Sulle ali della vecchiaia

Si può essere attivi e creativi a settant’anni? Le donne anziane, saranno le protagoniste del futuro? Il parere del professor Francesco Maria Antonini, gerontologo di chiara fama.
03 Novembre 2000 | di

Vecchiaia, ovvero età  libera dalla schiavitù delle passioni, dai desideri impossibili e dalle illusioni. Portatrice di nuovi valori, come il pensiero e la creatività . Tempo dell' indipendenza economica e spirituale. Età  in cui ci si può riappropriare del proprio tempo, fare tutto ciò che è stato rimandato fino a quel momento perché pressati dai mille impegni lavorativi o familiari. Momento di grazia, perché, imprigionati da maggiori vincoli fisici, s' impara a guardare alle cose essenziali.
Per poter godere appieno dei frutti della vecchiaia è necessario aver maturato nel corso della vita alcune capacità , come il volersi bene. È fondamentale, poi, aver coltivato una buona capacità  di relazione: il rapporto con altre persone permette, in un periodo in cui si rischia di perdere di vista la consapevolezza del proprio valore, di recuperarlo attraverso il «valore sociale» che ti danno gli altri. Le relazioni affettive, infatti, vanno a incidere, a livello fisico, sulla parte sottocorticale, quella che stimola le reazioni del sistema immunitario.
Importante, inoltre, è aver preservato in sé l' entusiasmo e la voglia di sperimentare, che sono tipici dei bambini. Il mio maestro, Michel Philibert, filosofo dei problemi dell' invecchiamento, sosteneva che i bambini hanno energie illimitate, perché sentono di avere davanti a sé tutte le possibilità  incontaminate. La nostra vita dovrebbe essere un lento, ma progressivo ritorno verso questa ricchezza che rappresenta la nostra giovinezza interiore. Una società  per tutte le età  dovrebbe favorire questo cammino, garantendo a tutti la libertà  di esprimersi attraverso un lavoro creativo, che permetta di ricaricarsi e di non sentirsi inutili nel momento in cui ci si allontana dal mondo produttivo.
Oppure consentendo di cambiare facilmente lavoro in base all' età : un uomo può benissimo fare il lavapiatti a quindici anni, ma non può farlo a settant' anni, quando, invece, potrebbe fare il giardiniere. Ci vuole una società  che favorisca la flessibilità  nel tempo. Se, invece, si manda la gente forzatamente in pensione a cinquanta o sessant' anni con l' unico intento di liberare posti di lavoro, e la gente accetta di vivere la vecchiaia come ritiro, avremo dei sessantenni che stanno in tutti gli ambulatori a fare la figura dei vecchi. Ma non lo sono, in realtà .
A New York c' è un famoso teatro di donne anziane che non si chiamano vecchie, ma si chiamano «stagionate», il cui motto è: «Non si esce di scena perché si è vecchi, ma si diventa vecchi quando si esce di scena». La mia geriatria consiste proprio nell' aiutare gli anziani a non uscire di scena e nel trovare i mezzi medici di stimolo motorio e psichico per aiutarli in tal senso. Utilizzando un neologismo che esprime il concetto di guida, di accompagnamento verso la vecchiaia, potremmo definirla una «geragogia».

L' energia del vivere. Da molti anni mi occupo di anziani e ho capito che il problema sostanziale della vecchiaia è la mancanza di energia: se ai vecchi restituiamo energia, non solo a livello muscolare, ma anche a livello psicoaffettivo, la vecchiaia scompare. L' allungamento della vita non è avvenuto per opera dei medici, ma perché si è modificato l' ambiente, tant' è vero che ci si aspetta un innalzamento ulteriore dell' età  attraverso le nuove scoperte nel campo della genetica. Il primo vero balzo in avanti è stato registrato, nel 1850, con la diffusione dell' energia elettrica. L' elettricità  è energia personalizzabile, che ci si può portare in casa, e permette di avere tutte quelle cose grazie alle quali un vecchio non è più un vecchio.
Tre anni fa sono andato in Bosnia: avevo settantasette anni, eppure mi sentivo giovanissimo. Arrivato a Sarajevo, venni ospitato in una casa privata. Non c' era riscaldamento, le finestre erano prive di vetri, e di notte, con cinque gradi sotto lo zero, c' era un freddo terribile. Il bagno era sporco, perché non c' era acqua. Per lavarmi i denti avrei dovuto andare, di notte, a prendere l' acqua giù dalle scale, ma avevo paura, perché mancava la luce e la scala era mezza rotta& Quando, dopo soli tre giorni ho lasciato la città , mi sentivo vecchio, perché la mancanza dell' energia elettrica mi aveva posto innanzi alla mia mancanza di energia fisica e, dunque, ai limiti dovuti alla mia età .

Creativi a ottant' anni. La maggior parte delle persone che hanno avuto un' attività  professionale creativa, a ottant' anni è ancora sulla breccia. Come un artista: non importa che sia ricco o povero, l' importante è che abbia ancora qualcosa da dire. Nel mio saggio L' età  dei capolavori ho analizzato le prime e le ultime opere dei maggiori artisti figurativi dal ' 400 a oggi, dimostrando come, con l' avanzare dell' età , l' artista offra il meglio di sé.
Prendiamo, ad esempio, Michelangelo: la più intensa tra tutte le sue «Pietà », a detta dei critici d' arte, è la Rondanini, realizzata a settantacinque anni. È un' opera disperata che però, a differenza delle precedenti, esprime la grande pietà , quella di cui Michelangelo sentiva il bisogno in quel momento e che solo allora aveva imparato a conoscere. La paura della morte di chi ha visto tutti i suoi parenti e i suoi amici andarsene, come un ottantenne, spinge un individuo a cercare un vero rapporto con Dio, lo fa tendere ai valori universali, tralasciando i particolari. Le ultime opere di un artista sembrano le più semplici, le meno dettagliate, ma hanno dentro un tratto veloce, un tratto forte, sono terribilmente espressive ed essenziali, contengono un' esplosione di luce.

Il futuro è donna. In conclusione, se fino al 1800 la vecchiaia cominciava a cinquant' anni, ora si comincia a essere vecchi non prima degli ottant' anni. E si prevede che nei prossimi anni, con l' ulteriore allungamento della vita, la vecchiaia si sposterà  ancora più in là . Perché, si badi bene, l' allungamento della vita non coincide con l' allungamento della vecchiaia, ma con lo spostamento della giovinezza verso una più lunga maturità . La maturità , quindi, è quell' «età  nova» destinata ad aumentare negli anni futuri e a essere sempre più creativa.
Questo fenomeno sarà  macroscopico soprattutto per l' universo femminile. Le donne, fino a qualche decennio fa, giunte in menopausa e terminata la funzione procreativa alla quale erano costrette per tutta la vita, non avevano altro scopo se non attendere la morte. Da ora in poi, invece, terminata la funzione fisiologica, avranno a disposizione un tempo lunghissimo che permetterà  loro di partecipare alla creatività  nel mondo e non soltanto alla procreazione. Questo enorme contributo che le donne non hanno mai dato è, non solo speranza, ma promessa di un nuovo Rinascimento. Basta che le donne fin dalla giovinezza si impegnino a mantenere la curiosità  e a coltivare la creatività  per essere prima giovani e poi mature sino alla vecchiaia, che sarà  relegata soltanto nell' ultima, brevissima, parte della loro vita.
Sembra un paradosso, ma l' allungamento della vita porterà  a un progressivo accorciamento della vecchiaia sino a morire, sia pure centenari, avendo vissuto attivi tutta la vita. È questa la grande rivoluzione che ci attende e che permetterà  a tutti e, ripeto, soprattutto alle donne, di portare fino in fondo alla vita il proprio contributo creativo. In pratica, passeremo dalla schiavitù alla libertà : dalla schiavitù muscolare alla libertà  della psicoaffettività .

   
   

   

ANZIANI: QUANTI SONO      

T ra il 1931 e il 1991, la popolazione italiana è aumentata complessivamente del 38 per cento; nello stesso periodo gli anziani hanno registrato un incremento del 150 per cento. Tra il 1950 e il 1995, gli ultraottantenni sono aumentati dell' 1,6 per cento, con un tasso medio annuo di crescita del 3,2 per cento; fra le persone con meno di 60 anni si è registrato, nello stesso periodo, un tasso di incremento annuo dello 0,2 per cento.

ITALIA: LA PIU ` VECCHIA       D EUROPA      

A ll' inizio del 1997, gli abitanti dell' Unione europea erano 373 milioni, il 21 per cento dei quali ultrasessantenni, destinati a divenire il 34 per cento nel 2050. La nazione più vecchia d' Europa è proprio l' Italia, con il 16,8 per cento di anziani sulla popolazione totale. L' Irlanda è, invece, la più giovane con solo l' 11,4 per cento di ultrasessantenni.
(Fonte: Consiglio d' Europa)


ANZIANI IN RETE      

www.trasinet.com/own

homepage della rete delle donne anziane d'Europa.http://web.tiscalinet.it/oldhacker/ : è il sito di Mp3, ovvero Movimento pirati terza età . Il loro motto è «La rete è per i vecchi. I giovani hanno già  la vita!».     

www.fortnet.org/WidowNet/

: sito della widownet, ovvero il sito delle vedove che nella rete cercano uno spazio per parlare della propria esperienza.www.informanziani.org : un vero e proprio portale della terza età .

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017