Piccola Italia, grandi ambizioni

Educazione, informazione, scuola, cultura, assistenza. Il Centro, presieduto da Enzo Sirna, è un baluardo dell’italianità e un modello per l’animazione e la didattica.
03 Aprile 2000 | di

In occasione della mia visita a Perth, Sarina Sirna, managing director dell'Italo-Australian Welfare & Cultural Centre, Iawcc, ha voluto farmi conoscere una delle attività  che segue con particolare attenzione: la scuola materna bilingue. Appena entrati, i bambini ci hanno accolto con un festoso «Buon giorno» e subito sono stato impressionato dallo stile interattivo dell'insegnamento e dalla partecipazione dei bambini, soprattutto ai canti, attraverso i quali i bambini con gesti e movenze imitavano i loro amici animali. Era un giovedì pieno di sole, ma per la «Child Minding Centre» di North Perth, che didatticamente anima i giorni della settimana e le stagioni dell'anno con il mondo dei fiori e degli animali, era il «giorno del colore grigio»: per cui dal nero-grigio della lavagna, posta in mezzo alla sala comunitaria, a disegni, collage, oggetti casalinghi di ogni genere, giocattoli e serie di pelouche (tra le quali troneggiavano koala, scoiattoli e orsacchiotti) tutto era espresso nel grigio più vario, con indicazioni in lingua italiana e in inglese. Ho imparato così come si vive una giornata in una scuola bilingue e multiculturale, anche se «in grigio».

 Pianeta anziani

Il «Child Minding Centre» è solo una delle molteplici realtà  gestite dall'Iawcc. Nella sua nuova sede, inaugurata il 30 settembre 1996 dal primo ministro John Howard, il presidente Enzo Sirna, fratello di Sarina, mi aveva invitato a partecipare come relatore a un meeting di volontari del Centro, impegnati a offrire cura e assistenza a persone anziane con visite a domicilio oppure nelle «Aged Homes» sempre più numerose a causa dell'invecchiamento della comunità . Nei dodici giorni di permanenza a Perth, accompagnato da Artemio Botteon, ho avuto anche la possibilità  di visitare tanti connazionali anziani, ospiti a Villa Terenzio a Marangaroo; alla Stirling Ethnic Aged Homes a Balcatta; al Fremantle Italian Village; al St. Michael's Nursing Home di North Perth e al Brightwater Nursing Home di Inglewood. Un'esperienza ricca d'umanità , in cui mi sono reso conto della crescita della domanda sociale da parte degli anziani soprattutto non autosufficienti e delle risposte che il mondo del volontariato oggi è chiamato a dare, con impegno costante e previa preparazione, in una società  multiculturale e benestante com'è la società  australiana.
L'Iawcc è attivo da 44 anni e devo essere grato al presidente Enzo Sirna, per aver potuto conoscere le tappe dello sviluppo e dell'estensione operativa del Centro. «Le sue origini risalgono alla sera del 24 gennaio 1956 - mi racconta -, quando nella sede del consolato italiano di Mount Street a Perth, si costituì il primo consiglio direttivo di quello che inizialmente fu chiamato Centro di assistenza italo-australiano. Jim Martino ne fu il primo presidente, J.H. Johns vicepresidente, Peter Onesti segretario e Tom D'Orsogna tesoriere. Olivia Paganin, anch'essa tra i fondatori del Centro, fa parte ancora oggi della direzione. A lei, a Jim Martino, che tenne la presidenza fino al 1986, e agli altri membri del primo direttivo, va il merito di aver creduto nelle finalità  del Centro. Per noi, sono ancora dei modelli per la passione e per la disponibilità  di tempo con cui seguirono lo sviluppo dei programmi operativi».
Enzo Sirna assunse la presidenza dell'Iawcc dopo Jim Martino, quando la sede era ancora a Subiaco, una municipalità  di Perth. Ma visitando la nuova sede, oltre a rimanere colpiti dalla bellezza e funzionalità  dell'edificio, l'attenzione è subito rivolta alla varietà  dei servizi gestiti dagli operatori, con uno stile di funzionalità  ed efficienza. «Il progetto di sviluppo del nuovo quartier generale - sottolinea Enzo Sirna - è stato realizzato nella prospettiva del nuovo millennio e ha lo scopo di migliorare la qualità  dei nostri servizi nel settore formativo-assistenziale, nell'ambito educativo-scolastico e nelle attività  culturali e d'animazione comunitaria».

Welfare e cultura

Come «Welfare Service», l'Iawcc offre una serie di servizi specifici a sostegno degli anziani e dei disabili; rivolge una particolare attenzione alle donne della comunità ; programma le visite dei volontari, adeguatamente preparati con seminari di studio, nelle abitazioni degli anziani o nelle case di riposo; promuove incontri periodici per genitori e per quanti sono interessati ai problemi emergenti dei giovani; organizza programmi sul tema della salute e offre consulenze nel campo della previdenza, della sicurezza sociale e della finanza, seguendo con particolare attenzione il fenomeno migratorio; cura infine dei servizi informativi per la comunità  italiana. Ogni domenica e ogni mercoledì il Centro sponsorizza due ore di trasmissione dell'emittente locale (Italian Radio Programs in 6EBA 95.3) durante le quali il suo presidente e alcuni collaboratori, tra i quali l'instancabile Bruno Napolitano, informano la comunità  sugli eventi e sulle iniziative più significative.
Nel settore educativo-scolastico, sono di particolare rilievo i programmi che assicurano ogni anno l'insegnamento della lingua e della cultura italiana a circa 170-180 scuole primarie, statali o cattoliche, sparse nel vasto territorio metropolitano ed extraurbano. Ogni anno, gli alunni che frequentano questi corsi vanno dai 28 ai 30 mila, l'80 per cento dei quali non è di origine italiana; a questi si aggiungono i gruppi di adulti che annualmente frequentano i corsi d'italiano organizzati per loro. Sono dati che sottolineano come il Centro svolga un'opera di rilevante promozione dell'italianità .
Tra le attività  culturali dell'Iawcc, sono di rilievo: l'annuale organizzazione dell'Italian Festival Week, una settimana ricca di manifestazioni che coinvolge quasi tutta la comunità  italiana; la collaborazione del Centro con la «Società  Italiana di Arte e Storia del Western Australia» e con l'equivalente «Italian Arts and Historical Society» del Victoria (Coasit); i rapporti con la municipalità  di Subiaco, città  satellite di Perth, e l'omonima città  laziale; la partecipazione, infine, al «Drama Group, Italian Theatre of Western Australia», di cui è promotore il professor Luciano Pinto che ogni anno, al Dolphin Theatre o all'Octagon Theatre dell'Università  di Perth, presenta delle commedie italiane. Altre attività  sono rivolte all'animazione della vita comunitaria, in occasione di feste a scadenza settimanale o mensile, con giochi di gruppo, quiz radiofonici, gare tra studenti, mostre per i lavori d'artigianato, competizioni dolciarie. Tra queste attività  d'animazione ha particolare rilievo l'annuale elezione di Miss Italy del Western Australia: una manifestazione sostenuta da diversi sponsor che permette al Centro di ricevere fondi per la gestione dei servizi sociali.

Il futuro del Centro

Sarebbe troppo lungo elencare le iniziative culturali attuate in questi ultimi anni e i contributi che l'Iawcc elargisce ai vari istituti assistenziali, ai club e alle associazioni del Western Australia. La comunità  italiana anche in Australia invecchia; le associazioni stanno passando un momento critico. Può avere ancora un futuro un Centro di servizi così esteso e impegnativo come l'Iawcc? È la domanda che rivolgo al presidente Sirna: «Non possiamo certo sederci sugli allori - risponde - . Infatti, ogni anno ci troviamo nella necessità  di pianificare i nostri servizi con una chiara prospettiva per il futuro. I programmi devono tenere conto dei bisogni e della capacità  delle nostre risposte, per mantenere alta la qualità  dei servizi, sui quali veniamo giudicati e riconosciuti. Siamo orgogliosi per tutto ciò che oggi attuiamo ma siamo consapevoli di lavorare per una società  che, nonostante sia ben organizzata, ha ancora bisogno della collaborazione di tante persone e di istituzioni, come l'Iawcc, che rispondono a determinati bisogni e operano per mantenere la comunità  italiana legata alla sue tradizioni e al suo patrimonio culturale». E dopo aver espresso la riconoscenza dell'Iawcc ai fondatori, ai rappresentanti del governo federale e del Western Australia, allo stato italiano e ai consoli che ne sono stati i patron e agli sponsor che l'hanno sostenuto, conclude: «Il nostro futuro sta nella professionalità  e nella passione con cui lavorano i nostri operatori sociali e i nostri insegnanti; sta nella continuità  della presenza dei volontari che stanno attuando un'opera impagabile; nell'apporto di tante altre persone che lavorano con noi in occasione d'incontri comunitari, offrendo la loro collaborazione per costruire un futuro ai loro figli, una speranza agli anziani e un gioioso senso di appartenenza a tutti i membri della comunità . Come presidente, non posso, infine, non ricordare l'apporto dei membri del direttivo e la garanzia che essi mi danno sulla fattibilità  dei nostri programmi sociali, educativi e culturali. Siamo fiduciosi che le nostre scelte operative abbiano ancora un futuro».

   
   
Italiano fino all'università . Un'utopia?      

                  Quando partecipai alla Conferenza d'area dei veneti nel mondo a Melbourne, nel novembre del 1998, i delegati venuti dall'Italia e i numerosi rappresentanti delle associazioni venete residenti in Australia e Sudafrica furono invitati da sir James Gobbo, governatore dello Stato del Victoria, per un ricevimento nella sua residenza. Dopo il suo intervento e quello dell'assessore ai Flussi migratori della Regione del Veneto, Franco Bozzolin, stavo conversando in fondo al grande salone dei ricevimenti con alcuni italiani di Melbourne, quando si avvicinò un funzionario avvisandomi che il governatore voleva parlarmi. Lo seguii con comprensibile stupore. «Sono un lettore del  Messaggero di sant'Antonio                  , mi disse subito James Gobbo, e vorrei chiedere alla sua rivista di sostenere il nostro impegno per i programmi d'insegnamento della lingua e della cultura italiana nelle scuole del Victoria. L'obiettivo è di estendere maggiormente questi corsi alle scuole superiori». Sentivo che il governatore aveva per l'insegnamento della lingua e della cultura italiana un'attenzione tutta particolare, come uno dei cardini dell'italianità  in Australia. Mi parlò dei progetti di interscambio tra università  australiane e italiane, e dell'impegno del Co.As.It., che egli continua a seguire, essendone stato per anni presidente.
                               I dati sull'insegnamento della lingua e della cultura italiana in Australia, forniti da Francesco Pascalis, Armando Tornari e Marco Danieli, sono confortanti. Nel Victoria e in Tasmania, gli studenti che frequentano i corsi sotto la diretta responsabilità  degli enti gestori italiani e sovvenzionati da Italia e Australia, sono 78.680, una cifra ragguardevole cui vanno aggiunti gli studenti che frequentano i corsi   gestiti dalle scuole private, in massima parte cattoliche (per un totale di circa 188.000). Nello Stato del New South Wales, gli studenti che frequentano i corsi d'italiano nelle scuole primarie (coordinate dal Co.As.It), e i corsi superiori, sono oltre 66.000. Nel South Australia, i ragazzi che frequentano i corsi di italiano sono complessivamente 32.500; nel Queensland e nel North Territory sono oltre 20.000; nel Western Australia sono 28.977; infine, nell'Australian Capitol Territory sono 4.803. I dati, riferiti al 1999 e, purtroppo, non completi, perchè non tutti ancora aggiornati e disponibili, già  di per se stessi testimoniano come la lingua e la cultura italiana, abbiano un ruolo definito in un Paese multiculturale come l'Australia: basti dire che dopo l'inglese, l'italiano è la lingua di gran lunga più studiata, prima ancora del francese e del tedesco.
               Perché questi corsi diventino una palestra d'italianità , è però necessario, come spera James Gobbo, che si estendano a tutto l'iter scolastico, fino all'università . Divenendo così garanzia di sviluppo d'italianità  e di rapporto tra i due Paesi. Un problema questo, di grande attualità  non solo in Australia, ma anche negli altri 42 Paesi del mondo dove i corsi continuano ad attirare una grande attenzione da parte della comunità  italiana, con una frequenza di circa mezo milione di studenti. È un'attività  scolastica e culturale rilevante, sostenuta dal ministero degli Esteri italiano, ma anche dai governi dei singoli Paesi.

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017