Fare i conti col frigo
Il 5 febbraio è la 13° Giornata nazionale contro lo spreco alimentare. È l’occasione giusta per fare un’incursione sulle nostre tavole o meglio dentro i nostri frigoriferi. Sappiamo evitare gli sprechi? Secondo il Cross Country Report 2025 di Waste Watcher International non proprio: Ogni settimana ciascun italiano butta nella spazzatura 555,8 g. di cibo. Ha la maglia nera rispetto ai Paesi più virtuosi d’Europa come Francia (459,9 g.), Spagna (446,5 grammi) e persino Germania (512,9 g.). La buona notizia è che siamo migliorati rispetto al 2015, quando il nostro spreco di cibo era di 100 g. in più.
Questo spreco che sembra omeopatico, in realtà a livello mondiale, ha proporzioni gigantesche: secondo il Food Waste Index Report 2024 dell’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), ogni anno nel mondo vengono buttate 1,05 miliardi di tonnellate di cibo, pari a 1/3 della produzione mondiale. Una cifra che è un paradosso etico insopportabile, perché mentre chi ha facile accesso al cibo spreca 80 kg a persona all’anno, 670 milioni di individui soffrono la fame. Oltre all’etica, il danno è anche ambientale: per produrre quella montagna di cibo che viene buttata si rilasciano nell’ambiente il 10% delle emissioni mondiali di gas serra, tanto che se lo spreco alimentare fosse un Paese, in fatto di produzione di Co2 sarebbe al terzo posto, dopo Cina e Stati Uniti.
Che fare quindi? Cerca di dare una risposta lo chef Nicola Longanesi, che per iniziare suggerisce alcune regole: innanzitutto pianificare la spesa, avendo presenti le porzioni reali. Poi differenziare la spesa, frequentando anche i piccoli negozi, dove è più semplice comprare alla giornata e limitare gli acquisti. In terzo luogo, privilegiare il cibo fresco al congelato ed imparare a congelare bene, porzionandolo, il cibo autoprodotto, perché questo aiuta a tenere la dispensa in ordine. E poi, ovviamente, tornare all’antica arte del riciclo, dove ogni avanzo diventava un viaggio verso una nuova esperienza gustativa.
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