L’ospedale di suor Martha

Un incontro casuale nell’aeroporto di Cochin, ha portato la Caritas antoniana a impegnarsi in un progetto in apparenza modesto, ma, in realtà, di vitale importanza per la popolazione di un villaggio tribale in Kerala.
11 Novembre 1998 | di
   
Un detto recita che le vie del Signore sono infinite. Nulla calza meglio al progetto che vi stiamo presentando, dato che è nato, pensate un po', nella sala d'aspetto dell'aeroporto di Cochin, in India. L'allora segretario della Caritas antoniana, padre Luciano Marini, di ritorno da una visita di verifica di alcuni progetti in India, stava imbarcandosi per Bombay quando conobbe monsignor Kuriakose Bharanikulangara, segretario del nunzio apostolico in Camerun. Il prelato parlò a padre Luciano di un progetto sanitario che una congregazione di suore indiane stava portando avanti a Pannimattam nella regione del Kerala, in India. Si trattava della costruzione di un piccolo ospedale in una zona tribale assai povera. Da tempo, le suore raggranellavano a fatica un po' di denaro, ma non riuscendo ad arrivare alla somma necessaria per sostenere tutte le spese di costruzione, avevano chiesto un aiuto a monsignor Bharanikulangara.     

Quel contatto casuale, fece un piccolo miracolo. La Caritas antoniana ricevette una lettera da suor Martha Mary, la superiora dell'ordine dell'«Assisi sisters of Mary Immaculate», il cui carisma è quello di occuparsi dei malati che, a causa della povertà , non potevano recarsi negli ospedali delle città , né pagarsi il ricovero. «La zona di cui ci occupiamo - scrive suor Martha - è sulle colline e non è raggiunta da alcun servizio. Per questo, già  all'inizio del nostro lavoro ci accorgemmo che era necessario costruire un piccolo ospedale, ci riuscimmo, ma ormai è passato molto tempo. L'edificio ha le crepe sui muri e quando piove, l'acqua filtra dal tetto e poi non è più sufficiente ai tanti bisogni della popolazione».

 Suor Martha espresse quindi il suo sogno: «Vorremmo demolire il vecchio ospedale per costruirne uno nuovo. 15 lakh ci verranno dati dalla congregazione, 5 lakh è il contributo che ci viene dalla gente, ma, per arrivare alla cifra richiesta, ci servirebbero altri 10 lakh (circa 40 milioni di lire)». Non si poteva lasciare inascoltata una richiesta così voluta e così importante per la gente. E la Caritas antoniana accettò l'impegno.     

Nell'ultima lettera di suor Martha, insieme alla parole di gioia e di riconoscenza, ci sono arrivate le foto del nuovo ospedale. Ecco un altro piccolo passo, espressione di un'autentica volontà  di esserci e di fare, sempre più prospera tra gli amici del Santo.

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017