È l'ora del carnevale ambrosiano
Chiude il carnevale romano e invece entra nel vivo quello ambrosiano. Per chi vive a Milano e dintorni i festeggiamenti si estendono fino al sabato grasso, il 21 febbraio. Ma come mai ancora maschere e coriandoli per quasi un’altra settimana, quando il resto d’Italia è già in Quaresima? La ragione sta nel fatto che il calendario liturgico è diverso.
Secondo la leggenda, questo spostamento è stato voluto da sant’Ambrogio in persona. Il Patrono di Milano, trovandosi lontano dalla città, pregò i suoi fedeli di aspettarlo per la Quaresima. In realtà pare che questa tradizione sia dovuta anche all’insegnamento di sant’Ambrogio che predicava di non digiunare mai nel «giorno del Signore» ovvero la domenica, così che i milanesi anticamente scelsero di spostare la fine del carnevale oltre la prima domenica di Quaresima del rito romano. Nella tradizione pare rientrino anche altri usi e costumi della zona, che risalgono alla notte dei tempi.
A prescindere dall’origine, questa differenza caratterizza Milano, altre città e zone della Lombardia, come Monza, Lecco o Varese e persino alcune aree della Svizzera, diventando un elemento identitario di quei territori.
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