Sindone, mistero della fede

Interrogativi, ipotesi, prove favorevoli e clamorose smentite accompagnano da secoli un’immagine che per i cristiani rappresenta il volto di Cristo.
06 Luglio 2000 | di
   
   

   

   
Torino
È                sicuramente un fatto singolare: una nuova ostensione della Sindone ad appena due anni dalla precedente. In passato si è dovuto aspettare almeno qualche decennio: dal 1933 si è arrivati al 1978. Poi, due ostensioni ravvicinate: nel '98, e quest'anno, dal 12 agosto al 22 ottobre, in occasione del Giubileo. Quella di due anni fa è stata l'ostensione più lunga di tutta la storia, con i suoi 55 giorni, durante i quali sono transitati davanti al sacro telo non meno di due milioni e mezzo di pellegrini. Quest'anno, se ne prevedono oltre tre milioni. Un evento difficilmente
             inquadrabile, se non ricorrendo ai criteri della fede. Gli organizzatori tengono a proporre la visita alla Sindone  come esperienza penitenziale e di conversione, nel clima proprio del Giubileo. Per il cristiano il Giubileo acquista significato in relazione alla figura di Gesù di Nazareth che si pone al centro della storia come via per il riscatto umano.
                    Da un anno alla guida della diocesi di Torino, con l'impegnativo incarico di Custode della Sindone, è monsignor Severino Poletto, trevigiano d'origine, ma da sempre in terra piemontese dove è stato, prima dell'attuale incarico, vescovo di Asti. 'Mi colpisce molto questo volto di uomo sofferente che mostra tutti i segni delle torture       raccontate dal vangelo - confessa monsignor Poletto - . Non possiamo considerarlo l'autentico lenzuolo che ha avvolto il corpo di Cristo. Sconcerta e affascina, però, la coincidenza quasi perfetta tra le informazioni che ci provengono dalla Sindone e il racconto della passione di Gesù. Anche se la scienza non ha ancora dimostrato che quello sia il vero volto di Cristo, questa immagine mi rimanda alla persona del Cristo'.
           Le tracce presenti sul telo sindonico confermano in modo inequivocabile che quell'uomo è stato torturato e ucciso mediante crocifissione: grazie a questi elementi la moderna medicina ha potuto smentire l'esistenza di un falsario medievale proprio perché, in quell'epoca, non erano conosciuti certi processi fisiologici e certe particolarità  anatomiche. Il credente si sente spinto a cercare il volto del Cristo dei vangeli.
        Il teologo e biblista monsignor Giuseppe Ghiberti, tra i principali responsabili dell'ostensione, precisa che 'la       Sindone è un povero segno, che non diventa prezioso per l'interesse che desta tra gli scienziati e i polemisti. La Sindone non è Cristo, ma solo rimando a lui. Come rimando, ha la possibilità  di divenire eco di vangelo,       evangelo essa stessa, per il messaggio che proclama, alla stessa maniera di Gesù: 'Convertitevi e credete!''.
              Giovanni Paolo II, davanti alla Sindone nel 1998, affermò che 'la Sindone è provocazione all'intelligenza. Essa richiede innanzitutto l'impegno di ogni uomo, in particolare del ricercatore, per cogliere con umiltà  il messaggio profondo inviato alla sua ragione e alla sua vita. La Chiesa esorta ad affrontare lo studio della Sindone senza posizioni precostituite, che diano per scontati risultati che tali non sono; li invita ad agire con libertà  interiore e rispetto della metodologia scientifica e della sensibilità  dei credenti'.
            Infatti, da quando nel maggio del 1898 l'avvocato Secondo Pia eseguì la prima fotografia della Sindone, la scienza ha continuato a svolgere i propri studi, soprattutto sul versante medico-legale. Un contributo significativo lo ha offerto un'équipe del dipartimento di Informatica dell'Università  di Torino, coordinata dal professor Giovanni Tamburelli che a partire dal 1978 applica le tecniche numeriche alla Sindone, ricavandone immagini tridimensionali di altissimo impatto emotivo.
                     Anche la botanica ha detto una parola significativa a favore dell'autenticità  della Sindone. Attraverso i pollini rinvenuti sulla stoffa, si è ricostruito il tragitto compiuto dalla Sindone lungo i secoli. E le conclusioni del professor Avinoam Danin, del Dipartimento dell'Evoluzione sistematica ed ecologia della Hebrew University di       Gerusalemme ha un doppio valore in quanto provengono da un ambiente estraneo da eventuali condizionamenti di parte: 'Pensiamo che la forma così particolare assunta dai vegetali rinvenuti sul telo sindonico sia la conseguenza di un processo fisico molto simile ad una scarica elettrica. Alcuni scienziati tedeschi infatti, hanno riprodotto questo processo su una carta fotografica, ricavandone un risultato analogo. Un giornalista mi ha chiesto: se il lino è autentico, se le piante sono autentiche, allora tutta la Sindone è autentica. Tutto quello che ho potuto rispondere è stato: sì, sì, sì'.
           In prospettiva, i timori degli studiosi sono per la conservazione del sacro telo. Mechthild Flury Lemberg, direttrice emerita del Museo Abegg di Berna ed esperta di tessuti (ha restaurato le tonache di san Francesco e di sant'Antonio), ne è convinta da tempo. 'I problemi che oggi dobbiamo affrontare sono provocati dall'ossidazione e dall'inquinamento. Ora il telo è in un contenitore che la conserverà  in modo appropriato'.

 


   
   

   

   

C  he cos'è la Sindone?      

L              a Sindone è il telo di lino in cui Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo avvolsero il corpo di Cristo. È tessuta a spina di pesce e misura metri 4,36 di lunghezza e metri 1,10 di larghezza. Il colore originariamente bianco, risulta ora ingiallito dal tempo e dall'incendio del 1532 a Chambery. Quell'incendio provocò 12 buchi in parte rammendati dalle suore clarisse di quella città . Ma vi sono tracce di altre bruciature precedenti come anche sono molto evidenti macchie d'acqua usata per spegnere le fiamme.
             Nel V secolo il lino sacro sembra essere stato venerato a Costantinopoli insieme ad altre reliquie della passione di Cristo. Nel 1353 ritroviamo la Sindone a Lerey, in Francia. Nel 1453 il lenzuolo viene ceduto a Ginevra, a Ludovico di Savoia, cadetto di Amedeo VIII da parte di Margherita di Charny, vedova di Umberto di Villersexel. Da quel momento apparterrà  ai Savoia fino al 1983, quando fu donato dall'ex re d'Italia alla Santa Sede, e lasciata a Torino per volontà  papale.
          Le analisi al radiocarbonio condotte nel 1988, che avrebbero datato la Sindone al 1300, hanno generato numerose perplessità  circa le metodologie seguite e per certi comportamenti anomali seguiti nei laboratori. Perciò gli scienziati chiedono di esaminare nuovamente la Sindone per compiere ulteriori ricerche, come la risonanza magnetica.

  L  e date dell'ostensione      

Periodo:

  dal 12 agosto al 22 ottobre 2000
Segreteria:
Via XX Settembre 87, Torino
Telefono: 
011-5215960,
fax 011-5215992
Orari: lunedì al venerdì:      
9-13 e 14-18
Internet: www.giubileo.piemonte.it
www.sindone.org  

Numero verde Dall'Italia: 800-329329    

Numeri verdi per le chiamate dall'estero:  

Francia: 0-800-907 674
Germania: 0-800-1819457
  Gran Bretagna: 0-800-967951
Spagna: 900-993943
Svizzera: 0-800- 551129
Argentina: 0039-800-303 473 4
  Altri Paesi: 0039-011-5118900

   
   
Torino
È  sicuramente un fatto singolare: una nuova ostensione della Sindone ad appena due anni dalla precedente. In passato si è dovuto aspettare almeno qualche decennio: dal 1933 si è arrivati al 1978. Poi, due ostensioni ravvicinate: nel '98, e quest'anno, dal 12 agosto al 22 ottobre, in occasione del Giubileo. Quella di due anni fa è stata l'ostensione più lunga di tutta la storia, con i suoi 55 giorni, durante i quali sono transitati davanti al sacro telo non meno di due milioni e mezzo di pellegrini. Quest'anno, se ne prevedono oltre tre milioni. Un evento difficilmente
Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017