In questo mese di marzo ci piace ricordare una grande donna, vissuta attorno all’anno Mille ma canonizzata (il 10 maggio) e dichiarata Dottore della Chiesa (il 7 ottobre) solo nel 2012, da papa Benedetto XVI. Stiamo parlando di Ildegarda di Bingen, santa, mistica, monaca, donna di cura (famose le sue ricette di erboristeria ancora oggi utilizzate), poetessa e musicista, nata a Bermersheim vor del Höhe, in Germania, nel 1098, e morta nel 1179 nel monastero di Bingen am Rhein. Una donna capace di forti passioni e di una libertà di pensiero incredibile: fondò monasteri indipendenti quando i monasteri femminili dovevano sottostare economicamente a quelli maschili, predicò in pubblico quando era impensabile farlo per una donna, dialogò da pari a pari con vescovi, Pontefici e re. Al suo genio, che molto ha da dire anche alle donne di oggi, sono stati dedicati innumerevoli volumi, traduzioni delle sue visioni ma anche saggi e romanzi. Ve ne presentiamo brevemente tre.
Il primo è da poco uscito in Italia: si tratta di Per fedeltà d’amore (San Paolo), dell’antropologa e scrittrice Francesca Serra, da sempre attenta conoscitrice e divulgatrice del pensiero e della visione ildegardiane del mondo. Un libro che analizza con acume la spiritualità della monaca benedettina, mostrandone tutta l’attualità anche grazie al confronto con le moderne neuroscienze, la psicologia e l’antropologia. Un’indagine profonda, pensata in primo luogo per educatori e accompagnatori spirituali, ma rivolta a chiunque voglia approfondire la conoscenza di Ildegarda, soffermandosi in particolare sulla sua visione della natura delle relazioni e sulla loro importanza per il processo di cura e di benessere di individui e comunità.
Gli altri due volumi proposti sono due romanzi, scritti dall’autrice danese Anne Lise Marstrand-Jørgensen, che le sono valsi il prestigioso premio letterario scandinavo Weekendavisen. Si tratta de La guaritrice e La sognatrice (entrambi Marsilio), con i quali Marstrand-Jørgensen ripercorre l’intera esistenza di Ildegarda di Bingen, dalla nascita alla morte, soffermandosi sulla vita familiare e su quella claustrale, sul rapporto con le monache (in particolare la giovane Richardis, a cui Ildegarda fu legata da un profondissimo affetto) e la Chiesa del tempo. Libri che indagano anche il bellissimo rapporto con il monaco Volmar, dapprima suo maestro e poi scrivano di fiducia, cui Idelgarda affidò il compito di tradurre in testo tutte le sue visioni profetiche. E danno conto, soprattutto, del suo modo di intendere la cura, frutto di una visione olistica dell’essere umano e affidata al buon uso di parole, musica, relazioni, alimentazione, doni della natura. Due volumi avvincenti, e solidamente ancorati alle fonti storiche e ai testi della santa.
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