Un pensiero e una preghiera particolare per tutti voi, amici lettori, che vi prendete variamente cura di un ammalato o di una persona bisognosa. Grazie a nome di tutti! E grazie anche a sant’Antonio che è sempre stato, ed è, vicino a chi soffre.
«Ciò che lentamente prendeva forma dentro di me nei lunghi mesi passati si è fatto ora certezza folgorante: il dolore colpisce, intercetta una vita facendole comunque del male, prende una traiettoria e prosegue con inerzia verso un esito sconosciuto, mai uguale, mai prevedibile. Bisogna afferrarlo un dolore e bisogna consegnarsi a lui; parlargli e ascoltarlo, bisogna agirlo e patirlo. E poi, se possibile, provare a decidere cosa farne. Sento che per me la cosa più bella e naturale è riuscire a farne dono agli altri».