Una finestra sull'Artico
Nell'Oceano Artico, a metà strada tra la Norvegia e il Polo Nord, c'è un luogo dove il riscaldamento climatico si manifesta più rapidamente che in qualsiasi altro posto nel mondo. Un arcipelago dove, per centoundici mesi consecutivi, è stata registrata una temperatura media mensile al di sopra del normale (marzo 2020 ha interrotto la sequenza negativa, tornando sotto la media di 0,5° C). Non a caso, dunque, il fotografo naturalista Stefano Unterthiner ha scelto proprio le Isole Svalbard per documentare il fenomeno del climate change tra il 2018 e il 2025. Il risultato del suo lavoro nelle terre abitate più a nord del Pianeta è una serie di scatti che ora e fino al 3 maggio sono esposti nelle sale degli Alloggiamenti del Museo delle Alpi, al Forte di Bard, nell'ambito della mostra «Stefano Unterthiner. Una finestra sull’Artico».
Scattate nel corso del progetto «Una famiglia nell’Artico» e raccolte nel volume Un mondo diverso (Ylaios, 2022), le sessanta fotografie esposte attraverso nove sezioni, ricostruiscono un mondo fragile e in rapido mutamento, abitato da orsi polari, renne, sterne, fulmari... Un ambiente tanto inospitale quanto prezioso e affascinante.
Paesaggi e fauna a parte, la mostra al Forte di Bard comprende anche diciotto ritratti in bianco e nero realizzati da Unterthiner tra i residenti della piccola comunità di Longyearbyen (Svalbard), accompagnati da testimonianze sulla percezione dei mutamenti climatici e da un grande pannello dedicato alle climate stripes. A completare l'esperienza anche un documentario realizzato da Raitre (della durata di 20 minuti), che racconta il progetto «Una famiglia nell’Artico».
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