Pedalo dunque sono

Sono quasi 6 milioni gli ex-automobilisti che, in 10 anni, hanno «appeso l’auto al chiodo» scegliendo per i loro spostamenti quotidiani la bicicletta. E, da Nord a Sud, sono oltre 18 mila i chilometri di percorsi ciclabili per tutti i gusti e le età.
18 Luglio 2015 | di

Com’è bella l’Italia che pedala. Centri storici sempre più a misura di bici. Un numero crescente di «biciclettari» metropolitani, ma anche di servizi per il bike-sharing che si stanno diffondendo fin nelle piccole città. Stradine di campagna appena fuori porta invase, nei fine settimana, da un’ondata di cicloturisti. Siamo sempre più un Paese su due ruote. E non è solo una frase retorica. Al recente VeloLove, festival nazionale dei ciclisti urbani, che tra maggio e giugno propone appuntamenti per amanti della bicicletta, erano in migliaia.
Per rendersi conto di tanta passione e del cambiamento degli stili di vita in corso, basta mettersi in sella in una qualsiasi domenica mattina e osservare, insieme al paesaggio, i compagni di viaggio: chi ti incrocia, chi ti sorpassa, chi ti saluta. Tutti rigorosamente in bici. C’è il cicloturista solitario che non rinuncia all’abbigliamento tecnico; ci sono coppie allegre e scanzonate. E ancora: giovani e anziani, magri e in sovrappeso, intere famiglie ben equipaggiate, a cominciare dal casco per i più piccoli. Insomma, c’è il mondo intero, variegato e, per una volta, «lento».
 Andare in bici fa bene
Muoversi in bici è comodo e veloce, ma prima ancora fa bene. La bicicletta è un ottimo mezzo per combattere la sedentarietà, oltre a essere un’attività adatta a persone di ogni età, dai bambini, nei quali favorisce lo sviluppo armonico, fino agli anziani, dei quali salvaguarda l’autonomia funzionale aiutando a prevenire le malattie dell’invecchiamento. La Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) sta dando un rilevante contributo per contrastare l’inattività fisica, come segnalato nel suo approfondimento su «Mobilità, bici e salute». Fiab ha anche monitorato i percorsi ciclabili: in Italia sono almeno 18 mila i chilometri di piste, incluse semplici strade secondarie, a basso traffico e sicure, oltre a tracciati sul sedime di ferrovie dismesse. Rete Bicitalia ha individuato cinquanta itinerari di qualità praticabili da tutti. «Chi ha le maggiori necessità sono le famiglie – spiega Giulietta Pagliaccio, presidente di Fiab –: sicurezza, accessibilità, facilità dei percorsi. I migliori? Senza far torto a nessuno, quelli del Trentino. Sono i più fruibili, anche perché sono tra i primi cui è stata applicata l’intermodalità, ossia la possibilità di usufruire di servizi a supporto, come il treno o il bus, per tornare al punto di partenza».
 
Nel panorama italiano non mancano, però, anche nodi da sciogliere. Tra questi il controsenso ciclabile, applicato invece in gran parte d’Europa. «I ciclisti dovrebbero potersi muovere nelle strade a senso unico in entrambe le direzioni di marcia – aggiunge la presidente Fiab –, mantenendo il vantaggio della bicicletta nella rapidità di spostamento. I benefici sarebbero enormi a costi ridotti. Un esempio: Bruxelles. Aveva una rete per le bici modesta. Poi, grazie all’introduzione del controsenso ciclabile, ha messo in collegamento i vari percorsi creando una rete diffusa».
 Itinerari per tutti
Tanti gli itinerari che, da Nord a Sud dello Stivale, possono essere percorsi, in tranquillità e sicurezza, da famiglie, bambini e anziani. Molto più accessibili al Nord e al Centro, spesso con maggiore difficoltà e lunga percorrenza al Sud.
 - VALSUGANA. Numerosi i percorsi ciclabili che è possibile percorrere in Trentino, regione al top nel cicloturismo. Tra gli itinerari va segnalato, per accessibilità e qualità dei servizi, quello della Valsugana. Si parte dal lago di Caldonazzo, in Comune di Pergine Valsugana (Trento), per arrivare, toccando vari paesi, fino a Bassano del Grappa (Vicenza). Il percorso, in buona parte su pista ciclabile asfaltata, costeggia il fiume Brenta. È percorribile da ambo i lati e, prenotando anticipatamente, si può usufruire del servizio «treno+bici». Info: www.piste-ciclabili.com/itinerari/83-itinerario-della-valsugana
 - ASSISI-SPOLETO. Il percorso proposto si trova in Umbria ed è tra quelli più pianeggianti e adatti a tutti. Si parte da Assisi e si arriva a Spoleto (PG). Si sviluppa in parte su strade secondarie e in parte in sede propria, per 51 chilometri. Avvio da piazza Unità d’Italia, sotto la Basilica di San Francesco, per raggiungere, attraverso una strada secondaria tra il verde dei campi, la Basilica di Rivotorto, al sesto chilometro. Si può pedalare in tranquillità fino a Cannara (città famosa per la prelibatezza delle cipolle), al chilometro 14. Da qui, in un’alternarsi di stradine secondarie e tratti di pista ciclabile, si arriva a Bevagna (siamo al chilometro 23), dove ci si può fermare per una visita al bellissimo centro storico medievale. I più allenati possono proseguire poi fino a Spoleto, rientrando in giornata lungo lo stesso percorso. Info: www.umbriabike.eu
 - CICLOVIA ALPE-ADRIA. È stata da poco eletta «Ciclovia dell’anno». Collega Grado (GO) a Salisburgo (Austria). Sono 425 km percorribili in una settimana, anche a piccole tappe. Da Salisburgo, città di Mozart, o viceversa, il percorso attraversa le valli del Salzach e di Gastein toccando varie cittadine al confine italo-austriaco. In territorio italiano, si snoda in parte sul tracciato della vecchia linea ferroviaria dismessa, quindi da Tarvisio tocca Gemona, Udine, Aquileia e infine Grado, sull’Adriatico. Info: www.alpe-adria-radweg.com
 
- Grabike. A Roma sono state tracciate tre GraBike (small, medium e large) dentro e intorno alla città. Sono tre ciclotour di «taglie» diverse, accessibili a tutti: bambini e famiglie, ciclisti alle prime armi e frequent bikers. La GraBike storica (small) è un breve e facile percorso per le vie del centro storico. La GraBike archeologica (medium) interessa il Parco regionale dell’Appia Antica. La GraBike naturalistica (large) è più una visita guidata, lunga 40-50 km, attraverso Villa Borghese e Villa Ada per poi seguire il corso dei fiumi: prima il parco dell’Aniene, poi quello della Caffarella, dove scorre l’Almone, e infine il Tevere fino a piazza del Popolo. Info: velolove.it/wordpress/portfolio/grabroma/
 
- ACQUEDOTTO PUGLIESE. Inaugurata un anno fa, la pista di 11 km si snoda lungo un percorso pianeggiante sterrato e privo di difficoltà. Unico disagio il caldo dei mesi estivi. Si parte da Figazzano e si arriva a Ceglie Messapica, toccando Locorotondo, Cisternino e Ostuni, località che si trovano nelle province di Bari e Brindisi. In mezzo a trulli e macchia mediterranea, il percorso costeggia l’antico acquedotto pugliese. Lungo la pista sono state realizzate aree di sosta e messi in sicurezza i parapetti dei ponti canali che rappresentano la parte più suggestiva dell’itinerario. Info: www.bicitalia.org
 
E se, dopo aver tanto pedalato, ci avete preso gusto, potete approfondire l’argomento magari leggendo qualche libro sul tema (vedi box a lato). La bici, infatti, è una grande metafora della vita (la fatica, il rischio cadute, il piacere di arrivare...) oltre che un modo rispettoso e pacifico di rapportarsi col mondo. Sarà per questo che uno dei padri della ciclosofia (la corrente di pensiero nata attorno alla bici), Didier Tronchet, nel suo Piccolo trattato di ciclosofia, ha scritto che «la simpatia che (la bici, ndr) ispira deriva dal fatto che mai nessuna invasione è stata fatta in bicicletta».
 
 
 
ZOOMUn Paese che pedala
 
Sono quasi 6 milioni gli ex-automobilisti italiani che, negli ultimi dieci anni, hanno «appeso l’auto al chiodo», scegliendo per i loro spostamenti quotidiani la bicicletta. Nell’indagine (Audimob, maggio 2015) l’Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) rileva che ben il 76,7 per cento degli italiani è favorevole a investimenti pubblici e politiche di sostegno per la mobilità ciclistica. Tra i giovani e gli studenti la percentuale supera l’80 per cento. Ben il 63 per cento si dice disponibile a usare la bici almeno due o tre volte alla settimana, se potesse disporre di più percorsi ciclabili. Non è un caso se tra le new entry nel paniere Istat, per la rilevazione dei prezzi al consumo, è comparso per la prima volta il bike-sharing (servizio bici pubbliche), che è presente in 58 città (dieci in più in un biennio) con oltre mille punti di prelievo (più 42 per cento) e quasi 10 mila biciclette (più 62 per cento). Vent’anni fa, in Italia, c’era una sola città che «pedalava»: Ferrara. Oggi anche altri tre capoluoghi di provincia figurano tra le venti città europee con la maggior percentuale di spostamenti in bici sul totale degli spostamenti: Bolzano, Pesaro e Treviso.
 
Il dato emerge da «A Bi Ci della Ciclabilità», ricerca sull’uso della bici nelle città italiane capoluogo di provincia, realizzata da Legambiente in collaborazione con Rete mobilità nuova. «È un’inversione di rotta negli stili di mobilità – spiega Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente –. Il motivo? Più che la crisi economica, è l’insofferenza crescente nei confronti di una quotidianità fatta di ingorghi, stress, tempo perso, smog. Su questi temi la distanza che separa città come Torino, Roma e Bari da alcuni grandi centri urbani europei, come Amsterdam, Berlino, Copenaghen, è innegabile. Eppure alcuni risultati sono sorprendenti. A Pesaro e Bolzano monta in sella ogni giorno quasi il 30 per cento degli abitanti; a Ferrara il 27 per cento e a Treviso il 25 per cento. Ritrovare ben diciassette città italiane con una mobilità ciclabile che soddisfa tra il 15 e il 30 per cento della domanda di trasporto, testimonia che il ciclismo urbano non è più un fenomeno di nicchia». Anche un quinto degli abitanti di Ravenna, Rimini, Piacenza, Sondrio e Venezia-Mestre preferisce spostarsi stabilmente in bicicletta. A Pordenone, Biella, Pavia, Reggio Emilia, Novara, Padova, Pisa, Cremona, la percentuale di domanda di mobilità soddisfatta dalle bici è superiore al 15 per cento.
 
Il ministero dell’Ambiente che, su questi temi, ha competenza insieme con i ministeri delle Infrastrutture e della Cultura, ha avviato da poco un tavolo che tiene conto dell’esigenza delle amministrazioni locali, e dello stesso ministero, di promuovere la diffusione della mobilità ciclistica. Percorsi ciclabili sono stati realizzati nei venticinque parchi nazionali e nei circa sessanta polmoni verdi minori del Paese. «Siamo di fronte a una rivoluzione culturale – spiega il sottosegretario all’Ambiente, Barbara Degani –: alcuni Paesi europei l’hanno avviata da tempo. Sta all’Italia, ora, sfruttare le opportunità che un mezzo come la bicicletta, a zero emissioni e senza costi di carburante, può creare. Non basta, però, fare le ciclabili o introdurre servizi di bike sharing. Come non bastano le ciclabili a fare i ciclisti: se si vuol rendere una città pedalabile bisogna agire sull’intera mobilità. L’Italia deve fare la differenza nei servizi. Si deve prevedere, ad esempio, che, alla fine di un percorso, si possa ritornare al punto di partenza con treno, bus o pullman attrezzati con appositi bagagliai».
 
Anche se, negli ultimi vent’anni, la produzione di biciclette si è dimezzata, l’industria nostrana è in vetta alla classifica europea. Nel 2014, secondo i dati Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori) sono state vendute 1.644.592 bici, un + 6,6 per cento rispetto al 2013. Nel rapporto «Il valore delle 2 ruote», pubblicato mesi fa da Eicma e The European House Ambrosetti, si stima che, nel 2012, l’impatto economico del cicloturismo in Europa ammonti a circa 44 miliardi di euro. In Italia, se applicato ai 18 mila km di percorsi tra Grandi vie e Vie dei mari, il valore potenziale arriverebbe a circa 3,2 miliardi.
 
 LIBRI
 
Roberto Furlani, Silvia Malaguti, BIMBI IN BICI. Consigli e buone pratiche per pedalare in famiglia,
Ediciclo, pagine 120, € 12,00
 
Robert Penn, CIÒ CHE CONTA È LA BICICLETTA,
Ponte alle Grazie, pagine 224, € 14,00
 
Didier Tronchet, PICCOLO TRATTATO DI CICLOSOFIA,
Il Saggiatore, pagine 160, € 9,00
 
 
 SITI WEB
 - www.biciviaggi.it- www.viagginbici.com- www.wwfnature.it- www.piste-ciclabili.com- www.lifeintravel.it- www.touringclub.it- www.bikeitalia.com- www.girolibero.it- www.bambinopoli.it
 

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017
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