Quando il coniuge non soddisfa il nostro bisogno di amore e di riconoscimento, la tentazione è quella di ricorrere a facili soluzioni, pretendendo che l’altro si conformi alle nostre esigenze più profonde. Ma Gesù ci insegna a cambiare prospettiva.
Ogni coppia unita dal sacramento del matrimonio vive un legame sponsale abitato dallo Spirito. Per questo gli sposi devono privilegiare la loro unione rispetto a ogni altra relazione.
Gesù, così come aveva fatto al tempio, viene a espellere dalle nostre famiglie le logiche opportunistiche dei mercanti, affinché torniamo a prenderci cura del nostro «tempio» familiare, ed esso sia abitato solo dalle dinamiche dell’amore.
Non è per niente facile amare come ci ama Gesù. Soprattutto in famiglia, dove l’aspettativa di venire gratificati e ripagati dai nostri cari è altissima…
Gesù, dinanzi a chi vorrebbe lapidare la donna adultera, si mette a scrivere sulla sabbia, come i bambini, ponendosi così allo stesso livello della donna, che ha tradito esattamente perché ha seguito il proprio «io» bambino.
Il dialogo tra Mosè e la «voce» nel roveto ardente mostra alle coppie una cosa sola: che è possibile bruciare d’amore l’uno per l’altra senza consumare il sentimento. Purché esso sia abitato, come il roveto, da Dio.