Frati in missione nello spirito di Antonio

A colloquio con padre Valentino Maragno, responsabile del Centro provinciale che cura la formazione dei religiosi che si preparano e sono in terra di missione.
29 Settembre 2004 | di

Padre Valentino Maragno è responsabile del Centro provinciale missioni (Cpm) che ha sede a Padova, presso la basilica del Santo. Dal 1994 anima le Comunità  cristiane e il volontariato in favore delle popolazioni povere e risponde a tante situazioni di emergenza.
Padre Valentino Maragno mantiene il collegamento con i frati francescani conventuali che da Padova hanno raggiunto diversi Paesi del mondo per evangelizzare e promuovere la persona umana.
Dagli anni Cinquanta a oggi ne sono partiti circa centoquaranta. Attualmente i frati partiti dalla basilica del Santo, che operano in terra di missione o in Paesi con scarsità  di sacerdoti, sono settantotto:quarantaquattro in America Latina, dodici in Africa, due in Asia e venti in Europa.
Il Centro provinciale missionario - spiega padre Valentino Maragno - in collaborazione con le comunità  francescane dell'Italia e delle missioni, opera in tre ambiti. Anzitutto, promuove l'annuncio del Vangelo e i valori della solidarietà  e della giustizia tra i popoli. Poi coordina le attività  di animazione missionaria nelle comunità  della nostra Provincia religiosa. Ancora: favorisce l'interscambio tra le nostre comunità  religiose e le giovani Chiese in missione, collaborando nella formazione, nella pastorale e nella carità .
Tre sono i livelli di collaborazione missionaria - sottolinea ancora padre Valentino -: formativo, pastorale, solidale. Al primo livello appartiene il Cum di Verona, centro formativo per i nostri missionari e laici che partono o rientrano dalla Missione. Questo centro è l'organismo della pastorale missionaria della Conferenza episcopale italiana. Ogni anno offre corsi e seminari di studio sull' America Latina, sull'Asia, sull'Africa e sui Paesi dell'Est europeo.
Ai giovani proponiamo l'Anno di volontariato francescano presso il Villaggio Sant'Antonio di Noventa Padovana o presso il Centro missionario dell'Ordine francescano secolare, in Toscana. Infine, per coloro che vogliono approfondire la propria formazione missionaria, c'è  la Scuola di pace e l'eremo padovano di Montericco, presso Monselice.


In collaborazione con i missionari

A livello pastorale - continua padre Valentino Maragno - in questi anni il Centro provinciale missionario ha promosso un'intensa collaborazione tra le nostre comunità  presenti in Italia e quelle in missione, per favorire conoscenza e crescita reciproca. Un'attenzione particolare si è data alla formazione dei catechisti e dei giovani seminaristi delle nostre missioni, future guide delle giovani Chiese.
Si è pure sostenuta l'azione informativa delle varie tipografie attive nelle diverse missioni, per il loro prezioso contributo culturale e pastorale.
A livello solidale - conclude  padre Maragno - il Centro provinciale missionario ha maturato reciproca conoscenza e l'interscambio con le comunità  in missione. Ha allacciato una stretta rete di relazioni solidali che vanno dalle adozioni a distanza alle mense per i poveri, fino ai tre centri di spedizione di aiuti di prima necessità  per le popolazioni più indigenti. Infine, un'attenzione particolare oggi la stiamo dando ai nostri missionari impegnati nei settori più esposti come la pastorale dei senza terra del Brasile, dei temporeros nel deserto di Atacama, in Cile, e nelle numerose favelas delle grandi capitali del Sud del mondo.
Un grande impegno che desideriamo sostenere anche con la preghiera in questo mese di ottobre.

2 Novembre - Condividere il lutto

2 novembre: commemorazione dei fedeli defunti. Alle ore 11 sarà  celebrata una messa nella basilica di sant'Antonio per i defunti della Famiglia antoniana. La morte e il lutto accompagnano le nostre vite. La ricorrenza ci aiuta a fermarci e a pregare per le persone care che hanno già  varcato la soglia della morte nella speranza della risurrezione.
Sulla scia dell'intensa esperienza vissuta in preparazione alla festa di sant'Antonio di quest'anno - più di centomila persone hanno scritto al Messaggero di sant'Antonio per comunicare le loro intenzioni di preghiera, i problemi, le preoccupazioni e le speranze - offriamo nuovamente ascolto e preghiera. Quanti lo desiderano possono  scrivere al Direttore, condividendo le fatiche, i dolori del lutto, la commossa  memoria dei propri cari. Possono inoltre comunicare i nomi delle persone da ricordare durante il 2 novembre.
I nomi saranno posti sopra l'altare maggiore durante la celebrazione, in segno di comunione spirituale. Anche lungo tutto il mese di novembre, chi lo desidera ha l'opportunità  di inviare l'offerta per far celebrare una santa Messa per i propri defunti dai nostri frati missionari.
A tutti l'invito di ricordare nella preghiera anche i defunti dimenticati.

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017