Tutti in piazza per il Vangelo

Si concluderà il 31 maggio, con un evento simultaneo in tutte le diocesi, l’Agorà dei Giovani,percorso triennale per i ragazzi promosso dalla Chiesa italiana. Previste 600 mila presenze.
28 Aprile 2009 | di

Agorà si è sviluppata sottotraccia, senza clamori, con iniziative in ogni singola realtà locale, ma attivata e come calamitata da tre eventi maggiori: l’adunata di Loreto 2007 che si chiamò appunto Agorà, la partecipazione italiana alla Giornata mondiale di Sydney 2008 e la tappa finale del triennio, che è fissata per il 30-31 maggio, vigilia e festa di Pentecoste.

Loreto è stato un grande fatto sulla scena pubblica: una due giorni indimenticabile, il 1° e il 2 settembre di due anni addietro. C’era il Papa, c’era un bellissimo sole e oltre trecentomila ragazzi. Ai quali Benedetto disse: «Il mondo va cambiato ed è questa la missione della gioventù».
L’evento conclusivo non avrà altrettanto clamore ma dovrebbe coinvolgere un numero molto superiore di giovani, perché si realizzerà in ognuna delle 226 diocesi italiane. Ciascuna farà a suo talento, ma dappertutto si terrà un «momento pubblico», in una piazza, in un palazzetto dello sport, in un auditorium, insomma si avranno 226 Agorà che a mezzogiorno di domenica 31 saranno idealmente collegate come in un «evento mediatico» dall’Angelus del Papa che saluterà i partecipanti dopo la preghiera mariana.
In molti luoghi è stata prevista una celebrazione dell’Eucaristia nella notte, magari subito prima dell’alba. Così si farà per esempio nelle cattedrali della Puglia e della Toscana. Ma le scelte sono le più diverse. A Siderno (in diocesi di Locri-Gerace) ci sarà una veglia animata dai giovani che hanno vissuto il Capodanno a Bruxelles con la comunità di Taizé, e avrà come tema l’attesa dello Spirito che «ri-anima» la vita di ognuno. Ad Acri (Cosenza-Bisignano) verranno portate in piazza – sull’esempio di quanto si fece nella veglia di Loreto – «le fontane dell’Eucaristia e della Riconciliazione», che sono tende o spazi di preghiera e di celebrazione.

Tenendo conto della parola chiave del terzo e ultimo anno, che è «cultura», a Perugia e a Roma si avranno eventi a carattere musicale e culturale. A Perugia l’appuntamento è anticipato di una settimana: sarà nella notte tra il 23 e il 24 maggio che si terrà uno spettacolo intitolato «Una notte con Gesù», nel corso del quale si alterneranno testimonianze e musica a disegnare un itinerario notturno sulle orme di Paolo, con riferimento all’Anno paolino indetto dal Papa per i duemila anni dalla nascita dell’apostolo. L’evento terminerà all’alba nella cattedrale con una Messa concelebrata dai vescovi della regione.
Impegnativa la scelta di Roma: su iniziativa del Servizio diocesano per la pastorale giovanile si farà un Good News Festival, che viene presentato come «il primo festival romano della canzone di ispirazione cristiana»: sono state già selezionate una ventina di canzoni scritte e musicate per l’occasione, tutte con riferimento al tema della «speranza», indicato dal Papa per la Giornata diocesana della gioventù, che si è tenuta il 2 aprile. Il festival si farà presso la parrocchia Santa Maria del Redentore, a Torbellamonaca (raf@piraffa.it).
Due sono stati i fuochi delle attività romane dell’anno della cultura: quello della Lectura Dantis svolta magistralmente da don Marco Frisina nell’auditorium del Seminario Romano, che si è protratta per dodici serate, con ottima affluenza; e quello della preparazione – con tre catechesi – del pellegrinaggio giovanile in Terra Santa che si farà dal 27 luglio al 3 agosto.
Le diocesi della Lombardia daranno vita a un megaraduno presso il santuario di Caravaggio la sera del 30 maggio con cena al sacco e pernottamento all’aperto, in sacco a pelo, come già a Loreto e nelle Giornate mondiali della gioventù. La veglia sarà presieduta dal Cardinale Tettamanzi alla presenza di tutti i vescovi della Lombardia. Saranno allestite 7 Tende dello Spirito dove riflettere e pregare: Tenda della cultura; Tenda di san Paolo; Tenda dell’affettività; Tenda dell’evangelizzazione; Tenda della riconciliazione; Tenda della preghiera mariana; Tenda dell’Adorazione.
A Palermo si farà una veglia in cattedrale. Le diocesi della Puglia hanno predisposto un «progetto Apulia 2009» (prende il nome dall’appellativo latino Apulia con cui venivano indicati i territori della Puglia) il cui programma va oltre la scadenza nazionale: ci sarà un pellegrinaggio a piedi da Bari a Brindisi dal 29 luglio all’8 agosto, l’Agorà a Brindisi l’8 e il 9 agosto, un pellegrinaggio in Terra Santa dal 10 al 18 agosto.
L’evento preparato dalla diocesi di Padova è stato denominato creativamente JPJ, che significa Juvenes al Passo con Jesus, Giovani al passo con Gesù. Prevede un raduno a Camposampiero con concerto serale, pellegrinaggio notturno e celebrazione conclusiva nella Basilica del Santo. Poi il pomeriggio del 31 la delegazione padovana raggiungerà ad Aquileia i giovani di tutto il Triveneto per l’evento conclusivo regionale, alla presenza del Cardinale Scola e di tutti i vescovi.
Ho chiesto a don Nicolò Anselmi – responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile – se non fosse una complicazione la coincidenza di data dell’evento conclusivo dell’Agorà con la Giornata della colletta nazionale indetta dai vescovi per soccorrere chi perde lavoro a motivo della crisi economica – che è stata annunciata il 31 marzo, quando gli impegni di Agorà erano definiti da tempo – e mi ha risposto che «no, non ci vediamo un problema, anzi un’opportunità per chiamare anche i giovani a contribuire alla colletta».


Obiettivo: evangelizzare

L’idea dell’Agorà fu definita nella sessione di marzo 2006 del Consiglio Permanente della Cei. Si previde un percorso triennale, con il primo tempo dedicato all’ascolto del mondo giovanile (2006-2007) e orientato all’incontro nazionale di Loreto di cui abbiamo già parlato. Allora il motto fu «Come io vi ho amato».
Il secondo anno (2007-2008) è stato dedicato alla dimensione interpersonale dell’evangelizzazione. Momento centrale fu in quel caso la Giornata mondiale della gioventù, che si fece a Sydney nel luglio del 2008 e alla quale parteciparono 10 mila ragazzi italiani. Il motto «Mi sarete testimoni» invitava a narrare l’esperienza gioiosa dell’incontro con il Risorto.
Alla dimensione culturale e sociale dell’evangelizzazione è dedicato il terzo anno (2008-2009) che si conclude ora. Il motto «Fino ai confini della Terra» richiama all’esigenza che l’annuncio del Vangelo sia svolto nei linguaggi e nelle culture dei giovani di oggi, spesso assai distanti da quelli delle precedenti generazioni. Gli animatori nazionali hanno sollecitato i responsabili locali ad attivarsi anche in modo inventivo per andare all’incontro con i giovani dove più facilmente essi oggi si ritrovano: nei centri commerciali, nelle stazioni, nei cinema, nelle piazze, negli stadi e nei luoghi dell’emarginazione. Pare che tentativi di questo genere si siano fatti qua e là. Altra direttrice suggerita per il terzo anno è stata quella di promuovere incontri di approfondimento delle grandi questioni culturali e sociali.
La valutazione provvisoria dei risultati conseguiti nell’ar­co dei tre anni è positiva. Le cifre di Loreto e di Sydney sono state incoraggianti. Per l’evento finale la stima è che si possa arrivare a coinvolgere il doppio dei ragazzi radunati a Loreto, che furono trecentomila.



Per una fede viva e consapevole


Liberi di credere


Da qualche mese in libreria, due volumi che parlano il linguaggio dei ragazzi. Autore l’Arcivescovo emerito di Milano, Cardinale Carlo Maria Martini.


Due volumetti recenti del Cardinale Carlo Maria Martini sono utili a chi deve parlare ai giovani, in quanto espressamente dedicati al rapporto della Chiesa con le nuove generazioni. Ma si tratta anche di due letture adatte ai ragazzi. Uno è un libro intervista nel quale l’ex arcivescovo di Milano risponde alle domande del confratello gesuita Georg Sporschill – tedesco di nascita, in missione in Romania – che si occupa di giovani e che trasmette a Martini le domande dei suoi ragazzi sulle più intricate questioni: Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede (Mondadori, Milano 2008, pp. 124, 17 euro). L’altro è un’antologia di testi rivolti ai giovani – omelie, lectio bibliche, saluti a convegni – negli anni dell’episcopato milanese: Liberi di credere. I giovani verso una fede consapevole (Edizioni In Dialogo, Milano 2009, pp. 188, 17 euro).
Martini, biblista di rango, è stato arcivescovo di Milano per ventidue anni – la stessa durata di Ambrogio – e cardinale di gran nome, e ora fa giungere da Gerusalemme − dove si è ritirato − una voce quanto mai stimolante: più di quand’era biblista e vescovo e cardinale.
«Ringrazio Dio per la libertà, con tutto il rischio che comporta» dice a pagina 13 delle Conversazioni notturne. Il «rischio della fede» che è nel sottotitolo del volume si basa sul rischio della libertà. E il cardinale sa – e con lui ogni genitore sa – «come (negli ultimi decenni) nella società e anche nella Chiesa sia emersa una sconsiderata libertà» (pagina 103). Ci sono dunque pericoli e c’è un rischio serio, ma non c’è altra via per la fede: essa va giocata in questa condizione umana.
«Rischiate qualcosa! Rischiate la vita» è l’appello ai giovani che formula a pagina 63 dello stesso volume. Il libro è per intero un invito al coraggio. Rivolto prima alle persone, ai giovani in particolare e poi anche alla comunità della Chiesa nel suo complesso. Al centro del volume c’è un capitolo intitolato «Il coraggio di decidere» nel quale invita a non avere paura del conflitto, della varietà, delle novità, dell’incontro con mondi sconosciuti: «Io sono convinto che là dove ardono conflitti arde la fiamma, lo Spirito Santo è all’opera» (pagina 3).
Le chiamate al coraggio Martini le rivolge ai singoli, ai giovani, agli educatori e a tutti: perché «chi non prende decisioni si lascia sfuggire la vita» (pagina 65). Ma quella chiamata l’indirizza anche – e specificamente, in più passi del volume – alle persone che hanno autorità nella Chiesa: «Oggi in Europa, specie in Europa occidentale, la situazione della Chiesa esige delle decisioni», leggiamo a pagina 42. Il riferimento è all’indebolimento del rapporto della Chiesa con i giovani: «Manca la prossima generazione» (ivi).
Innanzitutto – secondo Martini – occorrerebbe trovare il modo di «rendere indipendenti i cristiani» (pagina 66), istruendoli a «vivere con la Bibbia» in modo da «trovare risposte personali a domande fondamentali» senza dipendere costantemente dall’autorità. Poi si tratta di indicare soluzioni meglio praticabili a questioni disputate che fanno difficoltà a tanti cristiani: la morale sessuale, i divorziati risposati, la donna nella Chiesa, la paternità responsabile.

Meno di frontiera l’altro volume, con testi redatti per i giovani e ancora attualissimi, anche se alcuni risalgono a molti anni addietro. Ci sono varie lectio, i testi della «Assemblea di Sichem» (1988-89), quelli del «Sinodo dei giovani» (2000-02) e altri simili. Mi sono chiesto come mai il cardinale Martini ottenesse il migliore ascolto, per esempio in occasione delle Giornate mondiali della gioventù, pur non facendo nulla per accattivarsi l’entusiasmo giovanile, e ho concluso che c’è un triplice segreto dietro la sua capacità di parlare alle nuove generazioni: si mette in loro, procede schiettamente, presenta il Vangelo. Benedetto XVI ha raccomandato la lettura delle lectio bibliche di Martini ai giovani della diocesi di Roma il 6 aprile 2006, descrivendolo come un «vero maestro» dell’accostamento alle Scritture.
 

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017