RINNOVARE UN SOGNO

«Il compito delle associazioni di emigrati italiani deve essere quello di favorire l’incontro e la fusione di culture europee e mondiali».
05 Settembre 1996 | di

Sono nato e cresciuto nella regione francese della Lorena. Mia madre è francese, mio padre è italiano. Ho cominciato ad apprezzare e a interessarmi delle mie origini italiane soltanto a vent";anni. Sono laureato in economia e commercio e sono attivamente impegnato nella giunta regionale della Lorena. Sono decisamente convinto che il mio futuro sarà  positivo e costruttivo grazie alla riscoperta della cultura e della storia del paese da cui partì mio nonno, nel lontano 1924, alla ricerca di un miglior tenore di vita.

Ho iniziato a imparare dapprima la lingua italiana, poi mi sono fatto raccontare tradizioni e caratteristiche della gente veneta cui apparteneva il nonno. Finalmente, quando ho raggiunto l";autonomia economica per viaggiare, ho deciso di partire da solo verso l";Italia per incontrare parenti e amici di famiglia, giungendo fino a Monselice (in provincia di Padova) da dove mio nonno era partito molti anni prima. Ero desideroso di scoprire personalmente le ricchezze culturali, architettoniche e artististiche italiane, così ho visitato le città  del nostro paese, quelle più grandi e più ricche di storia.
Devo ammettere che talvolta la Francia guarda all";Italia con un certo snobismo, anche se poi tutti sanno che questo è il paese delle belle città  e delle meravigliose opere artistiche, invidiate da tutti. I primi emigrati hanno trasmesso ai figli, con una certa parsimonia, il proprio prezioso patrimonio culturale, ma sono convinto che non è possibile dimenticare o nascondere le proprie radici, nemmeno a distanza di qualche generazione. Le associazioni di emigrati sono state, in passato, un ottimo canale di comunicazione e di trasmissione di tradizioni e di cultura, da una generazione all";altra, e lo possono essere tutt";oggi se accettano di cambiare, coinvolgendo molto di più i giovani. I nostri predecessori hanno conservato la loro cultura d";origine e, a modo loro, l";hanno trasmessa ai giovani. Ora tocca a noi. Le associazioni saranno ciò che noi vorremo: sono il canale fondamentale e prioritario di comunicazione e di trasmissione della cultura italiana.

Di ritorno da un incontro mondiale con altri giovani figli di emigrati ho capito che sono proprio i giovani della terza e della quarta generazione a credere tantissimo al patrimonio culturale, artistico ed economico di cui l";Italia è portatrice. Sono rammaricato per come, talvolta, sia l";Italia stessa a non favorire e a non sostenere adeguatamente le associazioni e i circoli dei connazionali all";estero. Non si tratta di «dare la mancia: medaglie o premi», ma permettere di partecipare direttamente alla gestione e all";organizzazione di iniziative pubbliche per sostenere tanti emigrati e mantenere aperto il collegamento con la propria terra d";origine.

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017