Nulla da lasciare
Chi sia stato don Luigi Mazzucato per il Cuamm. Medici con l'Africa è difficile da riassumere. Cinquant'anni di vita dedicati quasi interamente a quest'opera, che tanto bene ha fatto e continua a fare nel mondo, sono tanti, troppi da racchiudere nelle pagine di un solo libro. Eppure Francesco Jori, con il suo consueto stile brillante, capace con poche pennellate ben assestate di «dire» una vita intera, ci è riuscito magistralmente in questo volume che, chi vorrà leggere, potrà richiedere direttamente al Cuamm (www.mediciconlafrica.org).
Ci troviamo dinanzi a una biografia intensa e sobria (proprio com'era don Luigi), capace di restituire il senso di una intera vita spesa per gli altri, per i poveri, gli ultimi. Don Luigi Mazzuccato era infatti nato a Saccolongo (Padova) nel 1927. Ordinato sacerdote nel 1950, nel 1955, dopo la laurea in Teologia presso l’Università Gregoriana di Roma, fu chiamato a dirigere il Collegio Universitario degli Aspiranti Medici Missionari (Cuamm): aveva 28 anni all'epoca e il Collegio contava appena cinque medici missionari in pectore (era nato nel dicembre 1950). Don Luigi sarà l'anima del Cuamm fino quasi alla fine della sua vita (si è spento nel 2015), nel 2008. A lui è succeduto don Dante Carraro.
Nei suoi anni al Cuamm, don Luigi contribuì a costruire ospedali, formare personale locale e promuovere un modello di medicina fondato sulla dignità della persona. La sua vita, dedicata alla cooperazione sanitaria in Africa, fu sempre caratterizzata da coerenza e radicalità evangelica.
Jori racconta tutto questo nel suo libro (che ha la prefazione di Romano Prodi), con il suo stile brillante, dicevamo, ma essenziale (tipico del grande giornalista), che lascia emergere la forza dei fatti più che delle parole. Ne emerge la vicenda umana di un uomo (e in controluce di una istituzione) profondamente profetico, ma capace di restare sempre con i piedi saldamente ancorati al terreno. Un uomo di Dio, che, senza appartenere al mondo, ha saputo però abitarlo rendendolo un posto migliore, grazie ai suoi occhi sempre rivolti al Cielo.
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