Jan Wildens, Pattinatori sul ghiaccio - Gennaio, 1615, Genova, Palazzo Rosso.

L'inverno nell'arte

È aperta fino al 15 marzo al Castello del Buonconsiglio di Trento la mostra «L'inverno nell'arte. Paesaggi, allegorie e vita quotidiana».
| Luisa Santinello Redattrice

L'anno nuovo è appena iniziato e si preannuncia un gelido inverno. Poco male, perchè tra abbigliamento tecnico, impianti di riscaldamento e così via, ormai siamo straorganizzati per affrontare il freddo di gennaio e febbraio. Ma una volta come facevano i nostri antenati, quando non c'erano i termosifoni, e neanche le giacche imbottite? Quando il lavoro si svolgeva perlopiù all'aperto e non c'erano i palazzetti dello sport per allenarsi sul ghiaccio? Riflette su queste e su molte altre domande la mostra «L'inverno nell'arte. Paesaggi, allegorie e vita quotidiana», allestita nel Castello del Buonconsiglio di Trento fino al 15 marzo. Un viaggio nel tempo che, attraverso dipinti, stampe, sculture, porcellane e antiche slitte da parata, provenienti sia dalle collezioni del museo del Castello del Buonconsiglio sia da importanti raccolte pubbliche e private, guida il visitatore indietro al Rinascimento e fino all'Ottocento, nella routine delle persone comuni che ogni giorno, tra dicembre e marzo, tra lavoro e svago, dovevano convivere con ghiaccio, vento e neve. Nata come iniziativa del museo nell’ambito del progetto Combinazioni_caratteri sportivi, promosso dall’Assessorato alla Cultura, in occasione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, l'esposizione mira a valorizzare il profondo legame tra i valori dello sport e quelli della cultura, intesi come strumenti di crescita personale e collettiva. E lo fa prendendo spunto dalle raffigurazioni dei mesi invernali del Ciclo dei Mesi di Torre Aquila, e in particolare dal paesaggio innevato di Gennaio – uno dei più antichi dell’arte europea – con la celebre battaglia a palle di neve tra dame e cavalieri.

Tra le cinquanta opere esposte, suddivise in otto sezioni c'è il capolavoro di Pieter Bruegel il Giovane Adorazione dei Magi nella neve, in trasferta dal Museo Correr di Venezia. Ma anche alcune incisioni di Giulio Romano, Johann Sadeler e Antonio Tempesta, provenienti dai Musei Civici di Monza e dal Castello Sforzesco di Milano, una terracotta dello scultore barocco Giovanni Bonazza, porcellane di Meissen, un dipinto di Girolamo Donnini della Collezione Credem, oltre a opere di Vittorio Amedeo Rapous e Giuseppe Nogari. Completano la rassegna opere che raccontano tipiche attività che si svolgevano nella stagione fredda, come la macellazione del maiale (in un dipinto della cerchia di Jacopo Bassano), la raccolta della legna o l'utilizzo di corsi d'acqua ghiacciati come strade di passaggio e scene di mercato invernale. Per non parlare delle attività ludiche che si svolgevano nei mesi più freddi: vedere per credere i dipinti affollati di pattinatori (ritratti da Jan Wildens e Barent Avercamp), ma anche di giocatori di curling. Le ultime sezioni della mostra sono dedicate alla slitta vista come opera d'arte (esposti tre esemplari settecenteschi da parata, accompagnati da accessori come scaldini, una sonagliera e un trattato di fine Settecento sulle slitte) e al paesaggio innevato, dipinto da Marco Ricci, Francesco Fidanza e Luigi Casali.

Il progetto espositivo è a cura dei conservatori del museo Dario De Cristofaro, Mirco Longhi e Roberto Pancheri. Visite guidate alla mostra tutti i sabati alle 15, mentre i laboratori per famiglie si terranno tutte le domeniche alla stessa ora.

Info: https://www.buonconsiglio.it/

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Data di aggiornamento: 01 Gennaio 2026