Chi sono i giovani della Gmg?

Sono spesso descritti come emarginati, isolati, «sdraiati». Eppure, oggi come ieri, sono disponibili a impegnarsi sull’esempio di testimoni credibili. Per costruire il futuro. Il grande appuntamento della Gmg 2016 in Polonia.
23 Luglio 2016 | di

Gli esempi di impegno e solidarietà quotidiani nei confronti di persone povere o in stato di disagio si moltiplicano: al nord, come al centro e al sud Italia. Ciò che non viene detto è che spesso i protagonisti di questi gesti concreti di solidarietà sono i giovani, capaci di grandi slanci, soprattutto se incontrano testimoni credibili che indicano loro la strada da seguire.

Un’esigenza forte in un momento, come quello attuale, in cui «regna l’incertezza per il futuro», sottolinea il recente «Rapporto» dell’Osservatorio sulla condizione giovanile dell’Istituto Toniolo di Milano. Un’epoca in cui la difficoltà di pensare al proprio avvenire appiattisce su un presente dalle fondamenta non solide.

«Difficile pianificare il futuro o pensare a una famiglia senza una casa, un lavoro, una sicurezza materiale», spiega don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg) della Cei. Colpevolizzare i giovani sarebbe, però, un errore. «Servono, piuttosto, adulti pronti a spendersi per i propri figli, a farsi da parte per far loro posto».

I giovani hanno bisogno di coltivare speranza per andare oltre rassegnazione e paura: «Noi adulti abbiamo il dovere di uno sforzo in più – aggiunge don Michele – perché il presente sia più stabile e la prospettiva sul domani davvero possibile. Purtroppo vedo adulti impegnati a mantenere solo i propri posti, le proprie carriere. E i giovani? Dovremmo ricordarci più spesso che la nostra Costituzione è stata pensata e scritta da giovani».

Riferimenti precisi e solidi

«C’è un forte desiderio – spiega don Falabretti –, di provare a vivere concretamente uno stile di vita dalle declinazioni positive. Le parole d’ordine? Sincerità e coerenza, sia da parte dei giovani che degli adulti».  

Questo vale anche per la fede. «Ci troviamo di fronte a una religiosità diversa rispetto al passato − continua il sacerdote –, meno “regolare”, per certi versi più consapevole». Anche in tale contesto gli adulti possono aiutare i giovani con la loro testimonianza: «Viviamo in un mondo che si muove in fretta, che trova sempre nuovi punti di riferimento − spiega don Michele –. È fondamentale, iniziando da noi preti, tornare a un rapporto diretto con le persone, con le gioie e i dolori di ciascuno. Di questi sacerdoti ha bisogno la Chiesa».

Perché sebbene siano ragazzi «digitali», subiscono ancora il fascino di esperienze vere. «Il mezzo non può sostituire il cuore. I ragazzi, pur sempre connessi sui social, non rinunciano a vivere concretamente la bellezza delle relazioni». Convinti che felicità è «dare gusto» alla propria vita, nella realtà quotidiana.  

Laboratori di talenti

Un esempio sono gli oratori, il fulcro dell’impegno educativo della Chiesa. Lo sottolinea la nota pastorale dei vescovi: «Il laboratorio dei talenti». Gli strumenti e il linguaggio sono quelli dell’esperienza quotidiana dei più giovani: aggregazione, sport, musica, teatro, gioco e studio.

L’appuntamento della Gmg

Uno degli appuntamenti più importanti è la XXXI Giornata mondiale della Gioventù, in programma dal 25 al 31 luglio a Cracovia (Polonia): «Non si vive per la Gmg, ma si va lì per vivere. Per tornare ricchi c’è bisogno di pensare adesso la strada del ritorno. Riavvolgere, a Gmg conclusa, la pellicola di quei giorni dovrà spingere alla ricerca personale di novità di vita. Ciò che resta, alla fine di qualsiasi cammino, sono le relazioni con le persone, tra associazioni, movimenti, parrocchie, realtà religiose e, di più, lo slancio che arriverà dai nostri giovani».

L’entusiasmo e un nuovo sguardo sul futuro segneranno il passo per il domani. Perché coltivare la speranza significa essere creativi, vivere la propria vita come unica e ineguagliabile. Certi che il Vangelo è davvero «scuola di felicità».    


 

GMG: Informazioni e programma

Tema: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia».

Gmg 2016 - Cracovia, 26 - 31 luglio

Martedì 26 - Ore 17.30 Parco di Blonia – Santa Messa di apertura presieduta dal cardinale Stanislaw Dziwisz.

Giovedì 28 - Ore 17.30 Parco di Blonia – Cerimonia di Accoglienza e primo incontro con papa Francesco.

Venerdì 29 - Ore 18.00 Parco di Blonia – Via Crucis con la Croce della GMG.

Sabato 30 - Ore 19.00 Campus Misericordiae – Veglia con papa Francesco e adorazione del Santissimo.

Domenica 31 - Ore 10.00 Campus Misericordiae – Santa Messa finale, durante la quale il Papa «invia i giovani per il mondo intero».

Altre tappe - A turno, i giovani si recheranno in pellegrinaggio al santuario della Divina Misericordia. Previste, inoltre, visite al Museo della Memoria di Auschwitz-Birkenau.                              

Info: www.gmg2016.it

Data di aggiornamento: 26 Giugno 2017
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