Ruggeri, artista francescano
Vetrate, collage, opere su tela e carta, studi e perfino due casule (vesti liturgiche utilizzate dal sacerdote o dal vescovo durante la celebrazione della Messa): sono le opere sacre esposte fino all'8 novembre al Museo Diocesano di Brescia nell'ambito della mostra «Sorella Luce», in occasione degli 800 anni dal Transito di san Francesco d'Assisi. A realizzarle: padre Costantino Ruggeri, frate francescano che tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento intrecciò il proprio percorso creativo con grandi artisti come Mario Sironi, Le Corbusier, Lucio Fontana, Gio Ponti e Richard Meier.
Perno centrale della produzione di fra Ruggeri sono le 650 vetrate artistiche che realizza nel corso della sua vita in Italia e nel mondo. In mostra è esposta una vetrata in lastre di vetro di Murano datata 1975. A caratterizzarla due elementi chiave che ritornano molto spesso nelle opere di Costantino Ruggeri: la colomba attorniata da una nube (ripresa da quelle dipinte da Braque e Matisse), che richiama la vittoria dello Spirito Santo sul male, e il sole bianco: simbolo dell'ostia consacrata e meta verso cui mira la colomba.
Per realizzare le sue vetrate, l'artista bresciano (nato in Franciacorta) utilizza solo vetro soffiato a bocca e sceglie un processo di incollatura di ogni singola tessera, anzichè la tradizionale legatura al piombo. In questo modo, Ruggeri riesce a ottenere una migliore permeabilità alla luce che crea straordinarie cromie.
Oltre alle vetrate, altra serie di opere che merita di essere citata è quella delle Macchie Guidate, realizzate con smalti lucidi neri o azzurri colati su cartoni bianchi e ispirate al Movimento spaziale di Lucio Fontana e alla corrente Informale di Roberto Crippa. Frequentando gli studi di questi e molti altri artisti, in effetti, Costantino Ruggeri sperimenta negli anni tecniche diverse e riesce a riformulare in chiave cristiana alcune tematiche proprie delle Avanguardie.
Prova la versione digitale del «Messaggero di sant'Antonio»!