La musica cantautorale della seconda metà del Novecento ha valore non solo da un punto di vista musicale, ma anche letterario. Tuttavia, Il rischio che corre è di andare perduta, in quanto la sua tradizione è affidata alla buona volontà delle famiglie, delle associazioni, ma non è patrimonio culturale; questo passaggio è possibile se viene accolta nel percorso scolastico, dopo una ricerca accademica che indaghi sulla questione e stabilisca un canone letterario cantautorale.
«Una mole di comfort sta uccidendo la nostra fede, un carico mediocre di banale comodità ci sta rendendo flaccidi nella fede e nella vita, rendendoci cristiani e uomini senza straordinario, senza slancio, senza allegria». Di fronte a tutto ciò, l’arte di evangelizzare è la battaglia per il sublime: non è questione di avere un impatto mediatico sempre maggiore, ma di vivere da cristiani, testimoni della bellezza del Vangelo.
«Cosa sta accadendo davvero?»: ecco la domanda che muove l’autore, co-fondatore di Ugolize, consulente e divulgatore, quando decide di capire meglio cosa succede nei social network. Sì, perché è evidente il sovraccarico digitale, che ha assottigliato la nostra soglia di attenzione, diventando il filtro attraverso cui interpretiamo la realtà e la forza che la modella.
Nel trattare il rapporto tra fede e scienza, spesso si parla con termini inappropriati e in modo superficiale. È necessario ripartire da un linguaggio adeguato e attento ai risultati teologici e scientifici, senza pregiudizi né imposizioni. Proprio questa è l’intenzione di Pietro Calore, giovane filosofo (classe 1995) che nel presente testo propone alcune lezioni da lui tenute per un corso di “Teologia problematica” per la Scuola di formazione teologica della diocesi di Orvieto-Todi.
Scienze naturali, biologia, fisica, letteratura, musica, arte, tutte insieme, miscelate con sapienza, in un libro che racconta, in modo colto e al contempo poetico, il fondamentale rapporto tra alberi (e natura in generale) ed esseri umani. Un rapporto primordiale, fondativo, che parla di spiritualità, di cammini fecondi e di cura, mettendo insieme tutti quegli aspetti che in qualche modo vogliono riportare l’essere umano a sentirsi parte di un tutto, con cui porsi perennemente in dialogo.
Il mettersi in cammino è un tratto caratteristico dell’essere umano. Da sempre, anche prima delle grandi migrazioni, uomini, donne e bambini si sono messi in cammino. In prevalenza è gente povera, spesso contadini, che per sopravvivere alla miseria sono costretti a cercare un lavoro stagionale, spesso distante da casa. Il libro presenta diverse categorie di persone che, nella storia italiana degli ultimi secoli (soprattutto Ottocento), hanno avuto nel movimento una condizione caratteristica della loro esistenza.