La lingua può far tanto male, ma anche tanto bene. Con la lingua possiamo pregare, lodare Dio, dispensare buoni consigli, esortare. E soprattutto, come insegna sant’Antonio, solo frenando la lingua è possibile dedicarsi al silenzio.
Il silenzio, la vita monastica, il pellegrinaggio sono alcuni temi delle poesie raccolte in questo libro, il cui autore è un prete portoghese (ora cardinale), noto scrittore, ispirato da un viaggio in Giappone. I brevi componimenti, che seguono il modello dell’haiku occidentale sulle orme di Jack Kerouac, emergono nello spazio vuoto della pagina come la parola nel silenzio. I testi sono riportati in lingua originale con traduzione di Teresa Bartolomei e prefazione di Lina Bolzoni.
«Nell’amicizia siamo sacramento gli uni per gli altri dell’amore di Dio». In queste parole di padre Paolo Dall’Oglio cogliamo un’intuizione che ha animato la sua missione nel mondo musulmano, e si è sviluppata nella ricostruzione del monastero di san Mosè l’Abissino (Deir Mar Musa, vicino a Nebek, in Siria) e nella formazione di una comunità dedita alla vita di preghiera, al lavoro manuale e all’ospitalità aperta a tutti.
La drammatica vicenda di una giovane afghana, in attesa del visto di studio per l’Italia, e del fidanzato, bloccati dall’occupazione talebana di Kabul, il 15 agosto 2021. Pochi giorni per tentare di raggiungere l’aeroporto e fuggire, con l’aiuto remoto di un professore e dei carabinieri italiani sul campo, superando il distacco dalle famiglie che li vedono sposi poche ore prima di partire. Un invito a porre attenzione a una situazione che rischia di protrarsi a lungo nell’indifferenza generale.