Il pensiero critico consiste «nella capacità di identificare gli inganni e gli autoinganni cognitivi, e nell’uso di metodi per antagonizzare gli effetti e selezionare i fatti e le spiegazioni più verosimili rispetto a qualche fenomenologia di interesse». Lo scopo di questo libro è di fornire degli strumenti per riconoscere le debolezze cognitive che abbiamo e che spesso sono sfruttate per manipolare il pensiero e condurlo secondo altri interessi.
«Un itinerario di esplorazione del patrimonio religioso dell’induismo e delle armoniche che queste scoperte possono risvegliare nella riflessione e nel cuore di un cristiano»: ecco la proposta di questo libro, scritto da un sacerdote gesuita, dottore in Teologia presso l’Università Gregoriana di Roma, che da anni vive in India.
Fare i conti con quanto si muove dentro di noi è una delle sfide più importanti della nostra vita. Una delle dinamiche principali è proprio la tensione tra due coinquilini interiori: da un lato, la tendenza a cercare le nostre comfort zone, situazioni in cui ci sentiamo sicuri e protetti, ma che ci tengono spesso fermi; dall’altro lato, la spinta al cambiamento, che ci fa aprire all’altro, con tutte le conseguenze che questo comporta.
«Forse il sorriso è proprio una strada per arrivare a Dio». Lo scrive Paolo Pivetti, autore di questo godibilissimo volume (Humor di Dio, privilegiando la grafia americana, Humor, a quella inglese, Humour, proprio per rendere la parola più assonante con Amor…). Ma ben prima di lui lo sosteneva Francesco d’Assisi, il quale ripeteva ai suoi frati che si guardassero «dal mostrarsi tristi all’esterno e rannuvolati come gli ipocriti», ma fossero, invece, «gioiosi nel Signore e lieti e cortesi come si conviene» (Rnb, 1221).
«Ha senso parlare di spiritualità nelle canzoni di una rock band come i Queen?». È partito da questa domanda fra Federico Russo, dell’Ordine dei Frati Minori di San Francesco, per scrivere il suo libro Somebody to love, edito da San Paolo.
L’eccezionale sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) nel nostro tempo fa parte della più ampia rivoluzione tecnologica nella quale siamo immersi. La proposta del presente saggio breve è quella di superare atteggiamenti di allarmismo disperato o di incoscienza credulona per scegliere un realismo responsabile, che guarda al futuro riconoscendo percorsi e sviluppi probabili dell’IA.