanno moltiplicando in Germania le prese di posizione di varie associazioni di stranieri contro la legge approvata. Tra gli altri, il portavoce della comunità  turca in Germania ha fatto rilevare che la legge lascia più o meno le cose come erano prima (ma allora a che serve fare una legge?). Della stessa opinione sono anche molti italiani: il cambio di definizione (Jus soli) è in realtà  una maniera gattopardesca di manovrare la politica: cambiare tutto perché tutto rimanga come prima.


     

  I punti principali della nuova legge sulla cittadinanza                                                                               

     

  Cittadinanza per diritto di nascita
Un bambino nato da genitori stranieri può avere la cittadinanza tedesca a patto che almeno uno dei due genitori sia in possesso di un permesso di soggiorno a scadenza illimitata da almeno tre anni, o di un diritto di soggiorno. I bambini che all'entrata in vigore della legge non hanno ancora compiuto dieci anni, hanno anch'essi diritto all'usufrutto della normativa; diritto che deve essere attivato entro un anno.   

  Obbligo di opzione
        Tra il 18° e il 23° anno di età  i giovani devono scegliere se mantenere la cittadinanza dei genitori o acquisire quella tedesca. Prima di tale scadenza il giovane può mantenere una doppia cittadinanza. Chi richiede la cittadinanza tedesca deve provare all'autorità  preposta di non possedere più la cittadinanza e quindi il passaporto di origine.

     Richiesta di cittadinanza per cittadini stranieri adulti
          Gli adulti stranieri possono richiedere la cittadinanza tedesca. In questo senso è diminuito il periodo di attesa da 15 a 8 anni. Però il cittadino straniero che vuole ottenere questo diritto deve dimostrare di essere in grado di mantenersi da solo (non può essere fruitore di sostegno sociale o di assegno di disoccupazione), e deve dimostrare di conoscere i fondamenti della lingua tedesca.

  Esclusioni dal diritto di cittadinanza
        Sono esclusi dal diritto di cittadinanza quei cittadini stranieri che hanno, o hanno avuto in passato, condanne penali di qualsiasi natura, e quei cittadini il cui comportamento li pone al di fuori dei principi fondamentali della Costituzione.

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017