Un ponte sull’Atlantico

03 Gennaio 1998 | di

Regione e associazioni venete a confronto a Florianopolis, dove è stato anche firmato un protocollo d'intenti con lo Stato di Santa Catarina, e inaugurata la'Veneto House'.

Florianopolis

È stata una diaspora quella che, nell'ultimo secolo, ha visto oltre quattro milioni di veneti partire dalla loro terra d'origine per emigrare nei cinque continenti, fuggendo così dalla miseria e dalla fame che attanagliavano il Veneto. Molti di loro sono approdati nella mitica Merica: una presenza massiccia di veneti e di loro discendenti si registra, infatti, in Brasile, Argentina, Uruguay, Cile, Messico e Venezuela.

Con queste premesse non poteva essere che il Sud America a ospitare la prima conferenza d'area, voluta dall'assessore regionale ai flussi migratori, Franco Bozzolin, già  alla Conferenza generale dei veneti nel mondo, svoltasi a Verona nel giugno del 1996. Ad accogliere i delegati di circoli, federazioni, associazioni provinciali venete che operano in ambito migratorio, in Veneto e in Sud America, è stata la città  di Florianopolis, capitale dello Stato di Santa Catarina, uno dei più floridi del Brasile.

La conferenza - organizzata con la collaborazione dei sodalizi veneti, e in particolare dell'associazione Bellunesi nel mondo e dell'associazione dei veneti della Grande Florianopolis - , si è articolata in tre giornate: dal 14 al 16 novembre scorsi.

Venerdì 14, presso la Federazione degli industriali di Florianopolis (Fiesc), Bruno Diconi e Corrado Facco del Centro estero delle Camere di commercio del Veneto, hanno illustrato le risorse e le potenzialità  della regione, leader del Nord est italiano, in vista dello sviluppo di sinergie e accordi commerciali con il Brasile. Al seminario ha fatto seguito l'apertura ufficiale dei lavori della Conferenza dei veneti, presieduta dall'assessore Bozzolin, cui hanno partecipato: Lucio Pasqualetto, consigliere regionale del Veneto e presidente della 1° Commissione; Angela Amin, sindaco di Florianopolis; Osvaldo Moreira Douat, presidente della Fiesc dello Stato di Santa Catarina; Paulo Alfonso Evangelista Vieira, governatore dello Stato; Francisco De Assis Kuster, presidente dell'Assemblea legislativa; Marcello Alessio console generale d'Italia; Luigi Pallaro, presidente della Camera di commercio italiana nella Repubblica argentina; Roselys Isabel Correa Dos Santos dell'Università  federale di Florianopolis; e monsignor Pietro Brollo, vescovo di Belluno-Feltre, nella veste di portavoce dei vescovi del Veneto.

Ai lavori sono intervenuti anche i presidenti delle provincie di Venezia, Padova, Belluno e Verona, il presidente dell'Anci Veneto, Giuseppe Berlato Sella, e una ventina tra sindaci e assessori in rappresentanza di altrettanti comuni veneti.

Nell'occasione, l'assessore Bozzolin e Cesar de Barros Pinto, segretario di Stato del governo di Santa Catarina, hanno siglato un protocollo d'intenti finalizzato allo scambio di informazioni di carattere macroeconomico sui rispettivi sistemi imprenditoriali; al sostegno di iniziative di cooperazione economica e commerciale tra imprese venete e catarinensi; all'organizzazione di scambi e stage per la formazione e la specializzazione di giovani in materia culturale, legislativa, turistica ed economica; alla promozione della cooperazione tra le università  venete e catarinensi, soprattutto in materia di innovazioni tecnologiche e scientifiche; e al patrocinio di gemellaggi.

La firma del protocollo è stata suggellata dall'inaugurazione, presso la Fiesc, della 'Veneto House', un ufficio di rappresentanza, o meglio un''antenna veneta', che il Centro estero delle Camere di commercio del Veneto ha fortemente voluto in questa parte del Brasile, e che fungerà  da catalizzatore allo scambio di informazioni economiche e commerciali, e allo sviluppo di partnerships e joint-ventures tra le aziende dei due Paesi.

Tra le rappresentanze delle categorie economiche giunte dal Veneto, figuravano anche Andrea Prando, della Confederazione degli artigiani veneti, e Gabriele Panziera per i Coltivatori diretti del Veneto nonché direttore dell'Iripa.

Sabato e domenica sono stati i giorni clou della conferenza. L'assessore Bozzolin, aprendo il dibattito, ha rimarcato che, di fronte al crescente interesse dei veneti all'estero, soprattutto dei giovani, per la terra d'origine, la giunta regionale continua a essere impegnata nella promozione di corsi di formazione per oriundi veneti, nell'assegnazione di borse di studio, e nello sviluppo della rete di comunicazione con i corregionali all'estero: libri, riviste, trasmissioni radiofoniche ma anche Internet, con il progressivo potenziamento del mensile telematico 'Veneti nel mondo', curato dalla stessa Regione. Inoltre, c'è viva attenzione per chi versa in difficoltà  economiche o intende rientrare in Italia.

Nella sua relazione, il professor Giuliano Petrovich, docente di Politica economica all'università  di Venezia, ha rilevato che, storicamente, l'emigrazione veneta ha avuto fortune diverse in Sud America. Generalmente si è affermato un modello di sviluppo che ha fuso in sé l'etica del lavoro, l'unità  della famiglia e l'attaccamento ai valori civili e religiosi propri della cultura veneta: dall'associazionismo alla fede cattolica. Oggi, il prodotto dell'evoluzione culturale vede le nuove generazioni spesso custodi dei valori trasmessi dagli ascendenti, pur avendo essi raggiunto, nel frattempo, un tenore di vita e un livello sociale pressoché elevati in tutti Paesi dell'America Latina.

Dopo una serie di interventi da parte dei delegati, coordinati dai funzionari della Regione, Angelo Tabaro ed Egidio Pistore, le rappresentanze dei veneti in Sud America si sono divise in quattro gruppi di lavoro - informazione, economia, cultura, associazionismo - che hanno stilato una serie di linee operative lungo le quali dovrà  articolarsi l'attività  di Regione e associazioni nei mesi a venire.

In particolare, è stato auspicato l'appoggio economico e logistico della Regione alle iniziative di carattere educativo, sociale e culturale in emigrazione, e nella formazione di docenti di lingua italiana. Inoltre, la Regione è stata chiamata a valorizzare il ruolo delle associazioni che operano in ambito migratorio, prima di adottare decisioni e direttive. Si è convenuto, infine, di potenziare un sistema informativo efficiente, capace di integrare l'attuale servizio svolto dalle ambasciate e dalle camere di commercio, e coinvolgendo direttamente le associazioni dei veneti nel mondo, attraverso i loro rappresentanti.

Chiudendo i lavori della conferenza di Florianopolis, l'assessore Bozzolin, relativamente alle 'questioni delle pensioni sociali e dell'assistenza ospedaliera, della scarsa sensibilità  da parte di alcuni uffici consolari nei confronti dei corregionali e, infine, dello scarso gradimento dei programmi di Rai International', ha promesso che l'ente regionale, nei limiti delle proprie competenze, si farà  latore delle istanze sollevate, presso gli enti e le istituzioni interessate. Per quanto riguarda il rapporto tra Regione, circoli, federazioni e associazioni provinciali, Bozzolin ha ribadito la necessità  di un confronto aperto e obiettivo tra le parti, per definire un nuovo sistema di relazioni in cui abbiano un maggior peso le donne e i giovani oriundi. Proprio a favore di questi ultimi, Bozzolin si è impegnato personalmente ad allargare l'applicazione della legge n. 54/83 sulla promozione di scambi culturali e stage.

La Conferenza dei veneti dell'America Latina si è chiusa domenica 16 novembre con una messa solenne, nella cattedrale di Florianopolis, concelebrata dal vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Pietro Brollo, dall'arcivescovo di Florianopolis, monsignor Eusebio Oscar Scheid, e da numerosi missionari italiani, scalabriniani e salesiani. La celebrazione è stata salutata da vecchi canti dei migranti: Merica, Merica; Quel mazzolin di fiori; e il verdiano Va'pensiero.

Nella sua omelia, monsignor Brollo ha sottolineato che 'oggi la ricchezza ha portato il benessere nel Veneto, e nuovi orizzonti di cooperazione si schiudono ai veneti in patria e all'estero. Ma ogni azione economica non può prescindere dai valori che gli emigrati hanno portato con sé, e che ora sono patrimonio del Paese che li ha accolti'.

Data di aggiornamento: 03 Luglio 2017